Dagli anelli degli alberi si legge la triste anomalia iniziata nel XX secolo

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9 Luglio

Anche gli alberi registrano, nei loro anelli, i cambiamenti climatici: ecco quale anomalia meteorologica si legge a partire dalla metà del XX secolo.

Abbiamo sulla Terra delle incredibili stazioni meteorologiche naturali che registrano i cambiamenti di umidità del suolo: gli alberi.

Grazie allo studio dei loro anelli gli scienziati hanno raccolto 600 anni di dati per comprendere meglio i recenti cambiamenti climatici, inclusa un’anomalia meteorologica che è stata evidente per la prima volta a metà del XX secolo.

Nell’ultima edizione dell’Atlante di siccità sudamericano (SADA) sono raccolti questi dati e si possono osservare le variabilità dell’umidità negli ultimi sei secoli supportata anche da altri documenti storici.

Si evidenzia che i periodi tra intensi picchi di siccità sono in aumento dagli anni ’30 dello scorso secolo e dagli anni ’60 si misura una intensa siccità ogni dieci anni circa.

Gli anelli ovviamente non possono spiegarci il perché di questi eventi, ma che tutto sia generato dall’uomo non è più un mistero da svelare.

Eventi idroclimatici sempre più estremi sono coerenti con gli effetti delle attività umane, ma l’Atlante da solo non fornisce prove di quanti cambiamenti osservati siano dovuti alla variabilità del clima naturale rispetto al riscaldamento indotto dall’uomo.

afferma il paleoclimatologo Mariano Morales della Consiglio nazionale delle ricerche per la scienza e la tecnologia in Argentina.

Questa nuova edizione di SADA evidenzia i cambiamenti in Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, la maggior parte della Bolivia, del Brasile meridionale e del Perù, utilizzando i dati raccolti sul campo da un totale di 286 alberi.

Il Sud America ha una “acuta vulnerabilità” agli eventi climatici estremi, secondo Morales, e in effetti recenti siccità hanno portato a una situazione terribile per l’agricoltura in vaste aree del continente.

Questo impatta ovviamente sui sistemi alimentari che in alcuni casi sono portati al collasso proprio in paesi già deboli.

Il quadro attuale è però vario: mentre alcune parti dell’Argentina e del Cile stanno soffrendo una delle peggiori siccità mai registrate, le regioni nella parte sud-orientale del continente stanno vivendo condizioni stranamente umide.

Anche se le cause sottostanti non fossero i cambiamenti climatici, certamente gli assomigliano molto, i ricercatori non vogliono banalizzare il messaggio e hanno identificato tre fattori chiave in gioco nelle oscillazioni degli ultimi sessanta anni circa:

  • i cambiamenti ciclici della superficie del mare nel Pacifico e nell’Atlantico;
  • una fascia di venti occidentali intorno all’Antartide chiamata Southern Annular Mode;
  • il fenomeno delle cellule Hadley che distribuisce aria calda e umida dall’equatore.

I cambiamenti che possono essere attribuiti ai gas serra e l’eredità in corso di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono stanno interferendo con questi fattori chiave, dicono i ricercatori, e potenzialmente alimentano le oscillazioni che ora si vedono in Sud America.

Il team SADA spera che le storie raccontate dagli anelli degli alberi possano darci una migliore comprensione dei cambiamenti climatici a lungo termine, delle condizioni contemporanee e di come pianificare il futuro. Il modo in cui stiamo attualmente trattando il pianeta suggerisce che i nostri estremi meteorologici non si fermeranno presto.

Tutto è coerente con l’idea che con il riscaldamento globale si intensificheranno gli eventi estremi.

conclude lo scienziato del clima Jason Smerdon, della Columbia University.

 

 

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giovedì 9 Luglio 2020 - 11:16
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