ISS: la stazione spaziale sta perdendo aria, di nuovo

2 anni fa

ISS

La missione di controllo della ISS ha registrato un aumento del tasso di perdita d’aria della cabina della Stazione Spaziale Internazionale, ma la NASA rassicura che tutto è sotto controllo.

La cabina della Stazione Spaziale Internazionale ogni giorno, perde una piccola quantità di aria. Questa anomalia rilevata sulla ISS è sempre sotto osservazione e richiede una pressurizzazione cadenzata dei serbatoi di azoto che vengono consegnati durante le missioni di rifornimento. La NASA rassicura che seppur si registra un aumento delle perdite si è ancora sotto i limiti di emergenza.

L’ultima volta era successo solo due anni fa e ora il tasso di perdita di aria è salito ma la NASA rassicura che rientra ancora nei limiti tollerabili e dipende dalle normali attività che vengono eseguite sulla ISS:

Ogni giorno, la cabina perde una piccola quantità di aria, monitorata attentamente per mantenere una pressione atmosferica vivibile e per identificare le perdite

Nel 2019 infatti il controllo della missione aveva notato per la prima volta delle perdite  ma l’aumento era tale da non destare preoccupazione.

 

Adesso la velocità del tasso di perdita è aumentata e si cerca di capire da dove fuoriesce.

 

L’attuale equipaggio della ISS non è in pericolo ma il comandante dell’astronauta della NASA Chris Cassidy e i cosmonauti Roscosmos Ivan Vagner e Anatoly Ivanishin dovranno rigugiarsi nel modulo di servizio Zvezda per il fine settimana mentre il controllo della missione cerca la fonte della perdita.

Rintracciare il luogo e la vera causa di queste perdite può essere difficile a causa delle normali fluttuazioni della pressione dell’aria che varia a causa delle fluttuazioni di temperatura e delle operazioni di routine della stazione, come le passeggiate spaziali e l’arrivo e la partenza di veicoli spaziali di rifornimento.

Una volta rintracciata la perdita l’equipaggio potrà effettuare una ricerca più granulare per trovare la fonte precisa:

Gli specialisti statunitensi e russi prevedono che i risultati preliminari dovrebbero essere disponibili per la revisione entro la fine della prossima settimana.

La notizia è stata riportata dal blog della NASA.

 

 

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