Privacy e Big Tech: gli USA stanno capendo che è il caso di reagire

5 mesi fa

Nel 2019, in coda allo scandalo Cambridge Analytica, i Dem statunitensi avevano provato a imporre un giro di vite ai social, tuttavia i Repubblicani avevano fatto muraglia attorno alle aziende, con il risultato che la proposta era naufragata in maniera catastrofica. A distanza di anni, la Senatrice Amy Klobuchar prova nuovamente a lanciare il progetto, nella speranza che un supporto bipartisan possa finalmente obbligare le Big Tech a esercitare una maggiore trasparenza e a invadere meno la privacy degli utenti.

Per anni il Governo ha imbastito un sodalizio d’interesse con le grandi ditte di raccolta dei dati, il cosiddetto “capitalismo della sorveglianza”, ora le megaditte sembrano essersi liberate del giogo governativo e all’Amministrazione a stelle e strisce non resta che il cercare di riconquistare il controllo.

Ecco dunque che entra in scena il Social Media Privacy Protection and Consumer Rights Act, una proposta di legge che, se accolta, obbligherà le Big Tech a concedere ai propri iscritti un maggiore controllo relativo ai propri dati, compresa la possibilità di chiamarsi fuori dal tracciamento GPS.

Non solo, la legge obbligherà le aziende ad adoperare un linguaggio chiaro e comprensibile nella stesura dei loro termini di servizio, così che gli utenti possano comprendere completamente i risvolti della firma del contratto.

Ultimo, ma non ultimo, un portale che subisce una fuga di dati deve notificare l’incidente ai propri iscritti entro 72 ore dall’accaduto. In pratica la cosa sembra scritta con la deliberata intenzione di mettere i bastoni tra le ruote a Facebook, social che in passato ha esplicitamente detto di non aver alcun interesse a soddisfare simili requisiti, visto che non vige un obbligo formale.

A lungo la strategia di difesa dei social media è stata infatti quella di giustificare ogni atteggiamento deontologicamente discutibile proteggendosi con il fatto che fosse legale e, frequentemente, sottolineando come non stesse a loro prendere simili decisioni, che era compito del Governo farsi avanti. Ora il Governo si sta facendo avanti ed è facile desumere che le aziende avranno da ridirne.

 

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