Gli origami entrano nel futuro dei viaggi nello spazio

10 mesi fa

origami

Nel cercare un modo per viaggiare nello spazio per lunghi periodi, dei ricercatori di Washington hanno riscoperto gli origami.

No, non stiamo parlando del piegare un foglio a metà in riferimento al funzionamento dei wormhole – vedi Event Horizon -, bensì di una vera e propria scultura di pieghe che il team guidato da due ricercatori dell’Università Statale di Washington, Kjell Westra e Jake Leachman, ha creato basandosi sui video tutorial di YouTube.

Gli studiosi si sono imposti di risolvere uno dei problemi che contribuisce a limitare le opportunità umane di andare nello spazio, ovvero lo stoccaggio del combustibile.

 

prototipo tanica

 

Nei Sessanta e Settanta, nel pieno della corsa allo spazio, erano state avanzate diverse proposte audaci al fine di conservare il carburante sulle navicelle, ma sono state tutte fallimentari, con i depositi che finivano immancabilmente per lacerarsi e per subire delle perdite.

Con il passaggio dell’epoca d’oro dell’ingegneria spaziale, l’idea di mandare l’uomo nello spazio era stata relativamente accantonata e la progettazione dei mezzi si é assestata su soluzioni tutt’altro che ottimali, ma funzionali per le brevi tratte per cui servivano.

La gente ha cercato di creare delle borse da usare per il combustibile dei missili per un sacco di tempo. Ora come ora non facciamo grandi viaggi di lunga durata perché non siamo in grado di conservare il carburante a lungo, nello spazio,

ha sottolineato Leachman.

Affidandosi all’antica arte degli origami, i due ricercatori hanno ideato il prototipo di un serbatoio ausiliario formato da un foglio di plastica ripiegato su sé stesso, un serbatoio che dovrebbe essere in grado di resistere all’inclemente contesto dello spazio.

Le pieghe degli origami ammortizzano lo stress subito dal contenitore distribuendolo su tutta la superficie della tanica, di fatto limitando di molto i punti critici da tenere sotto controllo. Il prototipo é stato testato con nitrogeno liquido alla temperatura di -196 gradi centigradi e ha resistito per più di 100 compressioni senza mostrare alcun segno di cedimento.

 

 

Combustibile a idrogeno da acqua e luce solare
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