Canada, l’ultima piattaforma di ghiaccio è andata in frantumi

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8 Agosto

 

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L’ultima piattaforma di ghiaccio del Canada ha ceduto al caldo e al cambiamento climatico, spezzandosi in giganteschi iceberg.

Il 43 per cento della Milne Ice Shelf, un’immensa piattaforma di ghiaccio galleggiante ancorata alla costa nord-ovest dell’isola Ellesmere, si è frantumata a causa delle alte temperature. A rivelarlo sono le immagini satellitari, le quali suggeriscono anche che il processo di rottura si sia verificato a fine luglio.

Il blocco vantava più di 4000 anni e, fino a una settimana fa, costituiva la piattaforma di ghiaccio più grande al mondo, raggiungendo la dimensione record di 187 chilometri quadrati. Ora la sua superficie si è ridotta improvvisamente di 81 chilometri quadrati, di cui buona parte sono addensati in un neonato iceberg grande quanto la città di Manhattan.

 

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Negli ultimi 30 anni, le temperature artiche si sono innalzate più del doppio, se comparate alla media globale, ma nel corrente decennio questa differenza si è ulteriormente acuita, arrivando a generare una differenza termica di 5 gradi celsius.

Non ci sono più molte piattaforme di ghiaccio, nell’Artico. Pare che le abbiamo perse quasi tutte, sia nella parte settentrionale della Groenlandia che nell’Artico russo. Forse ne sono rimaste alcune sparse tra i fiordi,

ha lamentato il professor Luke Copland, glaciologo dell’Università di Ottawa.

Oltre a essere l’ennesima prova tangibile di come il mondo globalizzato sia ancora incapace di attenuare l’evolversi del cambiamento climatico, la frattura della Milne Ice Shelf rischia anche di trasformarsi in un problema immediato e pragmatico.

Sin dagli anni Settanta, quella zona del Canada è ricca di impianti di trivellazione e le gigantesche montagne di ghiaccio che ora fluttuano liberamente nell’oceano potrebbero finire con il galleggiare in direzione delle piattaforme petrolifere.

Muovendosi lentamente, è improbabile che questi iceberg si scontrino violentemente con le strutture, ma le compagnie potrebbero trovarsi nondimeno a dover smantellare i propri insediamenti, causando un contraccolpo non indifferente all’economia locale.

 

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sabato 8 agosto 2020 - 12:24
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