Spider-Man: No Way Home, Tom Holland: “Tony Stark sarebbe fiero di Peter Parker: ora è un leader”

5 mesi fa

7 minuti

Tom Holland ha presentato Spider-Man: No Way Home alla stampa italiana sotto forma di ologramma: questo è il film in cui l’Uomo Ragno diventa un leader.

Ci siamo, ormai l’attesa è finita (sempre che siate riusciti ad acquistare dei biglietti, andati letteralmente a ruba in prevendita): Spider-Man: No Way Home arriva in sala dal 15 dicembre. Inutile negarlo, è il film più atteso dell’anno. Raramente un titolo ha infiammato di più la rete, con fan pronti ad analizzare anche il granello di polvere più minuscolo presente in ogni fotogramma dei trailer.

Per Tom Holland si tratta del terzo film di Spider-Man targato Sony Pictures (anche se ha interpretato l’Uomo Ragno in diversi film della Marvel, compresi Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame) e, a suo dire, è un capitolo cruciale: quello della maturità.

Per presentare Spider-Man: No Way Home Sony Pictures Italia ha fatto le cose in grande stile: la conferenza stampa del film si è svolta nello Studio 5 di Cineccità, a Roma, dove, seduto comodamente a Londra, l’attore ha conversato con i giornalisti italiani sotto forma di ologramma. Sì, avete letto bene: Tom Holland ha risposto alle domande come ologramma, nemmeno fossimo in un film di Star Wars. A moderare l’incontro il presentatore Alessandro Cattelan.

Apparso da un portale identico a quelli aperti nei film del Marvel Cinematic Universe da Dr. Strange (Benedict Cumberbatch, presenza fondamentale in questa pellicola), Tom Holland ha parlato del suo rapporto con Peter Parter e Spider-Man, entrambi messi a dura prova dalla rivelazione della sua identità da parte di Mysterio (Jake Gyllenhaal), nel precedente film, Spider-Man: Far from Home, uscito nell’estate 2019.

Tom Holland e il peso di essere Spider-Man

Com’è ritrovare Spider-Man e Peter Parker?

Questi film a volte sono indicati come semplici film pop-corn, ma quando trovi un personaggio e sopratutto una sceneggiatura come questa, molto drammatica, che richiede di tirare fuori tutte le mia capacità, è veramente entusiasmante.

In questo film ci sono delle scene di cui sono davvero orgoglioso come attore, in particolare quelle con Zendaya e Jacob Batalon. Spero che toccheranno il cuore del pubblico quando le vedrà. È un lusso poter portare addosso il peso e la gravitas di questi film così come i momenti più leggeri e divertenti: c’è un giusto equilibrio.

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A proposito di equilibrio: Peter Parker è diventato un modello per molti ragazzi. Un messaggio che ha trasmesso in questi anni è di aprirsi al mondo?

È una grande responsabilità: ci sono molti ragazzi che vivono vite completamente diverse e guardano Spider-Man per capire come andare avanti. Magari anche soltanto per avere un po’ di leggerezza e un momento di fuga.

Questa è una responsabilità che porto con grande orgoglio e anche molto seriamente. Per me far parte di un franchise come questo è come far parte di una famiglia di cui fanno parte anche i fan: facciamo questi film per loro. Se possiamo portare un po’ di gioia, soprattutto dopo questi ultimi due anni, siamo felici.

Sei diventato Spider-Man a 18 anni: c’è qualcosa che questo personaggio ti ha dato?

L’elenco è infinito! Ha cambiato la mia vita: mi ha permesso di stringere amicizie e relazioni. Negli ultimi sei anni ho imparato delle lezioni di vita. Come essere un professionista, come essere rispettoso, come gestire la notorietà e la creatività. La cosa interessante è che in questo nuovo film di Spider-Man Peter Parker deve proprio affrontare la fama: ed è come se ci fossimo scambiati, stavolta è Peter che impara da me, perché viene in contatto con qualcosa che io ho già vissuto.

Tom Holland e Spider-Man: i social e l’identità

Oggi, con i social, l’identità è costantemente messa in discussione. Cosa ne pensi del loro utilizzo?

Credo che, come in qualsiasi cosa, il troppo stroppia.

Quando si tratta di social media hai una responsabilità. Le persone note forse mostrano troppo la loro vita e magari far vedere queste vite che non sono raggiungibili per i giovani può essere pericoloso. Anche perché la vita filtrata attraverso i social è finta. I più giovani magari continuano a inseguire questa vita non rendendosi conto che in realtà non esiste. Tutto ciò che viene postato sui social è filtrato con l’idea di colpire.

Allo stesso tempo però si possono usare anche in modo diverso: per esempio abbiamo una società di beneficienza che consente di raccogliere fondi per cause importanti. Una cosa che non potrei fare senza i social media. È un’arma a doppio taglio.

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Ti sei mai sentito come lui in questo film?

Certo. Nel momento in cui sono stato scelto per interpretare Spider-Man la mia vita è cambiata: all’improvviso non ho potuto più frequentare i posti in cui andavo fin da bambino. Ovviamente nel mio caso la fama ha molti più pro che contro, sono felice di dove sono e di essere “il piccolo Spider-Man”.

Per chi è più pericoloso questo svelamento dell’identità? Peter Parker o Spider-Man?

Credo che ne soffra più Peter Parker, perché deve proteggere le persone che ama. La cosa bella come attore è che in questo film ho dovuto fare molte più scene senza la maschera, perché ora che tutti sanno chi è Spider-Man non devo più indossarla.

Tom Holland e le scene d’azione di Spider-Man

È la sesta volta che interpreti questo personaggio. Qual è l’aspetto di Spider-Man che ancora ti interessa?

Credo la sua umiltà. La qualità forse più preziosa di Peter Parker. Ho cercato di portare alla luce questa idea che lui compia costantemente degli atti altruisti. Non si preoccupa di portare beneficio a se stesso, ma agli altri.

Un’altra cosa che amo è che ci siamo spinti ai confini dei limiti di questo personaggio, esplorando che cosa si può fare. Abbiamo avuto un team di stunt fantastici, che ci hanno dato uno spazio senza confini per sperimentare.

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Ami ancora fare le tue scene d’azione?

Mi piace farne quante me ne consentono. Ci sono delle cose che sono semplicemente troppo pericolose, o comunque per cui non ho le giuste capacità. Greg e Luke, le mie due controfigure, sanno fare cose che non sarei mai in grado di fare e che sopratutto loro possono fare molto meglio di me. Loro sono stati buttati giù dalle scale, schiacciati sul pavimento! Per me sarebbe doloroso.

Ritrovare i villain di Alfred Molina e Willem Dafoe

Com’è stato recitare con icone dell’universo cinematografico di Spider-Man come Alfred Molina e Willem Dafoe?

È stato incredibile. Sono cresciuto guardando quei film da bambino: Spider-Man è sempre stato il mio personaggio preferito. Quindi dargli vita io stesso è stato un grandissimo onore.

Condividere lo schermo con alcuni dei miei cattivi preferiti è stato ancora più bello. Vederli in azione è stato straordinario. Sono stati tutti molto gentili e hanno reso l’esperienza meravigliosa. Spero che il pubblico si faccia travolgere dalla nostalgia per questi personaggi e apprezzi anche i cambiamenti che abbiamo apportato per renderli freschi e nuovi.

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Hai avuto dei consigli su cosa vuol dire essere Peter Parker da Tobey Maguire e Andrew Garfield?

Tutti i consigli che mi servivano li ho appresi guardando i loro film.

Peter Parker e il rapporto con Tony Stark e Doctor Strange

Che rapporto c’è tra Peter e Doctor Strange?

Non è un mentore per Peter, non ha preso il posto di Tony Stark. È più un collega Avenger, un amico, che ha gli strumenti per aiutarlo a risolvere il suo problema. Peter gli chiede un favore e purtroppo le cose vanno storte: il Multiverso si apre e così via.

Il vero modello per Peter in questo film è zia May: un personaggio estremamente potente ed efficace, importante nella sua via. È una mamma single quindi la vera supereroina è lei: il suo personaggio in questo terzo film è veramente fiorito.

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Pensi che Tony sarebbe orgoglioso di Peter?

Credo che sarebbe incredibilmente orgoglioso di Peter. In questo film fa delle cose che sono incredibili e non soltanto come supereroe. Prende delle decisioni che non credo la maggior parte delle persone sarebbe in grado di prendere.

In questo film diventa un vero leader. Un qualcosa che per me è incredibilmente entusiasmante e divertente da portare sul grande schermo. Nei film precedenti il mio personaggio è stato sempre quello che seguiva: gli altri Avengers, Tony. È un ragazzino. Invece qui diventa Spider-Man: è cresciuto, ore è un’entità indipendente e prende il controllo della sua storia. Una cosa che mi è piaciuto molto interpretare.

Spider-Man: No Way Home è in sala dal 15 dicembre.

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