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Centotrent’anni di J.R.R. Tolkien

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5 mesi fa

8 minuti

Il compleanno di Tolkien viene celebrato dagli appassionati con un brindisi, solitamente alle 21:00 (ora locale): ci si alza in piedi, si leva il bicchiere pieno della bevanda che si preferisce e si pronuncia la dedica “al Professore!”.

Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte.

J.R.R. Tolkien

Il padre del fantasy secondo tantissimi (ma l’heroic fantasy esisteva anche da prima di lui) colui che ha letteralmente definito il concetto di fantastico creando non solo una delle saghe più amate (e lette) nell’ultimo secolo, ma un autore in grado di realizzare un vero e proprio mondo ed epopea: Tolkien è questo e tanto altro ancora, un autore infinito che non si finirà mai di studiare. Ma andiamo a scoprire qualche curiosità di questo autore inglese che ha rivoluzionato il fantasy e l’idea di fantasy che abbiamo oggi.

John Ronald Reuel Tolkien, nasce il 3 gennaio 1892, a Bloemfontein, in Sudafrica. Tuttavia il soggiorno in Sudafrica non durerà a lungo, infatti i genitori (Arthur Tolkien e Mabel Suffield) decidono di ritornare con i due figli (John Ronald Reuel e Hilary Arthur) in Inghilterra già nel 1895, stabilendosi alla periferia di Birmingham. Molto presto tuttavia la vita di Tolkien sarà turbata dal primo grande lutto della sua vita quando il padre muore nel 1896. L’Inghilterra e i paesaggi rurali che fanno da sfondo all’infanzia del giovane Tolkien insieme ai contadini che li abitavano, avranno una parte importante nell’ispirazione della Contea e degli Hobbit, protagonisti delle sue opere più conosciute.

Morta la madre (nel 1904), l’educazione di Tolkien viene affidata a Padre Francis Xavier Morgan, dell’Ordine degli Oratoriani. Questo permette a Tolkien di proseguire gli studi a Birmingham, dimostrando una straordinaria attitudine per le lingue che lo porterà a padroneggiare, oltre a Latino e Greco, anche altre lingue come il Finnico, l’Islandese, il Gotico ed è proprio in questo periodo che comincia a ideare le basi di una lingua nuova, una lingua inventata dallo stesso John Ronald: la lingua delle fate, che perfezionerà nel tempo (e non solo). Un anno molto importante nella sua vita è il 1908 nel quale conosce Edith Bratt innamorandosene fin da subito, malgrado che Padre Francis gli impedisca di vederla e scriverle fino al ventunesimo compleanno.

Come richiesto dallo stesso Tolkien il loro amore è stato inciso anche sulla loro lapide: insieme ai nome dei due coniugi, infatti, sono scritti “Beren” e “Luthien”, due personaggi innamorati presenti in uno dei suoi racconti di fantasia Il Silmarillion.

Un giovante Tolkien (a sinistra) e nel periodo bellico

Tuttavia è la guerra a rappresentare un punto cruciale nella creazione della Terra di Mezzo e tutto il mondo che ne concerne. Arruolato per La Prima Guerra Mondiale, nel 1916 partecipa alla battaglia della Somme, esperienza che ha avuto una grande influenza sulla sua vita e sulla sua personalità (gli orchi, Mordor, un oscuro signore a capo di tutto). Nonostante la perdita dei suoi più cari amici, Rob Gilson e Geoffrey Smith, come testimoniano alcune sue lettere, non smette mai di mettere mano alle sue lingue inventate nonostante la vita in trincea.

Ammalatosi di febbre da trincea, viene congedato nel 1917 e torna in Inghilterra, dove trascorrerà il resto della guerra, al comando di un avamposto.

Tornato in Gran Bretagna, dopo la Guerra, finalmente inizia la sua vita dietro una scrivania di docente ad Oxford, dove per più di vent’anni insegnerà anglosassone, specializzandosi anche nell’inglese medievale dell’Inghilterra centro-occidentale, traducendo molti testi antichi, che ancora oggi sono un punto di riferimento (Beowulf su tutti). All’interno dell’accademia ebbe una carriera professionale molto importante, ma che sicuramente sarebbe stata sconosciuta a tutti se un giorno, sul retro di un compito che stava correggendo, non avesse scritto distrattamente:

In un buco della terra viveva uno Hobbit.

Sì perché Tolkien, aveva l’abitudine di prendere appunti sui margini dei fogli e su ogni pezzo di carta che gli passasse sotto mano, così foglio dopo foglio, iniziò a creare un racconto immenso come un albero, dalle radici forti e i rami frondosi, di cui curò non solo lo sfondo, ma le creature che vivevano sui suoi rami, le venature delle foglie e del legno che lo ornavano…insomma la creazione della Terra di Mezzo andava di pari passo con i suoi impegni di insegnante e non c’era giorno che ci fosse un dettaglio in più da inserire nel grande progetto a cui ambiva: creare un epopea.

La sua opera prima è un racconto, definito dallo stesso Tolkien, scritto e pensato per un pubblico giovane, ma già inserito in uno sfondo ben più vasto e complesso. Nel 1937 esce Lo Hobbit, libro che riscosse grandissimo successo tanto che Tolkien, su richiesta dell’editore, iniziò a mettere mano a tutto il materiale, scritto o solo abbozzato, che aveva prodotto fino ad allora. Pur essendo Lo Hobbit la sua opera prima di narrativa, rappresentò una tappa fondamentale nella sua carriera di scrittore.

Dopo il grande successo de Lo Hobbit Tolkien inizia a lavorare sodo sul grande progetto del suo corpus mitologico. Nel decennio successivo, il mondo immaginario per il quale è conosciuto, quello della Terra di Mezzo prende definitivamente forma con Il Signore degli Anelli, unanimemente riconosciuta come la sua opera più importante. Scritta in una lingua molto ricercata soprattutto all’epoca, che cerca di ricostruire la semplicità e la severità dell’inglese medievale, l’opera va intesa come un unico libro anche se la sua pubblicazione ha avuto, per ragioni economiche ed editoriali, tre uscite separate, per questo esistono La Compagnia dell’Anello (uscita nel 1954), Le due torri (1955) e Il ritorno del re (sempre 1955).

Tra le varie curiosità che contraddistinguono l’animo di Tolkien c’è l’amore per il suono delle onde dell’oceano che si frangono sulle coste della Cornovaglia, era felice e sereno quando poteva fermarsi un po’ a chiacchierare con le vecchie signore del suo quartiere. Un fumatore accanito di pipa (vi ricorda nulla l’erba pipa?) e amante della natura e dei grandi alberi, famosissimo un grande albero (Barbalbero?) nel suo giardino dove solitamente si rifugiava per fumare e pensare alla sua Terra di Mezzo. Inoltre nella sua vita aveva conosciuto e stretto un forte legame di amicizia con Lewis, noto autore inglese (Le Cronache di Narnia). Ma forse non tutti sanno che il loro rapporto non è sempre stato idilliaco. A un certo punto infatti i due presero le distanze, probabilmente a causa delle posizione anticattoliche e alle scelte di vita di Lewis, che frequentava una donna divorziata, ma Tolkien poi, dispiaciuto della situazione e dell’allontanamento dell’amico, si riavvicinò allo stesso Lewis.

Per un periodo l’opera di Tolkien fu accostata a movimento di estrema destra italiana, niente di più falso in quanto lo stesso autore dichiarò più volte anche pubblicamente il proprio dissenso con il pensiero di Hitler e del partito nazista, non nascondendolo in alcun modo. Cercò infatti di bloccare una delle traduzioni tedesche de Lo Hobbit dopo che l’editore tedesco, gli chiese di certificare il fatto che lui fosse un “ariano”. Ci furono diverse risposte da parte di Tolkien, alcune molto dure nelle quali si definì dispiaciuto di non avere antenati ebrei, scrivendo poi anche una lettera in cui manifestò apertamente il suo dissenso nei confronti del dittatore.

Nella parte finale della sua vita Tolkien si dedica alla stesura de Il Silmarillion, il suo principale progetto letterario, cominciato addirittura nel 1917, ma che purtroppo non riuscirà a concludere. L’opera tuttavia sarà pubblicata postuma nel 1977 dal figlio Christopher, nominato dallo stesso professore curatore delle sue opere. Di lì in avanti Christopher pubblicherà ancora moltissimi testi del padre, come la più grande History of Middle Earth, La Caduta di Gondolin, I Figli di Hurin e tanti altri. La sua amata moglie Edith muore ottantaduenne nel novembre del 1971 e lo scrittore la segue poco dopo, il 2 settembre 1973, all’età di 81 anni, mentre si trovava in visita ad alcuni amici a Bournemouth.

Il Tolkien Toast (il brindisi per il suo compleanno)

I lettori di Tolkien più appassionati ricordano certamente le date più importanti descritte ne Il Signore degli Anelli: il 22 settembre, compleanno di Bilbo e Frodo o il 25 marzo quando l’Anello viene distrutto, ma per il compleanno dello stesso Tolkien c’è un modo molto hobbit di festeggiarlo. Alle 21:00 del 3 gennaio (ora inglese, da noi alle 22:00), i fan di tutto il mondo sono invitati ad alzare un calice in omaggio a Tolkien. Cosa di deve fare? Niente di più semplice, ci si alza in piedi, si alza un bicchiere pieno della bevanda preferita (in mancanza di Miruvor…va bene anche birra o anche una bevanda non per forza alcolica) e pronuncia la dedica “Al Professore!” (o “The Professor!” se preferite essere più inglesi) prima di berne un sorso. Dopodiché ci si siede e si continua la serata magari raccontando aneddoti sul Professore e sulle sue storie che tanto appassionano tutto il mondo.

In cover J.R.R.Tolkien tribute art (acquarello e grafite su carta), realizzato da Ivan Cavini

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