The Falcon and The Winter Soldier, la recensione del secondo episodio: Uncle Sam doesn’t need you

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3 settimane fa

6 minuti

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Cominciamo questa recensione del secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier con una presa di coscienza. Lo avevamo già intuito con il primo, ma ora è più lampante che mai: questa miniserie in sei episodi, disponibile su Disney Plus dal 19 marzo, potrebbe essere il prodotto più politico realizzato dai Marvel Studios fino a ora.

 

 

Abbiamo ritrovato Sam Wilson, ovvero Falcon (Anthony Mackie), pronto a rinunciare allo scudo di Captain America, nonostante glielo avesse consegnato Steve Rogers in persona, investendolo di una pesante eredità. Troppo preso dal lavoro sul campo, l’Avenger concentra tutto se stesso sulla caccia a Flag Smasher, capo mascherato di un gruppo anarchico il cui simbolo è una mano insanguinata. Pur capendo l’urgenza di Sam, Bucky (Sebastian Stan) non riesce ad accettare il fatto che il collega abbia rinunciato allo scudo e quindi a essere Cap.

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Nel frattempo l’America non è rimasta con le mani in mano: la stessa dirigenza che ha spinto Falcon a farsi da parte, perché non disposta a farsi rappresentare da un Captain America nero, ha trovato il suo perfetto sostituto. John Walker (interpretato da Wyatt Russell, figlio di Kurt Russell e Goldie Hawn) sembra tutto ciò che gli Stati Uniti vogliono essere: fisicamente prestante, con tre medaglie al valore, diplomato al MIT. E bianco. Lo vediamo prepararsi al saluto ufficiale alla Nazione durante una partita di football come se stesse per andare in scena:

Captain America è un vero e proprio brand.

 

“Buongiorno, America!”

Per Sam e Bucky invece è molto di più. Dal basso delle loro posizioni discriminate – uno per il colore della pelle, l’altro per via di un passato che cerca di espiare – i due capiscono che per essere davvero Cap bisogna aiutare e dare valore a chi ha una voce diversa, non a una facciata creduta perfetta perché può godere di ogni privilegio. E a cui ogni eventuale errore viene perdonato molto più facilmente. Eppure, dopo aver negato a Sam un prestito per la mancanza di entrate negli ultimi cinque anni (nessuna pietà economica per chi è ritornato dopo il blip di Thanos), vediamo dei poliziotti immediatamente pronti ad arrestarlo quando discute con Bucky in mezzo alla strada. La sua pelle lo rende immediatamente colpevole. È solo quando realizzano di trovarsi di fronte a uno degli Avengers che ha contribuito a salvare il mondo che gli agenti lo lasciano andare. Senza il costume da Falcon non lo avevano riconosciuto. Bucky ha quindi ragione: il simbolo è importante, perché rimanda immediatamente a un intero sistema di valori, a un modo di sentire e pensare.

Lo scudo di Cap è davvero molto più di un semplice oggetto.

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Se nel primo episodio lo sceneggiatore Malcom Spellman ci aveva suggerito che Sam, letteralmente lo zio Sam (perché ha dei nipoti certo, ma la metafora è ben chiara), rappresenta un’America nuova, più giusta, ma che in molti non sono pronti ad accettare, in questo secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier ci sta dicendo esplicitamente che chi ha il potere ostacola questo cambiamento. L’America è stata letteralmente fondata sul sangue degli schiavi e i Marvel Studios sono pronti a entrare nella conversazione del movimento Black Lives Matter, dimostrando di dialogare a doppio filo con l’attualità.

 

Falcon e Winter Soldier: finalmente insieme

Se il primo episodio è stato più introduttivo e riflessivo, nella recensione del secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier possiamo dire che siamo entrati nel vivo dell’azione. Soprattutto i due protagonisti fanno finalmente coppia: la chimica tra i due è strepitosa. Anthony Mackie e Sebastian Stan insieme sono meravigliosi da guardare: riescono a dosare perfettamente ironia, momenti più seri e scene d’azione. Fin dal momento in cui li abbiamo visti in macchina in Captain America: Civil War avevamo immaginato un buddy movie goduriosissimo con loro due: The Falcon and The Winter Soldier è esattamente ciò che ci aspettavamo. Anzi, molto di più.

Come nelle migliori amicizie, i due hanno già dei riferimenti e un modo tutto loro di parlare (l’omaggio a Il Signore degli Anelli è un piccolo gioiello).

Sembrano davvero una vecchia coppia sposata (non è un caso che li abbiano messi a fare letteralmente terapia di coppia). E soprattutto c’è un conflitto: per Bucky aver ceduto lo scudo è qualcosa di profondamente sbagliato, non soltanto perché non rispetta la volontà di Steve Rogers. O perché si è persa la possibilità di fare una scelta politica importante. La ragione è molto più personale: se Steve si è sbagliato su Sam, forse si è sbagliato anche su di lui. Come per WandaVision, questa seconda serie Marvel sta cesellando due personaggi di cui fino a ora sapevamo poco, portandoci letteralmente nelle loro teste. Siamo pronti a scommettere che, come già successo per Wanda e Visione, alla fine dei sei episodi che compongono The Falcon and The Winter Soldier Sam e Bucky saranno i nostri nuovi personaggi preferiti del Marvel Cinematic Universe.

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Per la gioia degli spettatori più desiderosi di adrenalina anche qui non manca una spettacolare scena d’azione: dopo quella in volo, qui ce n’è una che vede coinvolti dei camion. La regista Kari Skogland continua a dimostrare di essere perfettamente a suo agio con momenti quasi acrobatici, in cui ha messo una cura e un’attenzione notevolissimi, espressione di quanto i Marvel Studios credano nei loro prodotti televisivi, la cui qualità è sempre più vicina a quella dei prodotti cinematografici.

 

E alla fine arriva Zemo

Non vogliamo rovinare la sorpresa: in questa recensione del secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier ci limiteremo a dire che chi ha letto i fumetti sentirà sicuramente una piccola scossa quando il braccio destro di John Walker, Lemar (Clé Bennett) si definisce Blackstar (tra l’altro sottolineando ancora una volta che un uomo nero al massimo può aspirare a essere la spalla di Captain America). E che, ormai si sa, poster e trailer ce lo hanno già anticipato, tutte le strade portano a Zemo (Daniel Brühl). L’accenno al personaggio, ex-colonnello delle forze speciali di Sokovia che ha come ossessione distruggere gli Avengers, è puro cinema: un nome, musica classica, una piazza distintiva inquadrata dall’altro, degli oggetti che rimandano alla sua intelligenza strategica. Bellissimo. Non vediamo l’ora di vedere il terzo episodio.

 

The Falcon and The Winter Soldier è disponibile su Disney Plus dal 19 marzo

 

 

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Come scritto nella recensione del secondo episodio di The Falcon and Winter Soldier, la serie Marvel si sta delineando come uno dei prodotti più politici del Marvel Cinematic Universe. Finalmente la coppia formata da Sam e Bucky esprime tutto il suo potenziale e le scene d'azione sono spettacolari. Manca solo Zemo.

ME GUSTA
  • I temi sono sempre più politici e attuali.
  • Anthony Mackie e Sebastian Stan insieme sono uno spettacolo.
  • Le scene d'azioni sono spettacolari.
FAIL
  • Sei episodi potrebbero essere pochi vista la complessità della storia.
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