La recensione di Vincenzo l’ultimo k-drama che ha debuttato su Netflix vi porterà a ripercorrere il viaggio tumultuoso del protagonista. Fin dal primo episodio siamo catapultati dapprima nei giochi della mafia italiana (precisamente quella romana) e negli episodi successivi nelle oscure correnti sotterranee della mafia immobiliare della Corea del Sud.

Vincenzo è un thriller coreano drammatico disponibile su Netflix.

La serie TV sudcoreana è una combinazione perfetta di umorismo, azione e momenti che ispirano timore reverenziale tenendo gli spettatori con il fiato sospeso.

Adottato dalla famiglia Cassano, il nostro protagonista, interpretato da Song Joong-ki, è un formidabile avvocato con un passato sanguinoso e senza mezzi termini quando si tratta di vendicarsi. Le ripercussioni delle guerre familiari in Italia costringono Vincenzo a tornare nel suo paese d’origine dove inizia a collaborare con uno studio legale irriverente e un gruppo di piccoli imprenditori che lottano per salvare, un centro commerciale. Vincenzo inizia in grande stile e senza troppi preamboli, ma si inserisce nella tipologia del thriller che incontra il dramma della vendetta.

Vincenzo si diverte a stupire tutti gli appassionati di k-drama con i suoi colpi di scena, la narrazione serrata e un casting visionario. La serie inizia con alcuni scorci di una Roma interamente ricostruita in studio e prosegue con il viaggio del nostro eroe verso la sua madrepatria. Jeon Yeo-bin è brillante nel suo ruolo di compagna di reati insieme a Vincenzo Cassano, e la sua evoluzione da avvocato amorale a combattente per la giustizia è davvero sorprendente. Di seguito il trailer YouTube della serie:

Gli elementi del k-drama in Vincenzo

vincenzo la recensione

Prima di addentrarci nella nostra recensione di Vincenzo è opportuno fare una precisazione sulla natura dei k-drama. I k-drama hanno una moltitudine di generi diversi come i drammi d’azione, storici, scolastici, medici, legali o persino le commedie horror. Mentre la maggior parte dei drammi contiene elementi romantici e temi emotivi profondi, ci sono stili e toni diversi.

I temi principali dei k-drama sono l’amicizia, i valori familiari e l’amore, che fondono i valori tradizionali del confucianesimo con il materialismo e l’individualismo occidentali.

Tuttavia, è una tendenza emergente tra i k-drama mostrare questioni sociali della società coreana come lo stigma della malattia mentale, la disuguaglianza di genere, il suicidio, il classismo, il bullismo, le telecamere spia, la corruzione, l’omofobia o il razzismo.

Song Joong-Ki nei panni di Vincenzo Cassano, mette in risalto la figura dell’antieroe, ben diverso dai suoi ruoli adorabili nei popolarissimi classici k-drama, Descendents of the Sun (disponibile su Netflix) e Sungkyunkwan Scandal. Vincenzo Cassano mostra il suo lato “umano”, nei momenti comici della sua relazione con Ansagi, e occasionalmente rivela l’aura nera di un leader mafioso. La colonna sonora, sebbene piacevole, diventa prevedibilmente ripetitiva invocando un senso di déjà vu negli episodi finali della serie.

La serie mostra un palese disprezzo per il sistema legale; i procedimenti giudiziari e gli argomenti degli avvocati sembrano frivoli, abbassando la gravità complessiva della trama. Questo sembra quasi intenzionale, gli sceneggiatori esercitano la loro licenza creativa mettendo in mostra un sistema giudiziario flessibile. Escludendo questo particolare stratagemma narrativo, Vincenzo risulta essere a tutti gli effetti un perfetto k-drama.

In poche parole, Vincenzo non segue solo i temi che si trovano spesso nei k-drama. La scrittura è abbastanza “reale” mentre i colpi di scena sono spiegati logicamente. Man mano che lo spettatore si addentra ulteriormente nella serie, i rapporti di ogni personaggio e la loro importanza per Vincenzo Cassano vengono eliminati senza sforzo. La serie Netflix che prende il nome dal personaggio titolare di Song Joong-Ki coinvolge in realtà tutti i residenti di Geumga Plaza.

Vincenzo è una storia di vendetta, romanticismo e un pizzico di violenza. Immagini straordinarie, produzione di prim’ordine e un cast stellare rendono questa storia molto accattivante.

Trama e struttura degli episodi

vincenzo la recensione

Continuiamo la recensione di Vincenzo facendo luce sulla trama e i suoi episodi. Tutto inizia con Vincenzo Cassano che dopo la morte del padre adottivo, visti i contrasti con gli atri membri della famiglia, decide di tornare in Corea del Sud. Già dai primi fotogrammi della serie si mostra l’intelligenza e la risolutezza del suo personaggio che decide di portare a termine l’ultima missione affidategli dal padre: dare fuoco alla villa di un gangster rivale.

Man mano che la serie avanza, scopriamo di più sulla storia del personaggio principale, quali sono le sue vere intenzioni in Corea del Sud e la sua vita personale. Poi conosciamo Hong Cha-Yong (interpretata da Jeon Yeo-been), che è, in una certa misura, il suo esatto opposto. Non ha così tanti principi morali ed è disposta a fare qualsiasi cosa per ottenere una vittoria come avvocato. La storia di Hong Cha-Yong è quella che sviluppa l’eco narrativo più comico e leggero della serie.

Il vero cattivo della serie viene tenuto nascosto all’inizio e viene rivelato con la dovuta suspense in modo scioccante e soddisfacente in seguito. L’intera serie riguarda la lotta contro un conglomerato, ma allo stesso tempo persegue una missione molto più materialistica.

Questo K-Drama contiene degli episodi che di solito durano quanto un film. Ma la serie sa come sfruttare la totalità della sua lunga autonomia a proprio vantaggio. Anche quando abbassa il ritmo, lo compensa con la sua cinematografia mozzafiato e momenti di carattere che sono degni dell’attenzione che viene loro prestata.

La serie ha una colonna sonora molto particolare che non esita a usare. anche se l’uso ripetuto della stessa tende a diventare un po’ monotono, difficilmente stona sulla rivelazione della sequenza. I personaggi e le loro interpretazioni sono un amalgama coeso di scene commoventi e divertenti.

I membri del Geumga Plaza sono ognuno diverso dall’altro nei loro modi goffi e divertenti e mentre andiamo avanti, impariamo di più sui loro talenti nascosti e le loro stranezze. La chimica tra Vincenzo e Hong Cha-Young, che trascende dall’essere partner all’avere un reciproco interesse amoroso, a volte è estremamente sdolcinata e sicuramente è quello che ci si aspetta da un k-drama sotto questo aspetto.

L’azione, il brivido e la violenza della serie elevano i temi maturi a un livello superiore. Quando vediamo Vincenzo, non è un protagonista. È un temuto fuorilegge mafioso che ha ucciso la sua parte di uomini, quindi questo lo rende un antieroe. Ma il suo codice morale è specifico e punisce solo coloro che hanno fatto del male a lui o a persone a cui tiene. Babel, invece, è tutta un’altra storia. È il classico conglomerato malvagio che può comprare qualsiasi cosa e chiunque voglia, e il suo vero proprietario è nascosto in una nebbia di inganni e silenziosa spietatezza.

Un colpo di scena dietro l’altro

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In questa parte della recensione di Vincenzo ci sono degli spoiler sul finale della serie che servono ad una analisi dei punti di forza della stessa. In uno degli ultimi episodi non può non rimanere impressa la scena della bomba. Il modo spietato in cui Vincenzo inganna gli assassini del padre di Hong Cha-young è magistrale. In quel momento della storia non ci si sarebbe aspettati una mossa del genere dal nostro protagonista.

Ed è proprio qui che la serie fa il suo gioco attraverso un colpo di scena dietro l’altro senza farti riprendere il respiro.

Hong Cha-young stessa rimane pietrificata ma poi ricorda la brutale morte di suo padre. L’episodio 17 di Vincenzo è stato pieno di vittorie per la banda di Geumga Plaza ma il gruppo Babel ha sempre più difficoltà a trovare un modo per affrontare questo gangster mafioso. ed è allora che Han Seung-hyuk escogita un piano per portare l’Interpol sulle tracce di Vincenzo.

L’Interpol italiana arriva in Corea del Sud per catturare Vincenzo e arrestarlo per sempre ma Jang Han-seo, che ne è a conoscenza, informa Vincenzo per escogitare un piano. La resa dei conti nello stadio di hockey è piena di tensione e quando Jang Han-seo estrae la pistola, ho pensato al peggio. L’Interpol arriva e proprio mentre sta per arrestarlo, Jang Han-seo spara a Vincenzo. Ancora una volta, un grande colpo di scena per concludere l’episodio.

L’episodio 18 della serie rivela che Jang Han-Seo non ha ucciso Vincenzo. In realtà tutto stava andando secondo i piani. La ferita del proiettile e gli schizzi di sangue erano finti e proprio mentre la guardia dell’Interpol si avvicina al corpo di Vincenzo, presumibilmente morto, lui si sveglia e disarma l’ufficiale. Ora la posta in gioco è alta, ma l’avvocato mafioso è preparato e li convince che Paolo è impazzito. Dà loro anche informazioni preziose in cambio delle quali decidono di lasciare libero Vincenzo. Ho adorato lo sviluppo del personaggio di Jang Han-Seo in questo episodio.

L’episodio successivo, ovvero il 19 è molto più lento rispetto agli altri e qui Vincenzo deve tornare in Italia per proteggere la sua famiglia da ulteriori attacchi di Paolo. Ciò crea un’atmosfera triste al Geumga Plaza dove tutti lo salutano, come se se ne andasse per sempre. Nel frattempo Jang Jun-woo entra deliberatamente in prigione per mettersi al sicuro dagli attacchi di Vincenzo. Ma i guai non sono finiti infatti i suoi scagnozzi violano la cassaforte di Geumga Plaza ma, con sorpresa di tutti, non c’è oro all’interno. dopo la scoperta se la prendono con Hong Cha-young, ma Vincenzo fa ancora una volta il suo ingresso trionfale e salva la situazione.

Dal punto di vista antagonista, Choi Myung-hee sta escogitando un piano per far uscire Jang Han-seok dalla prigione il prima possibile prima che le cose crollino definitivamente intorno a loro. Quindi approfitta ancora una volta di una scappatoia e fa credere a tutti che sia stata lei a provocare Jang Han-seok a fare quelle cose orribili, il che non è del tutto falso. Laddove Jang Han-seok è malvagio per le sue azioni, Choi Myung-hee è insidiosa in ogni azione che fa. L’attrice fa un lavoro fantastico nel farci odiare il suo personaggio fino in fondo, a volte anche più del principale antagonista di Vincenzo.

Verso la fine dell’episodio, Jang Han-seok si stanca di come Vincenzo continui a trionfare su di lui, e quindi promette che la prossima volta che uscirà di prigione, tornerà al suo stato primordiale e più spietato.

Vincenzo ha solo una semplice risposta per lui: Amo raddrizzare i ragazzi delinquenti.

Jang Han-seok alla fine esce e, come previsto, sceglie l’unica persona che è stata in grado di ingannarlo e tradirlo. Suo fratello, Jang Han-seo. Irrompe nell’ufficio e punta una pistola alla sua testa. Il finale della serie è dietro l’angolo e anche le considerazioni finali della recensione di Vincenzo.

Il finale brutale

7

Siamo giunti alla fine della nostra recensione di Vincenzo. L’episodio 20, il finale, è l’addio alla serie per cui non eravamo preparati. È stato straziante, irresistibilmente soddisfacente e brutale nel modo più spietato possibile. Brutale è un eufemismo per quello che succede nel finale di Vincenzo. Jang Han-seo e Hong Cha-young sono tenuti in ostaggio da Jang Han-seok, che ha attirato Vincenzo direttamente a lui. Minaccia i suoi prigionieri sparando intorno a loro e picchiandoli.

Jang Han-seok combatte suo fratello con tutte le sue forze.

La sua rabbia e la sua tristezza sono visibili in quei 20 secondi mentre lo guarda dritto negli occhi con la pistola puntata sullo stomaco e dice: Non saresti mai dovuto nascere. Mentre crolla ha un’espressione soddisfatta sul viso perché in quel momento ha riscattato una vita di errori.

Le morti in questo episodio sono state sia strazianti che soddisfacenti. Dopo aver parlata di quella straziante, adesso menzioniamo quelle che ci hanno fatto urlare di gioia. Una di queste morti è stata quella di Choi Myung-hee. La creatività negli omicidi di questo episodio è davvero impressionante.

Poi è il turno di Han Seung Hyuk. Il suo personaggio non è mai stato né totalmente positivo né totalmente negativo ed è per questo che non colpisce fino in fondo. Tuttavia, la sua morte è quella più sanguinosa di tutta la serie. E infine, la caduta della nemesi. La morte di Jang Han-seok sarebbe sempre stata la fine della serie, quindi doveva essere fatta con il giusto rituale.

Jang Han-seok è legato a una sedia collegata a uno dei meccanismi più brutale mai concepiti. Un ago che ti perfora il petto, uno strato alla volta. Jang Han-seok inizia con una faccia sorniona e compiaciuta, senza sapere cosa gli aspetta. Alla fine implora Vincenzo per una pallottola.

E come il primo amico di Vincenzo in Corea del Sud era stato un piccione, l’ultima conoscenza di Jang Han-seok invece è un corvo, davvero poetico.

Nella recensione di Vincenzo abbiamo voluto sottolineare che la serie è davvero uno dei K-Drama più iconici degli ultimi tempi. Non spreca mai un solo momento, un solo personaggio e cerca di creare ogni emozione possibile con una scena. Questi 20 episodi sono stati pieni e soddisfacenti. È stato straordinariamente ricco, interpretato in modo brillante e girato magnificamente, e ha alzato il livello dei k-drama realizzati fino ad ora.

 

Vincenzo è disponibile per la visione su Netflix

 

80
Vincenzo
Recensione di Laura Della Corte

Concludiamo la nostra recensione di Vincenzo dicendo che la serie è elettrizzante, divertente e soddisfacente. La serie antistress perfetta per chi cerca puro intrattenimento semplice e appagante. Con un'eccellente qualità di produzione e una serie di prestazioni straordinarie, Vincenzo è una svolta nel mondo del k-drama.

ME GUSTA
  • La fotografia delle scene
  • La trama inaspettata
  • I colpi di scena mai scontati
  • I personaggi e le loro storie
FAIL
  • La durata molto lunga sia delle puntate che della serie per chi non è abituato a questo format
  • Il doppiaggio poteva essere pensato in maniera diversa
  • Una parte del finale era scontata