Insetti fossili del Cretaceo: i loro colori preservati dall’ambra

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1 Luglio 2020

Insetti fossili sono stati preservati dall’ambra: un Istituto di Paleontologia e Geologia cinese ha così scoperto il vero colore di molti insetti dell’era del Cretaceo.

Quando si associa l’ambra al mondo fossile c’è sempre emozione dato il grande successo di Jurassic Park e la storia della zanzara. In Cina, un Istituto di Paleontologia e Geologia, grazie all’ambra ha scoperto il vero colore di molti insetti dell’era del Cretaceo.

La natura è piena di colori, dalla lucentezza radiosa delle piume di un pavone o dalla colorazione luminosa, e d’avvertimento per i nemici, delle rane tossiche fino al camuffamento bianco perla degli orsi polari. Gli animali più disparati sono contraddistinti dai loro manti e colori, ma si è sempre saputo poco dei colori dei fossili e degli animali estinti.

Di solito, i dettagli strutturali necessari per la conservazione del colore sono raramente conservati nella documentazione fossile, rendendo la maggior parte delle ricostruzioni del fossile dipendenti dall’immaginazione di un artista o da possibili ricostruzioni al computer.

Finalmente dopo numerosi studi un gruppo di ricerca dell’Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino dell’Accademia cinese delle scienze (NIGPAS) ha svelato i segreti della vera colorazione negli insetti di novantanove milioni di anni fa. Tutto ciò grazie all’ambra.

I colori offrono molti indizi sul comportamento e sull’ecologia degli animali.

I colori funzionano per mantenere gli organismi al sicuro dai predatori e comprendere la colorazione degli animali estinti sicuramente può aiutare a far luce sugli ecosistemi del profondo passato geologico.

 

 

Confronti tra colori metallici originali e alterati nelle vespe cleptine. Credits: NIGPAS

 

 

Lo studio, pubblicato oggi in Proceedings of the Royal Society B , offre una nuova prospettiva sulle vite spesso trascurate, ma per nulla noiose, degli insetti che coesistevano accanto ai dinosauri nelle foreste pluviali del Cretaceo. I ricercatori hanno raccolto un vero e proprio tesoro di trentacinque pezzi d’ambra con insetti fossili perfettamente conservati da una miniera d’ambra nel nord del Myanmar.

L’ambra risale a metà Cretaceo, circa novantanove milioni di anni fa, all’età d’oro dei dinosauri. È essenzialmente una resina prodotta da antiche conifere che crescevano in un ambiente tropicale della foresta pluviale. Animali e piante intrappolati nella densa resina sono stati conservati con una fedeltà realistica totale.

Ha affermato il dott. Cai Chenyang, professore associato del NIGPAS che ha condotto lo studio.

La rara serie di fossili, studiati e prelevati dall’Istituto, comprende vespe a cucù con colori bluastro-verdi, verde-giallastro, blu-violacei o verdi sulla testa, sul torace, sull’addome e sulle gambe. In termini di colore, sono quasi gli stessi delle vespe del cuculo che vivono oggi, ha affermato il dott. Cai.

I ricercatori inoltre hanno anche scoperto esemplari di coleottero blu e viola e una mosca metallica verde scuro metallizzata.

Abbiamo visto migliaia di fossili di ambra ma la conservazione del colore in questi esemplari è straordinaria.Il tipo di colore conservato nei fossili di ambra è chiamato colore strutturale. È causato dalla struttura microscopica della superficie dell’animale. La nanostruttura superficiale disperde la luce di lunghezze d’onda specifiche e produce colori molto intensi.

ha affermato il prof. Huang Diying del NIGPAS, coautore dello studio.

Inoltre, come spiega prof. Pan Yanhong del NIGPAS, il meccanismo è responsabile di molti dei colori che conosciamo nella nostra vita di tutti i giorni.

 

 

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Per capire come e perché il colore è conservato in alcuni fossili di ambra ma non in altri, i ricercatori hanno usato una lama di diamante per tagliare l’esoscheletro di due vespe cuculo colorate in ambra e un campione di normale cuticola opaca.

Usando il microscopio elettronico, sono stati in grado di dimostrare che fossili di ambra colorati hanno una nanostruttura esoscheletrica ben conservata che disperde la luce.

La nanostruttura inalterata di insetti colorati ha suggerito che i colori conservati nell’ambra potrebbero essere gli stessi di quelli mostrati nel Cretaceo

Ma nei fossili che non conservano il colore, le strutture cuticolari sono gravemente danneggiate e questo spiega il loro aspetto marrone-nero.

 

 

Che tipo di informazioni possiamo imparare sulla vita degli insetti antichi dal loro colore?

La colorazione strutturale ha dimostrato di fungere da mimetismo negli insetti, quindi è probabile che il colore delle vespe cuculo del cretaceo rappresentasse un adattamento per evitare il rilevamento.

Anche se, come conclude il dott. Cai

al momento non possiamo nemmeno escludere la possibilità che i colori abbiano altri ruoli, come per esempio la termoregolazione, oltre al camuffamento.

 

 

 

 

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mercoledì 1 Luglio 2020 - 18:46
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