Loki, il production designer Kasra Farahani: “Lavorare per Lego mi ha aiutato con la Marvel”

2 mesi fa

8 minuti

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Uno dei tratti distintivi di Loki, serie Marvel dedicata al dio dell’inganno interpretato da Tom Hiddleston e disponibile su Disney Plus, è il suo look unico. Dagli uffici della TVA (Time Variance Authority) alla superficie della luna aliena Lamentis-1 molto è opera del production designer Kasra Farahani.

“Papà” anche di Miss Minutes (doppiata in originale da Tara Strong), personaggio animato che spiega come funziona la TVA (e non solo), l’artista è una vecchia conoscenza del Marvel Cinematic Universe: ha infatti lavorato anche a Black Panther, Guardiani della Galassia vol. 2, Captain Marvel e Thor. Prima di dedicarsi al cinema ha lavorato per Lego.

Abbiamo raggiunto Kasra Farahani via Zoom per capire come è nato il design di Lamentis-1, Miss Minutes, Il Vuoto e gli uffici della TVA. È molto probabile che rivedremo tutti questi luoghi e personaggi molti presto: Loki è stata infatti rinnovata per una seconda stagione.

Kasra Farahani: da Lego a Marvel

Come hai lavorato agli easter eggs inseriti nei tuoi set?

Alcuni sono già in sceneggiatura e quindi sappiamo come regolarci. Altri invece arrivano durante il processo creativo: cerchiamo di cogliere ogni opportunità per inserire elementi cari ai fan e che sappiamo creeranno discussione. Alcuni servono a dare maggiore spessore alla storia, aggiungendo ulteriori livelli di significato.

Siamo continuamente attenti e pronti a inserire questi elementi: a volte sono molto evidenti, altre è qualcosa sullo sfondo

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Lavorare per Lego ti ha aiutato per il tuo lavoro con la Marvel?

Ho lavorato per Lego per un anno e mezzo, avevo appena finito l’università. Grazie a quell’esperienza ho capito l’importanza del gioco e del creare interazione con il pubblico.

Questi due aspetti sono fondamentali quando dai forma a una storia. Sì, credo mi abbia aiutato, magari inconsapevolmente, ma mi ha dato la giusta mentalità.

 

Loki: il look anni ’60 della TVA

Il design della TVA in Loki sembra venire direttamente dagli anni ’60: c’è un po’ di 2001: Odissea nello spazio, Mad Men. Ti sei ispirato un po’ anche a Doctor Who? C’è anche un riferimento esplicito alla serie inglese.

Ho letto in giro spesso questa cosa e posso dire che no, non mi sono ispirato a Doctor Who: non ho mai visto nemmeno un episodio!

Una spiegazione potrebbe essere che, quando parliamo di fantascienza, gli archetipi sono importanti. Abbiamo tutti una sorta di immaginario collettivo condiviso quando si tratta di fantascienza.

Quando ho parlato con gli autori mi hanno detto che il look della serie doveva essere: “Mad Men incontra Blade Runner”.

Inoltre per me e per Kate Herron, la nostra regista, un’altra fonte di ispirazione importante è stata Brazil di Terry Gilliam. Da quel film abbiamo preso l’idea dell’anacronismo, di elementi provenienti da epoche diverse che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Anche la sensazione di quella burocrazia monolitica e opprimente viene da lì: la grande organizzazione che opprime il singolo individuo.

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Hai sofferto a dover usare le Gemme dell’Infinito come fermacarte? Secondo te cosa direbbe Thanos?

Credo che quella sia stata una delle battute migliori dei nostri autori, che hanno grande senso dell’umorismo.

Penso che uno dei punti di forza della serie sia proprio riuscire a creare queste grandi scene drammatiche, molto intense, e poi affiancarle a questi momenti più leggeri, per non rendere tutto troppo serio.

Prima di Loki le Gemme dell’Infinito sono state fondamentali, l’obbiettivo di tutto il precedente arco narrativo del Marvel Cinematic Universe. Qui invece non hanno nessun valore, sono cianfrusaglie chiuse in un cassetto.

Rende bene l’idea di come Loki sia unica e speciale.

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La serie è quasi una seduta di psicoterapia alla ricerca dell’essenza di Loki. Hai trovato una risposta? Secondo te cosa rende un Loki Loki?

È interessante. È una domanda che andrebbe fatta agli autori, ma personalmente credo che alla fine sia una storia che parla della scoperta di sé.

È qualcosa che riguarda ognuno di noi, ma forse ancora di più per un personaggio come Loki, di cui abbiamo visto moltissime versioni diverse, che muta in continuazione, crea diverse proiezioni di sé e si trasforma in forme diverse per confondere e ingannare gli altri.

L’idea di Michael Waldron e degli sceneggiatori, della regista Kate e di Kevin Feige era proprio quella di mettere finalmente a fuoco un personaggio che il pubblico non era mai riuscito davvero a capire chi fosse perché cambia in continuazione.

La cosa interessante è che nemmeno lui sa davvero chi è.

Loki: il design di Miss Minutes

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Hai disegnato Miss Minutes, uno dei migliori personaggi di questa stagione televisiva. Ci sta nascondendo qualcosa?

Ci sono un sacco di segreti nella TVA, posso limitarmi a dire questo. Per quanto riguarda il design di Miss Minutes ci siamo ispirati alle prime animazioni di inizio ‘900, semplici, realizzate con pochi colori, come Felix the Cat e le prime versioni di Topolino. Sono stati grandi fonti di ispirazione per noi.

Abbiamo guardato moltissimi video informativi: per esempio quelli dell’aeronautica degli anni ’50, che erano tutti animati. Avevano una stile molto particolare, sembravano quasi la Pantera Rosa! Con uno stile molto minimalista, sfondi semplici. Ci hanno ispirato molto per il look della TVA

Loki: il design di Il Vuoto (The Void)

Hai disegnato anche Il Vuoto (The Void): è buffo, si chiama “Il Vuoto” ma è pieno di roba. Com’è stato dargli forma?

È stato molto divertente. La riunione che abbiamo fatto per capire come realizzarlo è stata davvero strana. Non avevo mai visto niente di simile. È un luogo in cui vanno a finire le cose e le persone cancellate dal tempo: se deragliano dalla linea temporale finiscono nella TVA e se sono molto dannose vengono falciate e cancellate di nuovo. È a questo punto che finiscono nel Vuoto. In sostanza è il luogo più solitario in assoluto, perché è stato cancellato dal tempo due volte.

Kate, la nostra regista, è inglese e voleva che assomigliasse alle zone della North York Moors, un’area solitaria e umida. Quindi abbiamo usato quell’idea come punto di partenza e poi l’abbiamo riempita di artefatti provenienti da diverse linee temporali. È un luogo aberrante, in cui si sovrappongono cose che non possono esistere, perché altrimenti altererebbero il corso del tempo

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Tutto ciò che cade qui è fagocitato da Alioth, che poi lascia dietro di sé le carcasse. E più tempo passa, più si accumulano strati di cose diverse, con l’erba che ci cresce sopra a ricoprirle. Se fossi un’archeologa e scavassi nel Vuoto vedresti strati diversi, ognuno proveniente da realtà differenti.

Abbiamo disegnato così anche il palazzo dei Loki: è una pista da bowling che si trova sotto terra, invasa da altri frammenti di realtà cancellate, che la infestano come piante rampicanti aliene. C’è un trono da Babbo Natale che viene da un centro commerciale, messo al centro di quella che è una specie di stanza del trono

Loki: il design di Lamentis-1

Hai avuto anche la possibilità di disegnare un intero pianeta, Lamentis-1. Lo vedremo di nuovo?

Lascio ad altri la responsabilità di dire se lo rivedremo ancora o no.

È una luna, che esisteva già nei fumetti, ma è stato molto divertente disegnarla. Partendo dai fumetti una prima indicazione è stata quella di realizzare un pianeta in cui i colori principali fossero il rosa e il viola.

Per il paesaggio ci siamo ispirati alle cave minerarie: abbiamo riempito il terreno di buchi. La superficie è scura, ma dai buchi spunta questo ricco colore viola. Se uno lo sorvolasse con un aereo sembrerebbe una grande forma di formaggio nero con i buchi viola.

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Quindi doveva sembrare allo stesso tempo una luna aliena e un posto con una sviluppata industria mineraria, più simile alla nostra realtà.

Lo stesso vale per la città: doveva sembrare una ricca città industriale piena di neon e luci. Il set della città lo abbiamo costruito interamente: era alto 5 metri. È tutto vero.

È stata una sfida interessante perché abbiamo già visto molti mondi alieni bellissimi nel MCU. Abbiamo cerato quindi di creare qualcosa di nuovo, che non sapesse di già visto.

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Abbiamo immaginato qualcosa formato da moduli, quasi fosse stampato in 3D, con strutture di cemento in cima. C’è quindi questa struttura di base su cui è montato in cima un folle pattern a strisce, che abbiamo messo su ogni edificio, realizzato con strisce di vernice più chiara e nera. Quando il set viene illuminato gli edifici sembrano degli ologrammi. È stato complicato, ma sapevamo che sarebbe stato bellissimo una volta ripreso dalle telecamere. Sarebbe stato molto difficile realizzarlo con effetti speciali.

 

 

Loki è disponibile su Disney Plus.

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