Brave, il browser apre al web decentralizzato con IPFS

6 mesi fa

L’utopia del web decentralizzato fa un piccolo passo in avanti con il browser web Brave, il primo ad integrare nativamente IPFS (InterPlanetary File System), un protocollo peer-to-peer che mira a stravolgere radicalmente il funzionamento di Internet.

La tecnologia IPFS è un protocollo ancora relativamente poco conosciuto e che promette di migliorare lo standard HTTP dominante, rendendo l’accesso ai contenuti più veloce e con maggior resilienza di fronte ad eventuali errori e controlli.

Tradotto? Mentre HTTP è progettato per consentire ai browser di accedere alle informazioni sui server centrali, IPFS vi accede su una rete di nodi distribuiti. La rivista Vice lo paragona al download di contenuti tramite BitTorrent, piuttosto che da un server centrale.

I vantaggi del nuovo approccio includono velocità più elevate, perché i dati possono essere distribuiti e archiviati più vicino alle persone che vi accedono, nonché costi del server inferiori per chi pubblica il contenuto. Ma, forse, la cosa più importante è che IPFS ha il potenziale per rendere i contenuti web molto più resistenti a errori e alle censure.

Brave, che attualmente vanta 24 milioni di utenti attivi mensili, è stato uno dei primi sostenitori del protocollo IPFS, lavorando sullo standard dal 2018. Ma con la versione 1.19 del browser Brave, rilasciata oggi, gli utenti di Brave saranno in grado di accedere ai contenuti IPFS direttamente risolvendo gli URI che iniziano con ipfs://. Gli utenti possono anche scegliere di installare un “nodo IPFS completo con un click”, rendendo il loro browser un nodo nella rete peer-to-peer.

Molly Mackinlay, responsabile del progetto IPFS, aggiunge che con IPFS si può superare la “censura sistemica dei dati” da parte dei governi e di Big Tech.

Oggi, gli utenti Web di tutto il mondo non sono in grado di accedere a contenuti con limitazioni, comprese, ad esempio, parti di Wikipedia in Thailandia, oltre 100.000 siti web bloccati in Turchia e l’accesso critico alle informazioni COVID-19 in Cina – afferma Mackinlay – Ora chiunque disponga di una connessione Internet può accedere a queste informazioni critiche tramite IPFS sul browser Brave.

 

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