Il Senatore Mike Lee e il Delegato Ken Buck, politici conservatori statunitensi, avevano chiesto a Apple maggiori informazioni sul ban da App Store del social Parler, noto per aver ospitato alcune delle frange più estremiste dell’alt-right statunitense. La Big Tech ha risposto loro con una lettera, assicurandoli che presto l’app potrebbe tornare sui sistemi iOS.

La situazione disastrosa di Parler è figlia delle rivolte di Capitol Hill di inizio anno: sul portale erano presenti diversi personaggi che si sono organizzati per portare avanti l’assalto al Campidoglio, promuovendo senza mezzi termini un atteggiamento aggressivo e colmo d’odio.

Il social violava peraltro i termini e le condizioni dei contratti che gli permettevano di rimanere online, fondamentalmente rifiutandosi adamantinamente di moderare i contenuti più provocatori che i suoi utenti pubblicavano. Le varie aziende tech hanno colto la palla al balzo e hanno immediatamente preso le distanze da quel social tanto scomodo, lasciandolo solo e senza mezzi.

Una mossa in linea con le loro policy e ovvia sul piano aziendale, ma anche una che non è piaciuta ai Repubblicani, i quali hanno accusato le varie ditte digitali di aver imposto una censura ai partiti di destra, impedendogli di esprimere le loro opinioni.

Nella sua lettera, Apple ribadisce che la sospensione di Parler sia stata condizionata dal fatto che le sue policy non erano in linea con i requisiti per accedere al servizio di App Store, ma sostiene anche che le due parti siano arrivate a stendere una linea normativa soddisfacente, cosa che permetterà al social di tornare su iPhone e iPad.

 

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