Che possa piacere o no l’uscita di Thor: Ragnarok ha sconvolto il Marvel Cinematic Universe, prendendo alcune componenti di umorismo spinto e caricaturale per certi versi viste nei Guardiani della Galassia, ed esaltandole all’ennesima potenza, in un personaggio della Casa delle Idee come Thor, completamente opposto a livello di propensione. Tutto ciò è stato frutto della presenza di Taika Waititi, un regista neozelandese che fino ad allora aveva lavorato a produzioni indipendenti come What We do in The Shadows. Ma la geniale originalità e l’umorismo del filmmaker avrebbero creato un grande connubbio. Ecco perciò che, in occasione dell’uscita di Thor: Love and Thunder abbiamo deciso di approfondire e spiegare i le ragioni del sodalizio vincente tra Thor e Taika Waititi.

Thor: Ragnarok e come gettare un dio nella discarica per riplasmarlo

Thor: Ragnarok, Thor e Taika Waititi

Il regista di Thor: The Dark World, ovvero Alan Taylor, descrisse in maniera molto negativa l’esperienza avuta con la Marvel, al punto che disse di non augurarla a nessuno, considerando che, rispetto al film girato, dopo il montaggio, secondo il filmmaker, risultava essere venuto fuori un lungometraggio completamente diverso. Lo stesso Chris Hemsworth sembrava desiderare una svolta. Così come ha detto di recente l’attore:

Non ero entusiasta per ciò che avevo fatto in Thor 2. Ero un po’ deluso da me stesso. Credo di non essere riuscito a far crescere il personaggio, non avendo mostrato al pubblico qualcosa di diverso.

E per offrire qualcosa di completamente differente arrivò Taika Waititi, che sembra abbia presentato ai produttori una sorta di sizzle reel in cui faceva vedere il tono che il suo lungometraggio su Thor avrebbe avuto. Mischiando spezzoni di vari film, tra cui Grosso Guaio a Chinatown, Taika Waititi fece intendere che voleva spostare l’attenzione dal Thor serioso e shakespeariano dei primi due film, portandolo su un terreno nuovo, quello umoristico. Sempre Chris Hemsworth ha dichiarato a riguardo:

Quando uscì Ragnarok, dopo tutta la frustrazione emersa per ciò che avevo fatto, volevo davvero rompere gli schemi. Ho parlato di questo con Taika Waititi, dicendo che ero annoiato da Thor. E lui concordava su questa cosa, anche lui era annoiato da Thor. Perciò abbiamo deciso di non essere entrambi annoiati e di andare verso un’altra direzione.

Taika Waititi voleva portare Thor in un terreno meno confortevole per il personaggio. I puristi dei fumetti si ritrovarono in parte a criticare il lungometraggio che, in effetti, toglieva Thor da un certo tipo di situazioni e caratteristiche che lo rendevano usualmente una figura solida, inscalfibile, ed eterea nel suo essere così radicato all’interno di un modo di agire e comunicare che veniva dalla mitologia nordica.

Taika Waititi decise di desacralizzare il dio norreno e di gettarlo letteralmente nella spazzatura.

Thor: Ragnarok in effetti porta il personaggio protagonista a finire all’interno del pianeta discarica Sakaar. Sarà in questo luogo che il Gran Maestro lo farà scontrare con il suo amico Hulk. A livello pratico e figurativo Taika Waititi decise di prendere i due personaggi più seriosi dell’universo Marvel e di liberarli dalla loro “pesantezza”. Rendere una figura così potente come Hulk ed una così sacra come Thor degli schiavi ridotti a lottare l’uno contro l’altro per la sopravvivenza in un pianeta discarica fu l’emblema di ciò che la Marvel stava cercando di fare con la destrutturazione dei suoi character. I Marvel Studios erano interessati a trasportare i mitici supereroi della Casa delle Idee in un terreno più friendly, divertente, dissacrante, e forse anche più accattivante.

Thor: Ragnarok entrò a far parte dei primi dieci incassi del 2017, un risultato che, nonostante alcune critiche sull’idea di sovvertire in maniera così forte il carattere e l’atteggiamento di due personaggi cardine Marvel, per lo più convinse sia pubblico che critica. Il The Hollywood Reporter definì i personaggi protagonisti, soprattutto i cattivi, come “scioccamente divertenti”, ed altri critici parlarono di un’atmosfera “camp” che forse rievocava quel tono da supereroi, toni accesi, e battute sciocche già presenti nella serie TV su Batman di Adam West. Thor: Ragnarok illuminò il Marvel Cinematic Universe di una luce diversa, che per certi versi influì sui lungometraggi successivi della Casa delle Idee. Ed ora che quel tipo di atmosfere sono più che sdoganate Taika Waititi intende portare la storia su un altro livello.

Thor: Love and Thunder ed un nuovo sentiero da tracciare

 

Thor: Love and Thunder prende spunto da una delle idee e delle run fumettistiche più importanti di Thor degli ultimi decenni, quella di Jason Aaron, per dare una sostanza particolare, capace di intrecciare il solito umorismo e la solita leggerezza, con i sentimenti, la nostalgia, ed un riappropriarsi del passato per renderlo qualcosa di diverso e nuovo. Natalie Portman, che si era vista nei primi lungometraggi di Thor, torna per vestire i panni della Potente Thor, una figura che la mette sullo stesso piano del dio di Asgaard, e che pone di nuovo in discussione Thor, inserendolo su un piano diverso. Questa volta Taika Waititi intende mostrare il lato sentimentale ed umano del personaggio, in una storia in cui quel sentimento del passato rivive e riesce a conciliarsi con lo spartiacque creato da Thor: Ragnarok. Taika Waititi parlando del nuovo film ha detto:

Non volevo fare un nuovo Ragnarok, avevo bisogno di qualcosa di stimolante a livello creativo. Ragnarok era una sorta di festa, anche questo film sarà divertente, però scenderà di più nel profondo. Non sarà una commedia e neanche un dramma, ma si confronterà con questioni come l’amore, la morte ed il nostro posto di appartenenza nel mondo. Ogni personaggio si domanderà qual è il proprio posto nel mondo, per quale ragione si diventa eroi, e cosa si fa con dei poteri. Posso definirlo come un film sulla crisi di mezza età, un qualcosa del tipo ‘sto facendo la cosa giusta ed il massimo di quello che è il mio potenziale nel mondo?’ Siamo ancora alle prese con la pandemia, e credo che questa sia una buona domanda da porsi. Questo è il momento di chiedersi se stiamo facendo il possibile per noi stessi e per chi ci sarà dopo.

Thor: Love and Thunder può considerarsi l’ennesimo cambio di registro di Taika Waititi nei confronti dell’universo Marvel: l’idea di unire Waititi con la Casa delle Idee ha sovvertito diversi concetti, idee e punti fermi dell’MCU, e questo film vuole continuare a tracciare il sentiero, per una strada fatta di supereroi e registi innovativi che sembra essere ancora piuttosto lunga da percorrere.

                                 Thor: Love and Thunder è disponibile al cinema dal 6 luglio.