Facebook e la lista segreta con le 4.000 organizzazioni vietate dal social, tra terrorismo, suprematismo e gang statunitensi

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2 settimane fa

The Intercept ha messo le mani su una lista interna di Facebook con oltre 4.000 movimenti ed organizzazioni bandite a vita dal social network. Sono soprattutto organizzazioni terroriste, ma ci sono anche gruppi paramilitari e realtà che promuovono l’odio razziale e la violenza.

La lista viene chiamata DIO, acronimo di Dangerous Individuals and Organizations. È divisa in tre diverse classi di gravità. A prescindere dal Tier di appartenenza, tutte le organizzazioni e gli individui menzionati nella lista non sono ammessi sul social.

  • Tier 1: Facebook vieta ogni forma di supporto, elogio e rappresentazione di queste realtà sulla sua piattaforma. Nel Tier 1 troviamo quelle organizzazioni responsabili di seri episodi di violenza offline. In questa categoria ricadono soprattutto le organizzazioni terroristiche, perlopiù mediorientali e asiatiche. La lista menziona anche alcune gang statunitensi e alcuni cartelli della droga. Solamente 250 gruppi appartenenti a questa categoria sono classificabili come organizzazioni di suprematisti bianchi.
  • Tier 2: Facebook consente agli utenti, in alcuni casi, di schierarsi a favore di queste organizzazioni, mentre vieta altre forme di supporto più sostanziale, oltre alla diffusione del loro materiale propagandistico. Il social vieta in ogni caso gli elogi delle loro azioni violente. Il Tier 2 include le organizzazioni violente di natura non-statale: ad esempio le fazioni coinvolte in una guerra civile.
  • Tier 3: Questo Tier è quello che riceve le restrizioni meno severe: questo perché, a differenza delle altre organizzazioni, potrebbero non avere ancora commesso reali episodi di violenza offline. Il Tier 3 include entità che Facebook reputa in violazione delle sue policy contro l’odio razziale o che sono giudicate potenzialmente pericolose. Fanno parte di questa lista alcuni gruppi vicini a QAnon che, pur usando linguaggio, simboli e strutture simili a quello di un gruppo paramilitare, non hanno condotto episodi violenti paragonabili a quelle delle realtà giudicate più pericolose.

Il 53,7% delle entità comprese nella lista rientrano nella classificazione di organizzazione terroristica, il 23.3% è composto da gruppi paramilitari, il 17% da realtà che incitano all’odio e solo il 4,9% rappresenta organizzazioni criminali di stampo più tradizionale.

 

 

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