Scattata la prima foto della nascita di un pianeta

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12 mesi fa

SPHERE image of the disc around AB Aurigae

In Cile un super-telescopio fotografa per la prima volta la nascita di un pianeta. Lo scatto è stato pubblicato ieri, 20 maggio 2020, ed è frutto della ricerca effettuata presso l’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO) con il Very Large Telescope (VLT).

Incastonato al centro di uno spesso anello di polveri e gas, il l’esopianeta si sta formando nell’orbita della stella AB Aurigae, circondandosi con una spirale di detriti incandescenti.

La peculiare forma geometrica è giustificata dall’orbita del pianeta attorno alla stella centrale della costellazione Auriga: quella che sarebbe un’onda viene infatti deformata dal movimento, divenendo il braccio di una spirale.

«Ci aspettavamo una simile torsione grazie ad alcuni modelli teorici sulla formazione dei pianeti. Corrisponde alla connessione di due spirali — una che collassa all’interno dell’orbita del pianeta, l’altra che si espande verso l’esterno — le quali si congiungono alle coordinate del pianeta. Sono loro a permettere a gas e polvere provenienti dal disco di aggregarsi nel pianeta in via di formazione e a farlo crescere».

ha spiegato Anne Dutrey, co-autrice della ricerca e astrofisica presso il Laboratory of Bordeaux.

 

ESO's Very Large Telescope in action

 

A 520 anni luce da noi, la nascita del pianeta sta offrendo agli scienziati un’occasione unica per studiare direttamente un fenomeno che, a oggi, era stato solamente teorizzato.

Le primissime tracce della formazione planetaria erano state registrate tre anni fa dall’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), partner dell’ESO, da allora gli astronomi di Francia, Taiwan, Stati Uniti e Belgio hanno deciso di puntare il VLT sulla stella, così da monitorare l’evolversi dell’evento.

Per studiare i pianeti extrasolari, ESO sta anche lavorando alla creazione di un nuovo e ancora più potente telescopio, l’Extremely Large Telescope (ELT). Stando alle parole del ricercatore capo Anthony Boccaletti, un simile strumento “ci dovrebbe permettere di vedere direttamente e più precisamente come le dinamiche dei gas contribuiscano alla formazione dei pianeti”.

 

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