Abbiamo visto in anteprima la chiusura della seconda stagione della serie Amazon Prime Video, qui la nostra recensione del finale di The Boys 2.

Questa recensione del finale di The Boys 2 parte dal presupposto che questa in conclusione sia stata a tutti gli effetti una stagione di alti e bassi, a caldo direi sensibilmente inferiore all’apripista, complice per molti forse anche la minore “freschezza” nel panorama televisivo.

La chiusura diciamo che riassume in nocciolo quello che è stato l’itinerario dei precedenti sette episodi, pur ovviamente premendo sul ritmo, buttando qualche pesante colpo di scena, risolvendo qualche mistero e azzardando un minimo anche sull’azione: come ci si aspetta insomma di solito da un finale.

Prima di continuare però, vi anticipo che andrò full spoiler su quanto accaduto finora nella serie, escludendo ovviamente la puntata odierna al centro di questa recensione. Se per caso foste rimasti indietro, questo non è l’articolo per voi, ma avete certamente l’imbarazzo della scelta, visto che abbiamo coperto The Boys 2 di settimana in settimana; sotto trovate tutti i link.

 

 

Al solito, come ogni puntata, e oggi per l’ultima volta fino ad almeno la prossima stagione, dove eravamo rimasti?

Nell’episodio precedente, un super cliffhanger coronava un episodio di transizione –  ma non per questo meno denso – per avviare gli eventi del finale, con un terrificante attacco al Congresso, prevedibile quanto improvviso, che ha fatto esplodere teste a go go, ricollegandosi alla morte di Susan Reyner all’inizio della stagione, avvenuta nelle stesse modalità. Chi sarà mai la presenza nascosta dietro tutto questo? Chissà…

Poco prima, Lamplighter si dà fuoco disperato a causa di inettitudine e sensi di colpa, mentre Starlight si libera dalla cella nella Vought Tower, affronta Black Noir, e grazie a Maeve riesce a neutralizzarlo (attraverso la sua allergia alle arachidi, sì). Nel mentre, Stormfront, al solito insidiosa, convince Homelander a sterzare completamente l’equilibrio tra Becca e Ryan, con la scelta di aprire gli occhi del ragazzino al mondo esterno, così da convincerlo ad allontanarsi dalla madre. Il risultato di tutto questo è che ora il piccolo Super si trova nelle mani di quella coppia mefistofelica, e Becca Butcher ovviamente è disperata.

 

Hughie Lamplighter The Boys 2

 

Arrivati a questa resa dei conti, ci sono insomma tutte le carte per un massacro in piena regola, forzando il piede sull’acceleratore del ritmo, puntando su azione e violenza per concludere il climax netto di quest’ultimo trittico di episodi col botto. Purtroppo, nonostante dessi per assodato la scorsa settimana che sarebbe accaduto esattamente questo, sono stato in parte disatteso.

La serie sembra avere sempre troppa paura di andare all in con le potenzialità nette del proprio immaginario e dei propri personaggi

Per spiegarmi meglio in questa recensione del finale di The Boys 2, la serie sembra avere sempre troppa paura di andare all in con le potenzialità nette del proprio immaginario e dei propri personaggi, a tratti pare tirare il freno ed evitare la giusta implosione della catena di eventi, riducendo momenti di scontri virtualmente più elaborati e con violenza più spinta a mere parentesi, per quanto comunque talvolta d’impatto, sia chiaro.

Questo ovviamente ha un risultato sul ritmo, e ammetto che sono rimasto sempre piuttosto freddo lungo tutta la durata dell’episodio: non è stato il crescere implacabile che mi aspettavo, quasi catartico dopo la parte intermedia della stagione a singhiozzo, ma una semplice visione – piacevole, quello sì – intervallata da frazioni più concitate e meglio ritmate, con un singolo momento davvero esaltante che riprende il girls get it done nel modo migliore immaginabile.

 

The Boys 2 Scontro Finale

 

Non nego di essere rimasto davvero di stucco a fronte di determinati twist, uno nello specifico è piuttosto inaspettato, ma rimane il fatto che l’episodio non è brillante nel modo in cui è scandito (dopotutto per partire definitivamente impiega più di mezz’ora), e quando decolla non è mai disposto ad esplodere rispettando le proprie ambizioni.

In più, prima, in questa recensione del finale di The Boys 2, dicevo che queste battute conclusive sono un po’ la summa di tutte le scelte che hanno portato al saliscendi di questa stagione, e questo lo vediamo sia con la linea melodrammatica, ovvero la tendenza al patetico di molti archi narrativi di questa stagione, con relativi personaggi, sia con i tempi.

Dopotutto in questo ottavo episodio troviamo forzature molto simili a quanto già visto, con personaggi che tornano in situazioni poco plausibili o che rimbalzano da una parte all’altra, trovando oggetti che fanno da deus ex machina oppure fuggendo da strutture di massima sicurezza con nonchalance , vedasi Becca, e prima ancora nel quarto episodio Butcher.

Per quanto riguarda la linea melodrammatica, come l’ho battezzata ironicamente nella recensione della scorsa settimana, ovviamente stavolta ruota tutta attorno alla situazione Ryan, e stranamente è relativamente molto più organica al resto di tante altre parentesi simili disseminate nei sette episodi, anche solo per il fatto di essere il chiaro pretesto per avviare gli eventi e lo scontro.

Lo scontro conclusivo non avviene nella magnitudine sperata

Se non altro, ora è chiaro che, oltre a dare sostanza in maniera maldestra al personaggio di Butcher (che ne esce un po’ massacrato a livello di mordente), tutti gli snodi narrativi relativi a Becca, a mani basse tra le sezioni più deboli della stagione, servivano a giustificare lo scontro conclusivo. Scontro conclusivo che però non avviene nella magnitudine sperata e che soprattutto non aveva particolare necessità di un pretesto così evidente per mettersi in moto.

 

The Boys 2 Recensione Butcher Finale

 

Oltre questo, rimane interessante come sempre il modo in cui si sceglie di approfondire indirettamente la psiche di Homelander, nella sua necessità di vedersi padre e genitore, in qualche modo deviato e a contrasto con una infanzia terribile, come nel bisogno di essere venerato da una massa adorante per compensare l’assenza di qualsiasi tipo di affetto reale. Questa coppia di elementi addirittura arriva a contrasto diretto, a sottolineare la cosa.

A proposito invece di Stormfront, è invece francamente triste il decorso del Super di Aya Cash, in una progressiva trasformazione in macchietta che svilisce incredibilmente la costruzione allegorica semplicemente perfetta della prima metà della stagione. L'”eroina” nazi diventa un semplice cattivone, con l’unica aggiunta interessante che sta nel parallelismo con Homelander nel ruolo come genitore (ha avuto una figlia da Frederick Vought, a cui è sopravvissuta essendo immune all’invecchiamento). Se venite dal fumetto, apprezzerete poi un certo specifico riferimento.

In chiusura di questa recensione del finale di The Boys 2

In chiusura di questa recensione del finale di The Boys 2, è scontato sottolineare come l’epilogo della stagione punti in partenza al futuro della serie, sfruttando nello specifico un cliffhanger devastante per mescolare improvvisamente le carte, sia negli equilibri dell’intreccio generale, ridefinendo la fazione nemica, sia nello specifico nel ruolo di un determinato personaggio protagonista.

Arrivati al termine, è inevitabile essere curiosi per la terza stagione, con la speranza che riesca a staccare pesantemente rispetto alle incertezze e ai molti inciampi di questa seconda stagione, ritrovatasi purtroppo a buttare molto del suo potenziale, persino all’apice del suo climax. Vedremo.