James Gunn: “Per il sequel di The Suicide Squad voglio Superman come villain”

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4 mesi fa

9 minuti

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Completamente fuori di testa: The Suicide Squad – Mission suicida è questo. Ed è ciò che sarebbe dovuto sempre essere: abbandonata la ritrosia di Will Smith nell’interpretare un personaggio negativo nel precedente film dedicato alla Suicide Squad, Warner Bros. ha trovato in James Gunn un regista e uno sceneggiatore che non ha paura di osare ed esagerare. Nella nostra intervista a James Gunn abbiamo cercato di farci dire qualcosa di più sulla realizzazione di questa pellicola.

Il film è in sala dal 5 agosto e la sua gargantuesca voglia di rompere i limiti dei cinecomics merita il grande schermo.

 

 

Grande appassionato di fumetti, amante dell’horror e campione di scorrettezza dai tempi in cui lavorava alla Troma, dopo aver portato al cinema diversi tipi di eroi con Super e Guardiani della Galassia, James Gunn sembra aver trovato la sua dimensione ideale con i personaggi più scorretti della DC. Ritroviamo alcune vecchie conoscenze, come Harley Quinn, sempre interpretata da Margot Robbie, Rick Flagg e Captain Boomerang, che hanno di nuovo i volti di Joel Kinnaman e Jai Courtney. Accanto a loro però Amanda Waller (l’attrice premio Oscar Viola Davis) mette facce nuove: Idris Elba è Bloodsport, John Cena è Peacemaker, Sylvester Stallone dà voce a King Shark.

Meschini, malvagi, folli: i personaggi expendable della DC sono tutti riuniti per una missione suicida contro una minaccia che viene da molto lontano. O no? Ne abbiamo parlato con James Gunn in persona che, in un’intervista fiume, ci ha parlato di quanto ama questi personaggi e di come per loro sogna, dopo la serie dedicata a Peacemaker, un sequel con un villain molto importante.

 

The Suicide Squad: James Gunn ha avuto massima libertà creativa

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Il film è completamente folle: hai avuto carta bianca?

Tutto ciò che c’è nel film l’ho voluto.

Nell’approcciarmi a questo progetto sapevo che avrei avuto molta libertà. Proprio per questo ho sentito una forte responsabilità nei confronti della pellicola stessa e dei fan. Dovevo impiegare tutta questa libertà creativa per fare qualcosa di diverso. Ho cercato di fare del mio meglio. Forse soltanto 3-4 persone in tutta la storia del cinema hanno avuto l’opportunità di fare un film con questo budget senza alcuna limitazione creativa. Soprattutto se parliamo di franchise.

Mi hanno dato la possibilità di esprimere la mia follia e l’ho fatto. Sono contento del final cut. Magari potevo far dire a qualche attore una battuta in modo leggermente diverso, ma sono contento. Abbiamo tagliato una parte della storia presto, ma non abbiamo dovuto fare riprese aggiuntive.

 

The Suicide Squad: i fumetti a cui si è ispirato James Gunn

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A quali fumetti ti sei ispirato per il film?

Mi sono ispirato certamente a John Ostrander, l’autore della Suicide Squad originale, che interpreta il dottore Fitzgibbon all’inizio del film.

È lui che ha creato l’idea di questi criminali che vengono usati come forza armata visto che le loro vite non significano niente. Questa è la premessa centrale che ho preso da lui. Credo che il film sia la continuazione della storia che lui ha cominciato alla fine degli anni ’80: alcuni dei personaggi sono diversi, ma la premessa è la stessa.

E anche alla serie The New 52 di Adam Glass, che mi piace molto: mi ha ricordato perché amo così tanto la Suicide Squad.

Ancora prima che facessi Guardiani della galassia ho sempre desiderato fare un film sulla Suicide Squad: ho pensato che il lavoro di Glass sarebbe stato perfetto per il grande schermo. Purtroppo hanno deciso di fare Suicide Squad poco dopo che mi è arrivata l’offerta di Guardiani della galassia e mi è dispiaciuto molto: mi sarebbe piaciuto fare quel film. Poco dopo ho provato la stessa cosa quando è stato realizzato Shazam!: sono i film che sognavo di fare.

 

The Suicide Squad: la squadra di James Gunn

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Con chi dei personaggi già visti nella precedente Suicide Squad sei stato più contento di lavorare? E a quale dei nuovi sei più affezionato?

Il personaggio già portato al cinema che ero più felice di inserire nel film è Harley Quinn: è uno dei miei personaggi preferiti di sempre. E anche Amanda Waller. Sono anche un grande fan di Joel Kinnaman e di Rick Flagg: ho pensato che avremmo potuto scrivere quel personaggi in modo diverso, in modo da dare a Joel qualcosa di nuovo come interprete. È stato bello anche lavorare con Jai: è fantastico come Captain Boomerang. Lo conosco da otto anni: finalmente abbiamo potuto lavorare insieme.

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Tra i nuovi personaggi Ratcatcher, interpretato da Daniela Melchior: è uno di quelli di cui sono più orgoglioso.

È stata una vera scoperta: abbiamo fatto un casting internazionale, qualcosa che avevo fatto anche per StarLord. Abbiamo fatto provini a centinaia di persone da tutto il mondo. Persone già abbastanza famose e completi sconosciuti.

Ho visto il video di Daniela, girato con il suo iPhone, mentre leggeva le battute e la prima cosa che ho pensato è che forse era troppo bella. Per me Ratcatcher è sempre stata una ragazzina, mentre Daniela è bellissima. Ma la sua recitazione è così naturale, autentica. Ci sono molte attrici che raggiungono quella naturalezza a quarant’anni: è difficile trovarla in persone di 21 anni. Di solito a quell’età esagerano. Nonostante i costumi e l’ambientazione lei invece è molto naturale: è completamente diversa da tutte le altre persone che abbiamo visto. L’ho chiamata per lo screent est ed è stata fantastica. Quindi ho detto: ok, proveremo a renderla meno bella. Un po’ di borse sotto agli occhi e capelli scompigliati. È sempre bellissima, ma almeno è più fedele al personaggio.

 

La Suicide Squad contro Superman

Hai sempre voluto Starro come villain del film?

All’inizio una delle idee che ho avuto per questa Suicide Squad è che avrebbe dovuto affrontare Superman: non avevo un’idea precisa del perché sarebbe stato necessario fermarlo. Forse qualcuno lo controllava, forse aveva perso il controllo, forse non sapeva bene cosa stava succedendo. L’idea era che i peggiori super villain avrebbero dovuto affrontare l’essere più potente del mondo. Mi piaceva molto quell’idea. La DC non può fare quel sequel senza di me! Adesso che l’ho detto mi spetta.

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Quindi quel proiettile di kryptonite di Blood sport non è casuale?

Ho scritto questo film perché avesse vita propria. Certo, ho sempre idee per sequel spin-off e altre cose. Finite le riprese mi sono venute delle idee per la serie su Peacemaker. Ma non so cosa succederà nel futuro della DC. In questo caso ho semplicemente preso la storia di Bloodsport dei fumetti ed evidenziato questo elemento per far capire quanto fosse tosto: è uno che ha sparato a Superman! Eppure all’inizio del film raschia gomme da masticare dal pavimento.

 

The Suicide Squad: i personaggi rimasti fuori

Ci sono dei personaggi che hai considerato ma sono rimasti fuori dal film?

Quando avevo sei anni adoravo Metal Men: ma questo non vuol dire che lo inserirò in un film. Abbiamo parlato di moltissimi personaggi. Mi piacciono un sacco di personaggi minori, come Krypto.

Ho parlato con Warner anche di un film con protagonisti Superman e Krypto. Ma all’epoca abbiamo capito presto che la Suicide Squad è più adatta a me.

Vi abbiamo anche un po’ ingannato con Vigilante: all’inizio non volevamo rivelare l’identità di Bloodsport e sulla sua sedia sul set c’era scritto Vigilante. Anche nel copione era Vigilante. John Cena una volta ha fatto un po’ di improvvisazione ha chiamato Idris Elba “Vigi sucker”. Joel Kinnaman lo ha guardato e gli ha detto: che vuol dire? E Cena ha risposto: si chiama Vigilante, no? Non ci poteva credere! Gli ha dovuto dire che era Bloodsport. Anche il nostro production designer ha pensato fino alla fine che il suo nome fosse Vigilante! La cosa divertente è che Vigilante ora è uno dei quattro personaggi principali nella serie Peacemaker.

 

The Suicide Squad e il sangue dei supereroi

In tv ci sono The Boys, Invincible, Jupiter’s Legacy: tutti supereroi scorretti e violenti. È questo il futuro dei fumetti al cinema e in tv?

Non so che cosa succederà. Spero che altre persone avranno il coraggio di correre dei rischi, perché è questo che hanno fatto tutte queste serie tv. Alcune possono essere realizzate meglio di altre, ma tutte hanno messo in scena cose rischiose. Una cosa che ammiro.

So che Peacemaker sarà folle e penso che in questo momento la DC stia lavorando con una serie di registi fantastici. Sono un grande fan di Matt Reeves e ho grande curiosità per ciò che farà con Batman. C’è del grande potenziale

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O magari invece i film di supereroi moriranno, non lo so. A me non importa: posso fare moltissimi altri film fantastici oltre a quelli dedicati ai supereroi. La cosa che mi interessa di più è scrivere dei personaggi: il fatto che indossino dei costumi è una cosa in più. Non è il costume che rende interessante un personaggio, ma la sua personalità. Per me la cosa divertente è come muovi quel personaggio sulla scacchiera. Tutto dipende dai personaggi.

E in Peacemaker ci spingiamo davvero oltre.

Per quanto riguarda il divieto ai minori di 17 anni (R) è un’altra limitazione che non ci hanno imposto. Non mi aspettavo che ci avrebbero permesso di essere così gore. In un caso sono stato io a fare un passo indietro: c’era una scena che poteva essere ancora più gore ma ho pensato che fosse troppo. È stata una mia scelta.

Per quanto mi riguarda odio quando nei film la gente si spara addosso e non si vede mai sangue, la violenza non ha mai conseguenze. Se mi avessero detto che bisognava preoccuparsi del sangue e del divieto li avrei mandati a combattere su un’isola popolata da robot.

 

 

 

The Suicide Squad – Missione suicida è in sala dal 5 agosto.

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