Accordi Artemis: NASA pubblica le linee guida da rispettare nello spazio

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18 Maggio

Sono passati quasi 50 anni dall’ultimo viaggio sul nostro satellite e molte cose sono cambiate, ecco le novità nelle linee guida che gli uomini devono rispettare nello spazio contenute negli Accordi Artemis.

Con le compagnie private che stanno diventando una parte importante dei programmi spaziali e l’ascesa di molte agenzie spaziali internazionali, lo spazio sta diventando piuttosto affollato, quindi potrebbero essere necessarie alcune nuove regole per una corretta convivenza.

La NASA ha appena fornito una serie di linee guida, definite Accordi Artemide, che dovranno rispettare le altre agenzie spaziali internazionali e compagnie private.

Con numerosi paesi e attori del settore privato che conducono missioni e operazioni nello spazio attorno alla luna, è fondamentale stabilire un insieme comune di principi per governare l’esplorazione civile e l’uso dello spazio cosmico.

ha spiegato il team in una nota.

Le agenzie spaziali internazionali che aderiranno alla NASA nel programma Artemis lo faranno eseguendo accordi bilaterali, che descriveranno una visione condivisa di principi, fondata nel Trattato sullo spazio cosmico del 1967, per creare un ambiente sicuro e trasparente che faciliti l’esplorazione, la scienza e le attività commerciali di cui tutta l’umanità possa godere.

Questi accordi sono esattamente ciò che ci si può aspettare dalla NASA: includono pace, trasparenza, interoperabilità (ossia la capacità di prodotti o sistemi di lavorare con prodotti o sistemi diversi).

Ma ci sono anche alcuni accordi molto interessanti per noi nerd spaziali.

Ad esempio, la NASA chiede a tutti i partner internazionali di condividere pubblicamente i propri dati scientifici, nonché di registrare tutti gli oggetti spaziali.

Senza un’adeguata registrazione, il coordinamento per evitare interferenze dannose non può aver luogo. Gli accordi Artemis rafforzano la natura critica della registrazione ed esortano tutti i partner che non sono già membri della Convenzione di registrazione ad aderire il prima possibile.

In questo momento, circa l’87 % di tutti i satelliti, sonde, lander e altri oggetti spaziali lanciati sono stati registrati nel registro degli oggetti delle Nazioni Unite.

I dati scientifici “open access” e la registrazione di oggetti spaziali aiutano anche  la comunità spaziale dei “non professionisti” a tenere d’occhio le cose.

Non dimentichiamoci, tra l’altro, che talvolta i dilettanti hanno fatto delle scoperte!

Gli Accordi richiedono inoltre che i partner internazionali proteggano i siti e i manufatti attuali con “valore storico” e aree in cui gli sbarchi sulla Luna sono già avvenuti. Con quasi 190.000 chilogrammi di spazzatura già lasciati sulla Luna, in realtà è più complesso di quello che si possa immaginare.

Esistono già accordi sulle risorse spaziali e informazioni su come andrebbero smaltiti i detriti orbitali e sono contenuti all’interno del Trattato sullo spazio delle Nazioni Unite entrato in vigore nel 1967 e che fornisce anche linee guida dettagliate su ciò che un paese può o non può fare nello spazio.

In effetti, lo storico documento contiene molte lezioni preziose per questa prossima fase di esplorazione dello spazio e in alcune parti come la cooperazione, la pace e il bene del genere umano rimarrà di fatto invariato.

Per concludere quindi i dieci principi degli accordi derivano dai trattati precedenti ma con le seguenti principali novità:

  1. Realizzare zone di sicurezza intorno alle attività effettuate dagli Stati Uniti e dai suoi partner, in modo da evitare interferenze durante le operazioni spaziali, pericolose per loro stessa natura.
  2. Preservare siti di importanza storica anche su altri corpi celesti come i resti delle missioni Apollo sulla superficie lunare, analogamente a quanto viene fatto con i siti archeologici sulla Terra.
  3. Consentire lo sfruttamento delle risorse minerarie su altri corpi celesti.
  4. Divulgare tutti i dati e le scoperte scientifiche, in modo che tutti possano trarne beneficio.
  5. Ridurre il più possibile l’emissione di detriti spaziali, un problema che sta diventando sempre più impellente e che rischia di mettere in pericolo la vita degli astronauti.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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lunedì 18 maggio 2020 - 9:44
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