La più grande centrale elettrica a carbone dell’Europa si prepara a chiudere

4 giorni fa

Bełchatów_Elektrownia

L’intera Unione Europea, almeno su carta, si sta muovendo per combattere progressivamente le emissioni di gas serra, con il risultato che anche la cocciutissima Polonia stia seriamente prendendo in considerazione di muoversi in una direzione “Green”. Il Paese dell’est Europa starebbe infatti pianificando la chiusura di Bełchatów. il più grande complesso di carbone del continente, complesso che dal 1982 a oggi ha sputato nell’atmosfera qualcosa come un miliardo di tonnellate di CO2.

Non che la transizione sia immediata o imminente, però. Come molte altre nazioni, anche la Polonia sta valutando un approccio lungo e dilazionato negli anni, un approccio che dovrebbe consentire un graduale cambiamento e minimi impatti sull’economia.

Il condizionale è sempre d’obbligo, ovviamente. Per almeno 30 anni, le Nazioni Unite si sono riunite cadenzatamente per piangere la gravità della situazione ambientale e per predisporre degli impegni di controllo delle emissioni che vengono regolarmente disattesi.

Quando si scopre che la Polonia ha intenzione di mantenere a pieno regime la centrale elettrica a carbone almeno fino al 2030, nonché di chiuderla definitivamente solamente il 2036, vien dunque subito da pensare al peggio. Rassicura tuttavia il fatto che, viste le evoluzioni del mercato, diverse aziende abbiano deciso di desistere dall’aprire nuove miniere di carbone, dettaglio che effettivamente potrebbe strangolare i bacini di risorse necessari a mantenere attiva la struttura.

Non solo, le due miniere che stanno oggigiorno alimentando Bełchatów prevedono di cessare l’attività rispettivamente nel 2026 e nel 2038, imponendo allo stabilimento una strada a senso unico che però vede mettere a rischio il posto di lavoro di molti, moltissimi operai.

La centrale elettrica in questione è grande circa cinque volte un normale stabilimento e brucia una tonnellata di carbone al secondo, una molte di lavoro e di produzione energetica che la Polonia non sa bene ancora con cosa sostituire. Idrogeno e nucleare rimangono le opzioni più gettonate.

 

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