Twitter è un ottimo strumento per prendere decisioni sulle politiche monetarie. A dirlo è la Banca d’Italia, dopo aver analizzato oltre 1 milione di tweet scritti tra il 2013 e il 2019.

Twitter è uno strumento con un enorme potenziale: il social consente di avere una cartina dettagliata degli umori dei consumatori su prezzi, recessione e occupazione. Proprio per questo andrebbe tenuto d’occhio come possibile strumento per potenziare e rendere più efficaci le politiche monetarie.

A dirlo è la Banca d’Italia che, nella giornata di ieri, ha annunciato di aver creato un nuovo indice basato su oltre 1 milione di post caricati su Twitter tra giugno del 2013 e dicembre del 2019. Gli economisti e i policy-maker, scrive Reuters, da diversi anni si stanno rivolgendo con sempre maggiore intensità ai social network e ad altri strumenti non convenzionali.

Secondo la Banca d’Italia, la forza di Twitter rispetto ad altri strumenti statistici è che il social network è in grado di fornire informazioni preziosissime in tempo reale. La banca centrale italiana suggerisce che il suo nuovo metodo per monitorare il social network può essere replicato ovunque e può, pertanto, essere usato anche da altre istituzioni.

Peraltro, vale la pena di sottolineare che Twitter in Italia ha appena 10 milioni di utenti attivi. In altri Paesi dove il social raggiunge un pubblico e demografiche più ampie, il metodo della Banca d’Italia potrebbe ottenere risultati ancora più puntuali e dettagliati.

Gli autori della ricerca della Banca d’Italia, ad ogni modo, hanno annunciato che il loro nuovo strumento richiederà ulteriori studi e che saranno necessari dei correttivi. Ad esempio perché alcuni eventi particolarmente virali — era successo quando si diffuse la notizia della vendita di un appartamento da 236 milioni di dollari — potrebbero creare un cluster di dati fuorvianti e portare a conclusioni sbagliate.