Approfondimento di Yu Yu Hakusho, manga scritto e disegnato da Yoshihiro Togashi che vede protagonista un teppista dai saldi principi morali che si ritrova suo malgrado a lavorare per il mondo degli spiriti.

Manga ed arti marziali sono uno dei connubi indissolubili del fumetto giapponese. Molti sono infatti i prodotti che vedono le arti marziali protagoniste assolute delle storie serializzate sulle riviste di manga. Da Kenshiro a Ranma Saotome, passando per Son Goku e Noritaka Sawamura fino ad arrivare Ishidou Natsu protagonista di Teppuu, e molti altri, tanti sono stati i protagonisti che si sono fatti largo a suon di pugni e calci.

Di questo lungo elenco fa parte anche Yu Yu Hakusho (letteralmente “Libro bianco sui fantasmi“), manga scritto e disegnato da Yoshihiro Togashi e pubblicato sulle pagine di Weekly Shōnen Jump dal 1990 al 1994. L’approfondimento di Yu Yu Hakusho segue la storia di un ragazzo dalla testa calda ma dal cuore d’oro. E di un redditizio media franchise.

Yu Yu Hakusho è un manga scritto e disegnato da Yoshihiro Togashi

 

 

Teppista dal cuore d’oro

Protagonista soluto della storia è Yusuke Urameshi, teppista quattordicenne che non ha il minimo rispetto per le regole o l’autorità. Nonostante il suo carattere scontroso il giovane muore per salvare la vita ad un bambino che stava per essere investito da un’auto. Il suo gesto però si rivela essere del tutto inutile, infatti il bambino si sarebbe miracolosamente salvato. Il suo sacrificio risulta quindi del tutto inutile e la sua morte non prevista dal mondo dell’aldilà crea non pochi problemi. Così per risolvere la situazione gli viene concesso di tornare in vita, però solo dopo aver dimostrato la sua purezza d’animo.

 

 

Tornato nuovamente in vita Yusuke diventa un detective del mondo degli spiriti. Affiancato da Botan, traghettatrice di anime del fiume Sanzo e sua assistente personale, il ragazzo ha il compito di salvaguardare la pace tra il mondo degli spiriti e quello umano. Dopo aver risolto i primi casi, viene inviato ad allenarsi dalla potente, saggia e burbera maestra Genkai con lo scopo di affinare le sue tecniche ed imparare a dominare l’energia spirituale. Inoltre durante il duro allenamento impara la micidiale tecnica di Genkai: il Reigun.

Divenuto detective degli spiriti Yusuke dovrà salvaguardare la pace tra il mondo degli spiriti e quello umano

Inizierà così per Yusuke una serie di difficili missioni e la partecipazione a tornei all’ultimo sangue, che lo spingeranno spesso oltre i suoi limiti, per tenere al sicuro il mondo. Al suo fianco i fidati compagni Kuwabara, Kurama e Hiei.

 

 

Azione, ironia e cliché

Ad un primo sguardo Yu Yu Hakusho non è nulla di nuovo sul fronte occidentale. Il manga infatti presenta tutti i tòpoi del genere, a partire dal protagonista rozzo e testa calda, insofferente alle regole ma in fondo non così cattivo. Al suo fianco l’amico rivale che funge da spalla comica, i nemici che presto diventeranno insostituibili compagni, la cinica ma saggia maestra, temibili nemici a cui non manca un’alta levatura morale e un’insieme di personaggi secondari tutti da scoprire.

Inoltre la trama ha uno svolgimento alquanto lineare. Si parte con la presentazione del protagonista, passando per la sua formazione, la creazione di forti legami di amicizia e le prove da superare, sempre più ardue. Una vera e propria storia di crescita quella di Yusuke, che lo vedrà affrontare nemici e prove sempre più ardue che lo porteranno a superarsi e migliorarsi, oltre ogni limite.

Yu Yu Hakusho è una vera e propria storia di formazione che riesce a mixare in maniera avvincente avventura, mistero, combattimento ed ironia

Nonostante questo però il manga di Togashi riesce a catturare il lettore grazie ad una sceneggiatura che riesce a mixare in maniera avvincente avventura, mistero, combattimento ed ironia. Proprio la comicità è una delle caratteristiche del manga, usata sempre nei momenti opportuni e capace di far ridere il lettore. Il tutto condito da personaggi a tutto tondo che crescono e soffrono durante la vicenda ed in cui ci si immedesima. Proprio i personaggi per quanto risultino stereotipati sono la parte migliore del manga, riuscendo a dare vita a situazioni che richiamano la strana coppia veramente esilaranti, e che ha nei villain avversari tanto temibili quanto travagliati.

 

 

Yusuke è il tipico eroe riluttante

Yusuke Urameshi non è solo il più classico dei teppisti che non hanno paura e rispetto di niente e nessuno, ma che come già detto ha comunque un lato sensibile che mostra a pochi. È il tipico eroe riluttante. Nonostante accetti di diventare un detective degli spiriti svolge il suo compito con svogliatezza e recalcitranza, preferendo di gran lunga bighellonare. Un vero e proprio sbruffone convinto di essere sempre e comunque il migliore. Atteggiamento che cambia solo quando si rende conto di avere davanti a sé un avversario formidabile.

Inoltre deve molto a Son Goku e Dragon Ball, infatti come Togashi ha più volte dichiarato si è molto ispirato al manga di Akira Toriyama per la costruzione dei suoi personaggi. Yusuke e Goku non hanno in comune solo la perenne voglia di combattere, ma anche una straordinaria intelligenza tattica e combattiva. Solo che nel caso del teppista si tratta spesso e volentieri di istinto (e una buona dose di fortuna). Inoltre l’unica cosa di cui entrambi hanno paura è la donna di cui sono innamorati, ovvero Chi Chi e Keiko, entrambe dotate di un carattere forte e nel caso della seconda di schiaffi poderosi.

Il manga deve molto a Goku e Dragon Ball

I due però differiscono e non poco nel carattere. Se Goku è il tipico nobile guerriero, Yusuke è un antieroe che in qualche modo imparerà a fare la cosa giusta senza pensare al tornaconto personale. Mantenendo però sempre quell’aura di inconfondibile strafottenza. Una maturazione ed un cambiamento lenti ma inesorabili, che iniziano con la presa di coscienza da parte del protagonista di cosa la gente pensi di lui al suo non lusinghiero funerale.

 

 

Protagonisti della vicenda sono un quartetto di eroi per caso

Stesso discorso per i compagni d’armi di Yusuke. Hiei ricorda sia graficamente che caratterialmente il principe dei Saiyan Vegeta. Schivo, solitario, glaciale, con i capelli a punta e basso. Inizialmente avversario, poi alleato per convenienza ed infine insostituibile compagno. Kuwabara è il corrispettivo di Crilin, amico-rivale-spalla comica con cui confrontarsi costantemente e con cui dà vita a divertenti siparietti. Kurama rappresenta la versione di Togashi di Piccolo, dapprima spietato demone diventa un ragazzo buono e sincero, mantenendo però la sua crudeltà contro i nemici. Infine la maestra Genkai e i suoi duri allenamenti ricordano Il genio della tartarughe, senza contare che entrambi partecipano ad un torneo di arti marziali camuffati per non farsi riconoscere dai propri allievi.

Un quartetto di eroi per caso che imparerà a conoscersi, rispettarsi e supportarsi a vicenda. Un gruppo di guerrieri tanto schivi e solitari quanto coraggiosi ed irruenti, disposti a tutto pur di superare i propri limiti e pronti a gettarsi nella mischia senza pensarci due volte.

 

 

Nobili e temibili avversari

Villain di tutto rispetto si diceva. Nel corso della storia Yusuke e co. incontrano e si scontrano con avversari sempre più forti. Se molti sono dei falsi avversari che presto diventeranno inseparabili amici (come l’ubriaco Shu e il demone del vento Jin), o semplici rivali in un torneo come i tre re demoni della saga del torneo del mondo dei demoni, quattro sono i veri e propri villain.

Se Suzaku, leader delle quattro venerabili bestie, e Rando sono personaggi con un indole puramente malvagia, tanto che il primo vuole conquistare il mondo degli umani ed il secondo impossessarsi della tecnica di Genkai e diventare un guerriero invincibile, discorso a parte va fatto per Toguro minore e Sensui.

Toguro e Sensui sono nobili e formidabili guerrieri che hanno smarrito la via

 

recensione di Yu Yu Hakusho

 

Entrambi i personaggi non solo sono formidabili guerrieri, ma sono anche convinti di essere nel giusto. Per quanto abbiano obbiettivi completamente diversi – la ricerca di un degno avversario per Toguro, l’annientamento dell’umanità per Sensui – entrambi sono personaggi molto fragili ed incapaci di affrontare la realtà che hanno di fronte. L’ex compagno di Genkai è incapace di accettare lo scorrere del tempo e si ritroverà poi a vivere una vita sostanzialmente vuota perché priva di avversari capaci di farlo divertire, il predecessore di Yusuke invece non riesce a capacitarsi della crudeltà dell’uomo.

Usano il mezzo sbagliato per raggiungere uno scopo che può essere condivisibile

Due nobili e valorosi combattenti che hanno smarrito la via e che messi davanti alla cruda realtà hanno scelto la via più facile. Personaggi difficili da biasimare per le loro scelte, con cui si può anche essere d’accordo. Sono i classici personaggi che usano il mezzo sbagliato per raggiungere uno scopo che può essere condivisibile. Anime di cristallo in mondo troppo crudele per loro, non è un caso che Sensui a seguito del suo trauma darà vita a sette personalità diverse.

 

 

Un finale inaspettato

Una vicenda quella raccontata che si evolve lentamente ma ineluttabilmente, in cui se inizialmente abbiano distinzioni nette e ben marcate tra il bene e il male, con il passare del tempo diventano sempre più labili, fino a scomparire. Anzi, nella seconda parte del manga si ha un vero e proprio ribaltamento della situazione.

Il bene e il male diventano concetti sempre più indefiniti

Il bene e il male diventano quindi concetti sempre più indefiniti. Se inizialmente i demoni sono visti come il male assoluto, con il proseguire della storia di Yusuke scopriamo che la cosa non è propriamente vera. Non a caso lo stesso protagonista diventerà uno di loro, risvegliando la sua parte demoniaca. Un capovolgimento che mostra come non solo la verità non è mai assoluta ma che il confine che li separa è molto labile e dipende da molti fattori.

Yu Yu Hakusho ha un finale tutt’altro che scontato e prevedibile

A tutto ciò va aggiunto un finale tutt’altro che scontato o prevedibile. Yusuke non è il classico eroe invincibile che alla fine esce vincitore, al contrario è uno dei tanti sconfitti. Per quanto forte e in un certo senso furbo non è il migliore. Purtroppo il torneo che si svolge nel mondo degli demoni e troncato in fretta – quasi con pigrizia – e nei capitoli finali il mangaka si dilunga in storie secondarie tutt’altro ce indispensabili, ma nonostante ciò Yu Yu Hakusho è un manga avvincente.

 

recensione di Yu Yu Hakusho

 

Una scelta spiazzante ma coerente con l’andamento della storia

Una scelta senza dubbio spiazzante ma che non stona con l’andamento della storia. Sin da subito Yusuke non ci viene presentato con un eroe impavido ed altruista, ma al contrario come un ragazzo pieno di vizi e difetti e per quanto si renda conto dei suoi errori e provi a migliorarsi, resta sino alla fine un arrogante attaccabrighe e quindi sempre fedele a sé stesso. Farlo divenire un paladino della giustizia senza macchia e senza paura avrebbe stonato, e non poco.

La conclusione risulta mozzata

Una conclusione che sicuramente risulta mozzata, in cui si intuisce che c’è ancora molto da dire, ma come lo stesso disegnatore ha dichiarato è stata una scelta dettata in parte dallo stress e dai problemi alla schiena, finendo spesso per consegnare le tavole mezza giornata prima della scadenza. L’autore non ha mai nascosto che alcuni capitoli del manga sono pessimi.

 

 

Un redditizio media franchise

Visto il successo del manga, nel 1992 arrivò l’anime Yu Yu Hakusho. 112 puntate trasmesse su Fuji TV che ripercorrono la storia di Yusuke che si divide in quattro archi narrativi:

  • Arco del detective del mondo degli spiriti (ep. 1-25)
  • Arco del torneo delle arti marziali nere (ep. 26-66)
  • Arco del capitolo nero e di Sensui (ep. 67-94)
  • Arco dei tre re (ep. 95-112)

Visto il successo del manga nel 1992 arriva l’anime

In Italia l’anime noto con il titolo Yu Yu Hakusho – Ghost Files, viene trasmesso prima su La7, che ha trasmesso solo la prima stagione, e successivamente su MTV. L’anime è al momento disponibile su Netflix.

La trasposizione animata diverge per molti aspetti dal manga

La trasposizione animata diverge per molti aspetti dal manga, la principale riguarda il fumo, l’alcol e il gioco d’azzardo. Mentre nel manga Yusuke è dedito a tutte questa attività, nell’anime non ne troviamo la minima traccia visto che in Giappone fumo e alcol sono severamente vietati ai minori di 21 anni. Inoltre nell’anime non sono presenti i molti capitoli in cui Yusuke è uno spettro, la madre è meno presente rispetto al manga e il torneo per l’unificazione del Mondo dei Demoni nella versione animata è stato allungato fornendo una versione leggermente diversa.

 

recensione di Yu Yu Hakusho

 

Esistono anche due lungometraggi: Yu Yu Hakusho – Il sigillo d’oro (Yu Yu Hakusho – The Movie) del 1992 e Yu Yu Hakusho – I guerrieri dell’inferno del 1994. Nel primo Yusuke, Kuwabara, Hiei e Kurama dovranno salvare il piccolo Enma, mentre nel secondo se la vedranno con il temibile re del Mondo degli Inferi Yakumo. Non mancano OAV che oltre a contenere montaggi con spezzoni della serie presentano interviste ai doppiatori e brevi video satirici con protagonisti i quattro personaggi principali.

Un media franchise di cui sono stati prodotti videogiochi, cd, art book, enciclopedie e uno spettacolo teatrale

Un media franchise di cui sono stati prodotti videogiochi (principalmente picchiaduro) e CD musicali. I primi sono stati prodotti per Game Boy, Game Gear, Super Nintendo e Mega Drive. Inoltre Yusuke, Hiei e Toguro minore sono presenti come personaggi giocabili in J-Stars Victory Vs e in Jump Force. Per quanto riguarda i CD invece si tratta delle raccolte delle canzoni e dei brani strumentali presenti nell’anime e nei film. Non mancano art book ed enciclopedie contenenti descrizioni dei personaggi, riassunti degli archi narrativi e l’immancabile intervista all’autore Yoshihiro Togashi. Esiste anche una versione live action teatrale del manga che ha debuttato nel 2019 e vede il copione opera di Chūji Mikasano, sceneggiatore della serie animata di Tokyo Ghoul.

Un manga da (ri)scoprire

In conclusione dell’approfondimento di Yu Yu Hakusho, un media franchise che si compone di 19 tankōbon (per un totale di 175 capitoli), 112 episodi, 2 film e molto altro, che per quanto abbia un grande debito nei confronti di Dragon Ball ed Akira Toriyama – come già detto non poche le ispirazioni – è riuscito a trovare la sua strada, nonostante qualche passo falso. Un manga dove nulla è bianco o nero e in cui i villain meritano quel rispetto che spetta ai grandi guerrieri, per quanto spietati siano. Da (ri)scoprire.

 

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