Leonardo Da Vinci: il nuovo albero genealogico

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1 anno fa

Leonardo da Vinci

Con un indagine decennale il team di studiosi è riuscito a ricostruire l’albero genealogico di Leonardo da Vinci e determinare con certezza la linea maschile, da padre in figlio della famiglia Da Vinci divenuta poi Vinci: 21 generazioni in tutto compresi cinque rami familiari con 14 discendenti viventi. Una ricerca straordinaria che si affianca allo studio del DNA di Leonardo che potrebbe portare a comprendere il suo immenso genio.

Dal capostipite Michele nato nel 1331 al nipote Leonardo, 6° generazione nato nel 1452, fino ad oggi i ricercatori Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato hanno posto le basi con la loro ricerca per portare avanti un progetto di ricerca sul DNA di Leonardo da Vinci.

La ricerca decennale corregge e colma alcune lacune emerse nelle ricerche genealogiche precedenti sulla famiglia di Leonardo.

Questa straordinaria indagine genealogica di 690 anni è fondamentale per il lavoro scientifico che Vezzosi e Sabato hanno iniziato con il progetto dello studio DNA Leonardo da Vinci, sostenuto dalla Fondazione Richard Lounsbery ed in collaborazione con J. Craig Venter Institute di La Jolla, California e diverse altre università e centri di ricerca di alto profilo, tra cui il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze

Lo studio del DNA potrebbero permettere di capire il suo genio come le informazioni sulle origini geografiche, la sua prestanza fisica, l’invecchiamento precoce, la dieta, la salute, la sua straordinaria vista e molto altro.

Il cromosoma Y trasmesso ai discendenti maschi resta invariato per generazioni, come riportato nell’articolo per ben 25 generazioni. Il confronto del cromosoma Y dei parenti maschi di oggi con quello dei loro antenati verificherebbe la linea familiare e certificherebbe il marcatore del cromosoma Y di Leonardo.

Il confronto dei dati biologici potrebbe anche potenzialmente aiutare a verificare l’autenticità delle opere d’arte e dei materiali trattati da Leonardo.

Si viene a creare così un nuovo collegamento quindi tra arte e biologia, una rivoluzione questa per il mercato dell’arte per determinare la vera attribuzione artistica e dei materiali.

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