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Venezia 77, recap live dal Day 7

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9 Settembre

Venezia 77 recap live day 7

Ci avviciniamo verso la fine di questa edizione 2020 del Festival di Venezia, ma le sorprese continuano a non mancare. Prime fra tutti lo straordinario esordio alla regia di Regina King. Vediamo cosa è successo nel settimo giorno.

Il Festival di Venezia continua a riservare sorpresa, pur ormai dirigendosi sempre di più verso la dirittura d’arrivo. Sabato 12 Settembre scopriremo, infatti, i vincitori di questa edizione 2020 della Mostra d’Arte Internazionale Cinematografica.

Intanto, andiamo avanti con i nostri recap live, raccontandovi la giornata direttamente dal Lido di Venezia. Giornata che si apre con una grande sorpresa, ovvero il One Night in Miami di Regina King, esordio alla regia per l’attrice e regista statunitense, candidata quest’anno all’Emmy Awards per la serie TV Watchmen.

La pellicola è letteralmente una lettera d’amore aperta nei confronti della storia degli afroamericani e dei diritti civili. Caduta a fagiolo visti i recenti avvenimenti scatenati dalla polizia statunitense e la nascita del movimento Black Lives Matter.

Il film della King, che come narra il titolo è ambientato per lo più in una notte e in un solo ambiente, ha come protagonista un giovanissimo Cassius X all’alba del suo grande trionfo contro Sonny Liston. La notte dei festeggiamenti, Cassius decide di incontrare gli amici di una vita; Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown. I quattro, parlando del proprio futuro e scelte, porteranno avanti una lunga ed intensa discussione sulla lotta dei diritti civili della comunità afroamericana dell’epoca e che si rispecchieranno nella storia di adesso.

Un film straordinario, meritevole del concorso ma che a causa delle tempistiche non è potuto rientrare in gara.

Invece, nel Concorso di Venezia arriva un film complesso, stratificato e che lascia perplessi: Non ci sarà più la neve di Małgorzata Szumowska e Michał Englert. Il film è una critica aperta ad un mondo occidentale che calpesta la terra su cui cammina privo di rispetto. La tortura, l’umilia, la distrugge senza rendersi conto di aver cominciato a scomporre, pezzo dopo pezzo, la propria casa.

Zhenia è un massaggiatore dell’EST, figlio del disastro nuclerare di Chernobyl, che nella vita fa il massaggiatore in un piccolo e borghese quartiere. Le sue capacità sono tali da curare lo spirito e il corpo di chi tocca, eppure dietro ai massaggi di Zhenia c’è molto di più. Alle loro orecchie, il suo accento russo suona come una melodia del passato, un ricordo di un’infanzia più sicura e protetta. Le loro vite vuote e superficiale vengono improvvisamente riempite da una musica differente, eppure quando una valanga è ormai cominciata, fermarla è pressoché impossibile.

Si prosegue parlando di Mainstream, secondo lungometraggio di Gia Coppola, ovviamente nipote del regista Francis Ford Coppola. Il film analizza il fenomeno degli influencer, streamer e creator e il loro impatto sulla vita dei follower; ma anche come l’abuso di potere e di uso dei social media possa essere, a lungo andare, deleterio e devastante sulle vite degli altri.

Se vi foste persi la nostra live sulla settima giornata da Venezia, potete recuperarlo qui:

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mercoledì 9 settembre 2020 - 9:07
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