Nel 2020 Twitter aveva messo in prova dei filtri che intercettavano i post tossici prima ancora della loro pubblicazione, filtri che non censuravano i contenuti in questione, piuttosto si limitavano a chiedere agli utenti se fosse veramente il caso di caricarli su internet. Ora, l’azienda si lancia in una seconda serie di test, nella speranza di imporre un giro di vite alle pubbliche offese.

Ad annunciarlo è l’azienda stessa, la quale avvisa il proprio pubblico iOS e Android che presto sarà possibile incappare in alcune notifiche pop-up che inviteranno a “prendersi una pausa e riconsiderare” l’invio di tweet particolarmente pregni d’odio.

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Nel testo del suo annuncio, Twitter sottolinea come i test dell’anno scorso abbiano portato a ottimi risultati e che il 34 per cento delle persone abbia finito con il desistere dal pubblicare i post incriminati. A essere stupefacente è piuttosto il fatto che dopo una prima notifica, ovvero dopo aver ricevuto la richiesta di comportarsi come esseri umani decenti, l’11 per cento dei soggetti abbia ridimensionato la propria tossicità in maniera consistente.

Da allora, la ditta si è mossa per migliorare l’algoritmo che controlla la funzione, incorporando nuove variabili che alterano la cadenza delle notifiche. La macchina tiene infatti ora in considerazione il tipo di relazione che unisce mittente e destinatario dei messaggi, nonché del gergo di alcuni minoranze sottorappresentate. La funzione sarà inizialmente accessibile per la sola lingua inglese, ma dovrebbe estendersi in un secondo momento a ulteriori idiomi.

 

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