Belle, il report dell’incontro con Mamoru Hosoda: “Ho fatto la mia versione de La Bella e la Bestia”

2 mesi fa

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Belle, report incontro Mamoru Hosoda

Mamoru Hosoda è un personaggio che trasmette simpatia, ma dotato anche di grande capacità critica e riflessiva, e del resto non poteva essere diversamente da parte del regista di film come Mirai. Durante Alice nella Città 2021, sezione parallela e autonoma rispetto a La Festa del Cinema di Roma, abbiamo avuto la possibilità d’incontrare Hosoda sia nel corso di una roundtable che nella conferenza stampa di presentazione di Belle, e questo è il report dell’incontro con Mamoru Hosoda.

Mamoru Hosoda e la tecnologia amica

Belle, report incontro Mamoru Hosoda

Rispetto ad altri film, serie TV e prodotti dell’animazione, Belle ha la caratteristica di mettere in evidenza una tecnologia e dei social “amici”, o quantomeno non causa dei problemi, bensì parte della soluzione. La giovane Suzu riesce ad alleviare la propria solitudine grazie al social U, che le permette di diventare una vera e propria star attraverso il suo canto. Proprio sulla tematica dei social e della tecnologia Hosoda ha dichiarato:

Credo che la tecnologia dei social sia un qualcosa da vedere in maniera positiva, anche perché ci accompagnerà per tanti anni. Ho una figlia di cinque anni, ed ho provato a pensare al fatto che in futuro si possa trovare a vivere il disagio di tanti giovani di oggi, che sono praticamente costretti a far parte dei social. Ho voluto quindi dare un messaggio di speranza, anche perché U è un qualcosa di diverso, che propone una realtà più globale.

Hosoda ha anche parlato del fatto di essere stato sui social, e di aver riscontrato i classici problemi di attacchi di hater. Però il regista ha sottolineato come “gli artisti è giusto che si esprimano in maniera diversa”.

L’altra tematica importante del film è l’accostamento con La Bella e La Bestia. Perché il nuovo lungometraggio animato di Hosoda si rifà alla classica storia trasposta anche dalla Disney. E, soprattutto la versione della Casa di Topolino sembra essere stato un riferimento importante, non solo per il film, ma per l’intera carriera di Hosoda.

Quando nel 1991 vidi La Bella e La Bestia della Disney stavo iniziando a fare animazione- ha dichiarato- ed uno dei miei scopi era proprio quello di realizzare, prima o poi, la mia versione di quel racconto. Però esiste anche un racconto cinese di oltre mille anni fa che ha come protagonista una tigre e che è stata ripreso da Nakajima, è pure quello è un riferimento per questo film. In quel racconto la bestia è solo una sfaccettatura dell’essere umano, un modo per far comprendere che noi stessi abbiamo un qualcosa di bestiale.

L’arte come strumento per tirare fuori il meglio di sé

Belle, report incontro Mamoru Hosoda

Suzu, la protagonista di Belle, è una giovane che non ha avuto una vita facile, soprattutto nell’infanzia, a causa della morte della madre. In qualche modo lo stesso Hosoda ha voluto raccontare qualcosa che gli appartiene, perché egli stesso non è stato un bambino felice.

Ero figlio unico- ha raccontato- e sono stato bullizzato proprio per questo motivo, perché quando ero piccolo non era un qualcosa di usuale essere figli unici. Tutto questo però mi ha portato a rivalutare alcune cose del mio passato, come la famiglia, e nei miei film cerco di soffermarmici ed anche di ringraziare i miei genitori per quello che hanno fatto nei miei confronti, a modo loro.

Hosoda è considerato uno dei più grandi registi di film d’animazione giapponese viventi, e, tra i vari personaggi popolari che gli sono stati chiesti di omaggiare ne spicca uno in particolare: Lupin III. Hosoda però ha dichiarato di non essere interessato a realizzare un film su Lupin III, perché preferisce “guardare le opere che sono state già fatte”.

E proprio affrontando il discorso dell’animazione in senso più largo, durante l’incontro su Belle di cui vi stiamo proponendo il report, Mamoru Hosoda ha descritto così lo stato attuale dell’animazione:

Quando ero piccolo c’era più differenza tra i generi, e la stessa animazione era considerata un genere, mentre oggi è solo un mezzo, e non c’è alcun confine con i live-action. Ed anche a Festival importanti come quello di Cannes l’animazione viene trattata al pari di un film live-action, questo perché ormai a spiccare sono le tematiche.

Ed a proposito di differenze tra ieri ed oggi, è stato chiesto a Mamoru Hosoda cosa ne pensa delle piattaforme streaming. Ecco la risposta del regista:

Hanno contribuito a far scoprire un lato divertente dell’animazione. Però devo dire che Belle è un film fatto per il grande schermo, e ci terrei che venisse visto al cinema anziché sulle piattaforme. E poi quando parliamo di questi colossi digitali c’è da affrontare anche altre questioni: ad esempio Netflix tiene i diritti delle produzioni che propone sulla propria piattaforma, e questo è un problema per gli autori stessi che li hanno creati.

Infine, concludiamo il report dell’incontro con Mamoru Hosoda dedicato a Belle da Alice nella Città 2021 con uno spunto importante del regista giapponese: “In questo film la protagonista Suzu trova nel canto uno strumento di espressione, ed io vorrei che le persone e soprattutto i giovani, dopo questa pandemia, possano trovare un qualche strumento da padroneggiare che faccia riecheggiare la loro personalità, e l’arte in questo è di grande aiuto, perché fa liberare”.

Ricordiamo che Belle è in concorso ad Alice nella Città 2021, ed uscirà al cinema il 20 gennaio 2022 distribuito da Anime Factory, etichetta di Koch Media, in collaborazione con I Wonder Pictures.

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