Microsoft si fa “ispirare” dall’Epic Games Store e decide di abbassare la fetta di commissioni che chiede attualmente agli sviluppatori videoludici. A partire dall’estate, la trattenuta della Big Tech calerà dal 30 per cento al 12 per cento, dettaglio che non mancherà di rendere più competitivi i suoi servizi.

Come parte del nostro impegno per valorizzare ogni creatore di giochi per PC, a partire dal primo agosto la quota che gli sviluppatori otterranno dai giochi PC venduti sul Microsoft Store aumenterà all’88 per cento, dal 70 per cento che è ora. Una retribuzione chiara e priva di cavilli si traduce col fatto che gli sviluppatori possono presentare più titoli ai nostri giocatori e godere di un successo commerciale maggiore nel farlo,

ha scritto l’azienda in una dichiarazione.

Nel suddetto messaggio, Microsoft non manca di far notare tra le righe come l’Epic Games Store abbia più volte intavolato in passato dei contratti che obbligavano i game designer a cedere alla concessione di esclusive temporanee, garantendo per qualche mese al distributore il monopolio del prodotto.

La strategia del gigante tech non è solamente incentrata su di una strategia d’inseguimento: nell’equazione rientra anche l’eterna sfida con la rivale Steam, la quale applica a oggi quel 30 per cento di commissioni che ora è stato abbandonato dalle sue principali competitor.

Steam ha il vantaggio di avere un buon nome e tanta storia, tuttavia la sua unicità si sta progressivamente disgregando e le case videoludiche di medie e piccole dimensioni potrebbero scegliere di ignorarlo in favore di altri distributori. Sempre ammesso che Steam non reagisca in qualche modo.

 

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