Gli Anelli del Potere: il main teaser analizzato frame by frame

4 settimane fa

10 minuti

Due minuti e 30 secondi di immagini mozzafiato all’interno della Terra di Mezzo. È la durata del nuovo teaser rilasciato da Amazon Studios per addentrarci più a fondo nelle immagini dell’attesissima Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, la serie tratta dalla monumentale opera di di J.R.R. Tolkien e in arrivo ufficialmente su Prime Video il prossimo 2 settembre.

Benvenuti nella Terra di Mezzo

Se il primissimo teaser donava le sensazioni di “ritorno” alle emozioni viste nei primi film di Jackson, questo secondo teaser è uno spalancare le porte a tutta la Terra di Mezzo nella sua interezza. Mai prima d’ora si era visto una tale vicinanze alle opere di Tolkien per di più in una serie Tv che mette le cose in chiaro in uno dei suoi frame scrivendo “ispirata alle opere di Tolkien” perché ricordiamolo ai detrattori e integralisti, questa serie Tv non si basa su nessun testo specifico, ma sulle opere in genere quindi con la libertà di poter colmare i buchi dello stesso Tolkien e creare delle nuove sottotrame. Proprio Tolkien nella lettera 131 parla di parla di “racconti lasciati solo abbozzati e spazi da riempire da altre menti”, quindi crediamo che gli sceneggiatori di Amazon Prime possano inserirsi nei vari spazi narrativi che Tolkien non descrisse: come sono nati gli hobbit o chi erano gli stregoni blu, oppure donare una Terra di Mezzo che sia inclusiva in ogni suo aspetto ovviamente tutto nel rispetto del messaggio dello scrittore inglese. Se ciò verra fatto, e da queste immagini ci stiamo avvicinando, non possiamo che goderne appieno.

Detto ciò iniziamo il viaggio all’interno del nuovo teaser.

C’è stato un tempo in cui il mondo era talmente giovane che non esisteva ancora il levar del sole. Ma perfino allora…. c’era la Luce

Nei primi secondi di teaser c’è un esplosione di emozione, ci troviamo a Numenor (già vista negli altri teaser) ma per la prima volta sentiamo la voce narrante di Galadriel che ci racconta un episodio della Prima Era, quando Telperion e Laurelin (i due grandi alberi) splendevano di fronte alla meravigliosa città di Tirion. Non possiamo non notare il tema musicale di Gran Burrone di sfondo alle parole di Galadriel che fa ancora più emozionare perchè si vuole dare un parallelismo molto concreto con la trilogia di Jackson, tra l’altro Howard Shore compositore dei primi film sta all’interno della serie Tv quindi siamo più che sicuri che non sarà l’unico ricordo con i vecchi film.

La scena cambia, e vediamo scorci mozzafiato, tra cui montagne imbiancate che richiamano i paesaggi visti ne La Compagnia dell’Anello soprattutto quelli che riguardano il passo del Carhadras, accompagnati da una dolce voce che canta una canzone le cui parole (“Come to me, come to me”) sembrano richiamare la canzone con cui gli Ent cercano le Entesse. In questa inquadratura oltre ad un esodo, o spedizione di diversi elfi (forse con a capo Galadriel) non possiamo non notare il volo di un aquila e considerando che i nidi delle grandi aquile erano nelle Montagne Nebbiose ci può stare anche un qualche flashback dedicato alle creature più vecchie e longeve della Terra di Mezzo.

Le similitudini con i film di Jackson per ora sono tantissimi: musica, paesaggi, personaggi che già conosciamo (aquile e Galadriel), questo teaser vuole farci tornare in luoghi già conosciuti. Tuttavia subito dopo la canzone inizia il racconto di una seconda voce narrante, quella dell’Harfoot Marygold Brandyfoot che cerca di rassicurare un’altra persona del suo popolo- forse Elanor- che non c’è bisogno di cercare altre terre perchè gli Harfoots hanno l’un altro per proteggersi a vicenda e rimanere nascosti dai pericoli che incombono dall’esterno.

Gli Elfi hanno le loro foreste da proteggere, i Nani le loro miniere, gli Uomini i loro campi di grano

Durante la declinazione di questa frase passano in rassegna tre bellissime scene: una dimora elfica, probabilmente il Lindon, le miniere di Kahazad-dum colme di Nani nel suo massimo splendore e uomini in un villaggio che coltivano campi di grano. E poi, gli Harfoots, i Pelopiedi (uno dei tre popoli nei quali erano divisi gli Hobbit) che si lanciano segnali stanti a significare che la via è sicura e si può uscire allo scoperto. Meraviglioso questo concetto in quanto si è sempre saputo poco degli Hobbit, se non che fossero dei popoli sempre ben nascosti (anche nella terza era) quindi a maggior ragione nella seconda era li vediamo applicare tecniche di mimetismo per avvalorare ciò che Tolkien diceva di loro

Gli Hobbit nei tempi antichi sono passati inosservati grazie alla loro abilità di nascondersi.

La presenza degli Harfoots era il più grande rischio nella serie, in quanto non si sapeva nulla dagli scritti del professore, ma probabilmente il punto di vista dei popoli più semplici come gli hobbit potrebbe ancora risultare vincente: dopo questo teaser c’è ancora più fiducia.

La scena cambia, e arriva la ormai famosa “meteora” che pare interromperà la pace degli Harfoots: chi ci sarà?

Elanor Brandyfoot (Markella Kavenagh) volge gli occhi verso quella misteriosa luce e quell’esplosione, nel frattempo l’inquadratura cambia di nuovo, e torniamo alla vera protagonista indiscussa di questa serie: osserviamo Galadriel assieme ad un altro Elfo mettersi in caccia dei servi di Morgoth, con la voce di Elrond  sottolineare come la stessa Galadriel abbia combattuto abbastanza e che è ora di mettere via la spada.

Il Nemico è ancora lì fuori. La domanda ora è: dove?

Un eco della descrizione della vigilanza continua all’inizio della Seconda Era, pezzo tratto tra l’altro dai Racconti Incompiuti, il che significa che gli show runner hanno avuto modo di affrontare anche altre tematiche al di là delle appendici. Poi, mentre la camera, addirittura con i flare dentro l’obiettivo, fa una carrellata alla capitale elfica dell’Eregion, Ost-in-Edhil (posizionata nel punto esatto indicato dalle mappe dei testi di Tolkien), Galadriel ribadisce ad Elrond che non tutto è concluso

Tu non hai visto quello che ho visto io

Questa presa di posizione è molto importante perchè già fa notare quanto la stessa Galadriel veda in avanti rispetto ad Elrond (l’ascesa di Sauron è dietro l’angolo). Da questo momento inizia un bellissimo confronto tra i due elfi che tirano fuori le loro esperienze nei Tempi Remoti

Elrond ha vissuto un’infanzia tragica, ma Galadriel ne ha viste ben di più assistendo ad un vero e proprio fraticidio

Mentre sottolinea questo concetto con forza e con gli occhi quasi spiritati dalla rabbia e dal dolore, sotto i nostri occhi passano scene di battaglia di una bellezza mai vista prima, vicine all’Apocalisse nel quale Galadriel è stata coinvolta: sfondo rosso sangue, soldati scagliati in aria, acqua che si solleva, torri che crollano. Dovrebbe essere un flashback sulla Guerra d’Ira alla fine della Prima Era, la grande battaglia che concluse le Guerre del Beleriand dove vide contrapposte le schiere dei Valar e di tutti gli Elfi di Aman agli eserciti di Morgoth. La guerra che cambiò per sempre la faccia di Arda, si concluse con la sconfitta di Morgoth e con la distruzione di tutti i suoi eserciti, oltre che della fortezza di Angband, la stessa regione del Beleriand ne fu spezzata e sprofondò in mare (questa vicenda è narrata ne Il Silmarillion, altro piccolo indizio che forse gli sceneggiatori hanno attinto non solo alle Appendici).

Dopo i ricordi di Galadriel, riferiti a morte e distruzione, si torna di nuovo alla luce e alla magnificenza di Nùmenor con i suoi porti e le sue navi, già vista in altri teaser e immagini, ma non ci stancheremo mai di vedere l’Atlantide tolkieniana perfettamente ricreata in queste immagini. Di nuovo cambio di voce narrante con Gil-Galad (Benjamin Walker) che ricorda il seguente messaggio:

L’oscurità marcerà sulla faccia della terra, sarà la fine non solo del nostro popolo, ma di tutti i popoli

Dopo la voce dell’elfo che strinse l’ultima alleanza tra Uomini ed Elfi (nella battaglia futura contro Sauron)  vediamo diverse scene di pericolo dell’intera Terra di Mezzo, gli uccelli che scappano dal mare, ma soprattutto un imponente marcia degli Orchi, al lume delle fiaccole guidati dall’Elfo corrotto Adar (Joseph Mawle) di cui non conosciamo altri aspetti essendo un personaggio non canonico. Tra i vari sguardi spaventati, bellissimo il personaggio di Tar-Miriel (dama di Numenor, figlia di Tar-Palantir costretta a sposare contro il suo volere il cugino Pharazon), invasa da una pioggia di petali con lo sguardo preoccupato al cielo. Per la primissima volta, seppur sfocato vediamo anche il misterioso Stranger uscito da poco dalla Meteora (Daniel Weyman) che incontrerà gli Harfoots, abbiamo ancora dei dubbi sul suo personaggio, ma dopo proveremo ad azzardare un nome.

Subito dopo Numenor si torna al regno dei nani, un altro sguardo alla grandezza di Khazad-Dum mentre Elrond viene accompagnato da Nani nelle loro dimore, con una prima occhiata al Re Durin III. Altro stacco e terza nuova voce narranti, stavolta è quella di Elendil (ultimo signore di Andunie a Numenor ucciso con Gil-Galad da Sauron alla fine della seconda Era), che sottolinea il seguente messaggio

Il passato è morto. O andiamo avanti, o moriamo con esso

Probabilmente questa frase è riferita alla prefigurazione della lucidità di Elendil riguardo all’oscurità nella quale rischia di piombare Nùmenor (altro riferimenti fuori le Appendici…insomma altro piccolo indizio), mentre passano altre scene meravigliose e sempre d’impatto, tra cui l’ormai famoso naufragio di Galadriel ed Halbrand forse a causa di un serpente marino (confermato anche da alcuni disegni nella mappa condivisa da Amazon Prime), per poi arrivare al comizio di Ar-Pharazon (Trystan Gravelle) che anticiperà la deriva “isolazionista e imperialista” di Nùmenor.

Poi, mentre il principe dei nani Durin IV annuncia l’inizio di una nuova era, mostrando probabilmente il ritrovamento di una pepita di argento Mithril (e sappiamo cosa significa questa scoperta per i nani), ecco una scena che avvalora ulteriormente la tesi che gli showrunner hanno avuto libertà di consultare non solo le appendici: un velocissimo fotogramma che ci mostra un giuramento, molto simile ad alcune illustrazioni, riguardante Feanor e dei suoi figli presente nel Silmarillion. Tutto questo intervallato da ampie vedute (non in green-screen) di scenari meravigliosi come quello di Galadriel a cavallo vicino a delle scogliere, l’elfo Arondir in combattimento probabilmente dentro un’arena, ancora Galadriel contro un troll dei ghiacci (o di caverna) per poi chiudersi con le due ultime scene molto suggestive.

The Stranger che spegne letteralmente il fuoco della meteora che lo avvolge, formando quasi un occhio infuocato, occhio che vuole significare forse un collegamento diretto con l’Oscuro Signore Sauron? Non credo e penso che questo straniero sia proprio uno degli Stregoni Blu (e non Gandalf ne tantomeno Sauron stesso…almeno spero). Il teaser si chiude con un’inquadratura dal basso dei Pelopiedi in marcia mentre la canzone sentita nella parte iniziale del teaser si conclude con lirica malinconia, che ci anticipa che per questi hobbit niente sarà più come prima.

Il viaggio anche oggi è terminato

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