Monitoraggio della CO2 nel mondo grazie agli aerei

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15 Maggio

Il programma CONTRAIL ha messo a bordo degli aeromobili commerciali di Japan Airlines delle stazioni di monitoraggio della CO2 ad alta precisione e ha raccolto e analizzato dati in tutto il mondo.

Il monitoraggio della CO2 non si fa solo da terra, ma anche dal cielo grazie al programma CONTRAIL (rete di osservazione completa per i gas TRace di AIrLiners): dal 2005, il team CONTRAIL ha realizzato misurazioni della CO2 atmosferica ad alta precisione utilizzando strumenti a bordo degli aerei di linea della compagnia Japan Airlines.

Di recente, il team ha analizzato per la prima volta migliaia di misurazioni effettuate e ha caratterizzato le variazioni di CO2 in 34 principali città del mondo. I dati sono stati pubblicati su Scientific Report.

Hidekazu Matsueda , coautore dello studio e ricercatore presso il Meteorological Research Institute in Giappone ha dichiarato:

partendo delle misurazioni fatte degli aerei tra Tokyo e l’Australia che avevo avviato nel 1993 e che avevo mantenuto durante tutta la mia carriera, il programma CONTRAIL ha costantemente ampliato la sua rete globale e ha fornito numerosi dati per comprendere il bilancio del carbonio di questo pianeta.

Gli aeroporti sono spesso situati in prossimità di grandi città per garantirne un comodo accesso. Bisogna considerare inoltre che gli aerei atterrano e decollano moltissime volte ogni giorno e con tutte queste misure si possono ottenere le “firme chimiche” dell’atmosfera vicino alle grandi città.

Abbiamo analizzato milioni di dati osservativi raccolti presso e intorno all’aeroporto di Tokyo Narita e trovato chiari aumenti di CO2 quando il vento proviene dalla Grande area di Tokyo.

Ha affermato Taku Umezawa, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Istituto nazionale per gli studi ambientali in Giappone che prosegue:

è stato così anche a livello globale per altri aeroporti, come Mosca, Parigi, Pechino, Osaka, Shanghai, Città del Messico, Sydney e altri.

 

Mappe della variabilità della CO2 negli aeroporti delle città analizzate in tutto il mondo. I cerchi grandi e rossi indicano una grande variabilità. Le città sono indicate dai codici aeroportuali vicini.

 

Il team ha anche esaminato l’entità della variabilità della CO2 nell’atmosfera più bassa. Kaz Higuchi, coautore dello studio ha affermato che i cambiamenti a breve termine della concentrazione di anidride carbonica sono complessi e dipendono da molti fattori come: direzione del vento, la traiettoria di volo, la posizione geografica dell’aeromobile rispetto alla posizioni delle emissioni e le condizioni meteorologiche durante atterraggio e decollo.

Nonostante queste complesse condizioni in cui vengono effettuate le misurazioni, è stato molto interessante trovare una relazione tra l’entità della variabilità dell’anidride carbonica e le emissioni di CO2 dalla città più vicina.

I risultati mostrano che il set di dati CO2 basato su un aereo di linea commerciale può fornire costantemente stime delle emissioni urbane se combinato con un modello di modellistica atmosferica.

Il lavoro per esaminare il legame fisico con le emissioni delle città e stabilire il monitoraggio urbano con questa tecnica è ancora in corso, ma certamente da adesso in avanti occorre tenere ben presente anche questa possibilità di monitoraggio.

Tomohiro Oda, scienziato della University Research Space Association, Maryland, USA, che ha collaborato con il team ha affermato

Le città sono considerate responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra prodotte dall’uomo. Una stima accurata delle emissioni di CO2 delle aree urbane è quindi importante per strategie efficaci di riduzione delle emissioni.

Questo studio suggerisce quindi che le misurazioni degli aerei di linea commerciali possono raccogliere dati utili sulla CO2 urbana complementari ai dati raccolti da altre piattaforme di osservazione, come stazioni di terra e satelliti, al fine del monitoraggio della CO2 emessa dalle città.

Il vantaggio di usare aerei di linea commerciali è la grande copertura spaziale globale delle misurazioni anche nelle regioni in cui esistono solo reti di misurazione dei gas a effetto serra sparse, in particolare in luoghi in cui è difficile effettuare le misurazioni in loco, come nei paesi in via di sviluppo.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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venerdì 15 maggio 2020 - 10:36
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