I siti delle principali istituzioni russe continuano ad essere bombardati dagli attacchi informatici degli hacker occidentali vicini all’Ucraina. «Non credere ai media russi, dicono solo bugie», si leggeva solamente fino a poche ore fa sulla home page del Ministero alle politiche d’emergenza del governo russo.

E così diversi altri siti, tutti oggetti di defacing, il vandalismo informatico. Molti gli sfottò nei confronti del governo della Russia, ma anche i link verso gli articoli dei media occidentali, nel tentativo di fare breccia nella cortina di bugie sulla guerra diffuse dal Cremlino.

«Siamo registrando degli attacchi senza precedenti contro i siti delle autorità. Si tratta di attacchi estremamente più potenti di quanto registrato in passato», denuncia una nota del Roskomnadzor.

Tra i bersagli degli hacker anche diversi siti del Ministero degli Esteri, oltre che il portale di Sberbank e della borsa di Mosca.

Mercoledì alcuni hacker hanno rubato e diffuso 79GB di comunicazioni interne della OMEGA, azienda di proprietà del colosso petrolifero Transneft. Il materiale rubato è stato poi condiviso con Distributed Denial of Secrets, collettivo di giornalisti indipendenti.

Il grosso degli attacchi non è stato formalmente rivendicato da nessun collettivo di hacker. Subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, Anonymous aveva minacciato ritorsioni contro la Russia, promettendo una serie di azioni coordinate contro le infrastrutture informatiche e i principali siti del paese.