L’Ungheria dribbla l’UE e inizia a comprare il vaccino russo

Il vaccino russo per il Covid-19, lo Sputnik V, non é stato ancora approvato dall’UE, ma l’Ungheria si prepara comunque a usarlo.

L’Ungheria, assieme alla Polonia, é una delle nazioni che meno spicca per tendenze europeiste e non si fa alcun problema a dimostrarlo. Questa volta, il governo ungherese lo ha palesato facendo anticipare al proprio organismo regolatore dei farmaci l’approvazione del vaccino russo, consentendone immediatamente la somministrazione.

L’Ungheria é il primo Paese dell’Unione Europea ad approvare, unilateralmente, il medicinale e ha già provveduto a ordinarne milioni di dosi.

Secondo i termini del nostro accordo, stiamo comprando una quantità [di vaccino] sufficiente a inoculare un milione di persone. Questo [accordo] costituisce due milioni di dosi distribuite in tre tranche. Una quantità con cui inoculare 300.000 persone nel primo mese, mezzo milione di persone nel secondo e 200.000 il terzo,

ha dichiarato il primo ministro ungherese, Peter Szijjarto, nel confrontarsi con il suo omologo russo, Sergey Lavrov.

Non sono chiare le tempistiche di questa operazione, né é stato reso noto quanto gli ungheresi abbiano pagato lo Sputnik V. L’intenzione dell’Ungheria é tuttavia quella condivisa da tutti i Paesi Membri, ovvero somministrare il vaccino a quante più persone possibile, così da raggiungere velocemente la cosiddetta immunità di gregge e far ripartire la propria economia.

La mossa, tuttavia, pone l’accento sulle criticità che stanno colpendo le diverse campagne di vaccinazione: Pfizer/BioNTech ha rallentato, forse maliziosamente, le consegne dei medicinali, mentre i singoli Governi faticano a non cedere alla corsa alle vaccinazioni, danneggiando la centralità amministrativa dell’UE.

A questo si sommano le incognite sulle nuove varianti del virus, inoltre non é del tutto chiaro se le persone vaccinate siano o meno in grado di infettare coloro che non sono immunizzati. Un numero considerevole di ostacoli che farà da prova del fuoco al rinnovato atteggiamento di unità dell’Europa.

 

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