India, ecco le nuove nuove leggi che controllano la Rete

2 mesi fa

 

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Ultimamente le Big Tech e l’India non vanno molto d’accordo, ecco dunque che il Paese da una quadra introducendo nuove leggi.

Tempo tre mesi e nuove norme verranno applicate a tutti i social media intermediaries – ovvero WhatsApp, Facebook, Instagram, Twitter e simili -, ma anche a tutte le piattaforme over-the-top quali i servizi di streaming offerti da Netflix e Amazon Prime.

I social dovranno innanzitutto assumere un responsabile dei reclami che risolva i problemi della clientela, ma le Big Tech più importanti avranno anche bisogno di un addetto che si occupi dei rapporti con il Governo 24 ore su 24. Se l’establishment chiama, il social deve rispondere

Tutte le piattaforme dovranno dunque rimuovere i contenuti di nudo e semi-nudo non consensuali entro 24 ore da che ricevono una segnalazione, compresi i deepfake. Le aziende grandi dovranno inoltre impegnarsi a rimuovere entro 36 ore qualsiasi contenuto identificato come offensivo da un’ordine di tribunale.

Qui iniziano i problemi: il Governo indiano – quindi non la magistratura – ha frequentemente identificato come offensivi tutta una serie di contenuti che si limitavano a essere critici nei confronti delle controverse Amministrazioni locali.

Difficile dunque prevedere come questa clausola prenderà effettivamente forma, ovvero se i tribunali si adegueranno alle pressioni politiche o se faranno da filtro alle tendenze oscurantiste.

Ancor più insidiosa è l’imposizione di dover tracciare gli autori di ogni post e messaggio, cosa che andrà completamente a vanificare le possibilità del garantire la crittografia end-to-end su app quali Telegram e Signal.

In confronto ai social, le piattaforme di streaming se la cavano con poco: l’India ha chiesto loro di formare un’auto-regolamento censorio, di strutturare una catalogazione dei contenuti in base alle fasce d’età degli utenti e di introdurre il parental control.

Il Goveverno sta inoltre cercando un modo di “supervisionare” gli organi di stampa digitali, una prospettiva preoccupante che, però, in questa fase è ancora a uno stadio progettuale molto acerbo.

 

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