Esperienze psichedeliche tra neuroscienza e parapsicologia

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5 Giugno 2020

Dall’Università di Greenwich arriva uno studio che indaga la natura delle esperienze psichedeliche indotte da sostanze dal punto di vista umanistico, neuroscientifico e parapsicologico.

Gli psichedelici sono tra le sostanze psicoattive più intriganti e misteriose, poiché possono alterare radicalmente le percezioni, i processi cognitivi e le emozioni delle persone. Le loro qualità uniche e i loro effetti sul cervello umano hanno reso queste sostanze un interessante argomento di studio per numerosi ricercatori in tutto il mondo.

Molti governi hanno vietato lo studio di queste sostanze che inducono esperienze psichedeliche. Mentre gli psichedelici sono stati ampiamente studiati nel corso della storia, molti governi hanno effettivamente vietato la ricerca che prevedeva l’uso di queste sostanze sia all’esterno sia all’interno degli ambienti di laboratorio, il che ha impedito approfondite indagini sui loro effetti sul cervello e sul comportamento umano.

Negli ultimi anni, tuttavia, c’è stato un rinnovato interesse accademico per queste sostanze e le loro singolari proprietà.

David Luke, un ricercatore dell’Università di Greenwich, ha recentemente condotto uno studio che indaga la natura delle esperienze anomale indotte da sostanze psichedeliche dal punto di vista umanistico, neuroscientifico e parapsicologico.

L’obiettivo principale dello studio di Luke è stato di esaminare attentamente le esperienze anomale spesso riportate da persone sotto l’influenza di psichedelici o dopo un viaggio psichedelico. Il ricercatore desiderava offrire una panoramica della prevalenza e degli effetti di queste sostanze, riassumendo i risultati della ricerca passata e introducendo anche approfondimenti sulla neurobiologia di esperienze simili che possono verificarsi spontaneamente (cioè senza psichedelici), come le esperienze di pre-morte.

Sono sempre stato incuriosito dalle straordinarie esperienze che le persone raccontano durante i loro viaggi psichedelici, presenti nella letteratura sin dalle prime scoperte di queste sostanze.

ha detto Luke a Medical Xpress.

Tra queste esperienze il ricercatore in particolare ricorda quelle indotte dal decotto sacramentale amazzonico, ayahuasca, contenente una sostanza chimica chiamata armina, o gli effetti della psilocibina, una triptammina psichedelica presente in alcuni funghi allucinogeni del genere Psilocybe e Stropharia. La psilocibina, in particolare, divenuta nota al grande pubblico solo negli anni sessanta del XX secolo, acquisì notevole popolarità come stupefacente e ciò fece si che venisse messa al bando in quasi tutti gli stati del mondo. Ben prima della sua scoperta però nel “mondo occidentale” veniva utilizzata dalle civiltà dell’America latina nei riti sciamani ritrovandosi infatti nella formulazione delle bevande rituali in quanto si pensava desse delle doti chiaroveggenti. Infine come non ricordare le esperienze e gli studi di Albert Hofmann sull’LSD, sostanza da lui stesso sintetizzata nel 1938 e che il chimico volle provare su sé stesso 5 anni dopo per sperimentarne gli effetti: il primo “viaggio” di Hofmann avvenne in sella alla sua bicicletta per le strade di Basilea e nella splendida animazione sottostante, realizzata nel 2008 dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, viene data un’idea dell’esperienza provata da Hofmann:

 

 

Ma tornando a Luke e al suo studio, il ricercatore dichiara:

Queste esperienze anomale sono ancora comunemente riportate da persone sotto l’influenza di psichedelici, ma sono state tristemente trascurate accademicamente negli ultimi 100 anni.

Luke conduce ricerche su esperienze psichedeliche anomale da oltre 20 anni, affrontando il tema da una prospettiva antropologica, psicologica e neuroscientifica.

Nel suo lavoro, adotta spesso un approccio interdisciplinare, fondendo idee della psicologia cognitiva e comportamentale con metodi sperimentali di laboratorio, conducendo anche sondaggi, interviste, recensioni di libri e studi etnografici con tribù indigene note per usare queste sostanze.

Gran parte della ricerca disponibile in questo settore è estremamente nascente, nonostante queste sostanze siano state studiate per oltre 100 anni in alcuni casi

ha detto Luke.

Il proibizionismo ha bloccato quasi tutta la ricerca psichedelica umana per circa 50 anni, il che ha inevitabilmente rallentato le cose.

Le interviste con persone che assumevano sostanze psichedeliche hanno rivelato modelli di esperienze anomale che sono molto più comuni nelle persone sotto l’influenza di queste sostanze rispetto a quelle di altre droghe psicoattive.

Alcuni intervistati affermano che le sostanze psichedeliche hanno avuto effetti positivi, duraturi e profondi sulla loro vita.

È interessante notare che alcuni intervistati hanno anche affermato che le sostanze psichedeliche hanno avuto effetti positivi profondi e duraturi sulla loro vita e sulle percezioni generali del mondo.

Un recente sondaggio, ad esempio, ha scoperto che più della metà delle persone che erano atee prima di assumere queste sostanze hanno riferito di non esserlo più dopo aver sperimentato “un’entità” indotta dall’assunzione della sostanza chimica endogena DMT, una triptammina psichedelica endogena, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.

Il DMT può produrre allucinazioni visive e uditive, come pure euforia, pupille dilatate, aumento del battito cardiaco e della pressione del sangue, vertigini, problemi di coordinazione, nausea, ansia e paranoia. Alte dosi possono portare al coma e sindrome da serotonina che ha come sintomi agitazione, rigidità muscolare, emicrania, brividi, diarrea e febbre. Questo può anche portare ad attacchi epilettici, battito cardiaco irregolare, stato di incoscienza e morte.

Alcuni consumatori di lunga data sperimentano dei flashback mesi o anni dopo l’uso e potrebbero sperimentare una psicosi indotta da psicofarmaci che include disordini dell’umore, pensieri disorganizzati e paranoia.

Il DMT è in circolazione da centinaia di anni, ma è stato diffuso negli anni Ottanta e Novanta da Terence McKenna e Rick Strassman, che hanno scritto “DMT: La molecola dello spirito”. McKenna morì di cancro al cervello, che, sebbene smentito dai suoi medici, lui temeva fosse stato causato dal suo prolungato uso di psichedelici e marijuana.

Luke afferma che gli intervistati, rispondendo a come classificano le loro esperienze nell’uso di psichedelici sostengono che siano “tra le esperienze di vita più significative, spirituali e psicologicamente perspicaci, con continui cambiamenti positivi nella soddisfazione, nello scopo e nel significato della vita loro attribuiti.”

Nel suo articolo, Luke recensisce ed esamina 10 esperienze anomale riportate da molte persone che hanno usato sostanze psichedeliche. Questi includono la sinestesia (ad esempio, vedere i suoni come modelli colorati), percezioni extradimensionali, esperienze extracorporee, esperienze pre-morte, incontri con entità apparentemente senzienti, esperienze di rapimento alieno, paralisi del sonno, comunicazione interspecie, possesso ed esperienze psichiche (come telepatia, precognizione, chiaroveggenza o psicocinesi).

Luke ha studiato queste esperienze in relazione ai risultati raccolti in precedenti studi neuroscientifici e neurobiologici condotti su persone che avevano avuto viaggi psichedelici e in stati di coscienza naturali.

Nel suo articolo, conclude che esperienze anomale, come quelle riportate da persone che fanno uso di psichedelici, sembrano essere indotte da stati di coscienza alterati piuttosto che da sostanze chimiche psichedeliche in sé, poiché tutte le esperienze esaminate nel suo lavoro sono state riportate anche da alcuni individui che non avevano preso sostanze psichedeliche o altre droghe psicoattive.

Gli effetti degli psichedelici sul cervello assomigliano a stati naturali di coscienza alterati.

Inoltre, è stato scoperto che gli effetti temporanei degli psichedelici sul cervello assomigliano a quelli osservati durante gli stati di coscienza alterati che si verificano in natura, ad esempio mentre si sogna, si suona la batteria o durante una “trance creativa“.

Secondo Luke, nonostante le esperienze anomale indotte da psichedelici potrebbero essere simili a quelle generate naturalmente e produrre schemi analoghi nell’attività cerebrale, ognuno comunque alla fine avrà un’esperienza diversa e personale a seconda di come viene indotta o di come si presenta.

Credo che esperienze anomale con l’uso di psichedelici abbiano implicazioni di vasta portata per lo studio della coscienza e delle sue applicazioni, tra cui neuroscienze, psichiatria, psicologia e persino filosofia, per quanto riguarda la mente e i rami della metafisica che si occupano di ontologia ed epistemologia

Afferma il ricercatore.

Nel complesso, il recente studio di Luke fornisce un riepilogo dettagliato e un’analisi dei risultati della ricerca passata associati a 10 delle più comuni esperienze psichedeliche anomale.

In futuro, il suo lavoro potrebbe ispirare nuove ricerche che esaminano gli effetti e le basi neurobiologiche dell’uso psichedelico o indagano ulteriormente la natura degli stati di coscienza alterati riportati dagli individui sotto l’influenza degli psichedelici.

Ho in corso diversi nuovi progetti, come mappare alcuni dei correlati psicologici di una serie di stati psichedelici non indotti da sostanze, per scoprire elementi comuni ed esplorare la natura di esperienze visionarie precognitive simili a quelle che si possono fare con la DMT in condizioni controllate.

conclude Luke.

 

 

 

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venerdì 5 Giugno 2020 - 10:17
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