Aria pulita anche nel post pandemia: immensi vantaggi di salute e denaro

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9 Maggio 2020

Una ricerca dell’UCLA usa la California come caso studio per progettare un percorso di riduzione dei gas serra e dello smog: una lista di azioni per mantenere l’aria pulita nel post pandemia.

Ci stiamo abituando a un’aria più pulita sia in Italia sia nel resto del mondo, forse una delle poche buone cose causate delle misure restrittive dovute alla pandemia di COVID-19.

Ma, dal momento che pare l’emergenza stia rientrando, molti temono si ritorni esattamente al punto di partenza, o forse anche peggio di prima come spesso accade dopo le crisi, con un netto abbassamento nella qualità dell’aria.

Un team di ricerca dell’Università della California (UCLA) sostiene però come questo non debba necessariamente essere il nostro destino.

Nell’articolo pubblicato su Nature Sustainability, gli studiosi, partendo proprio dalla California, descrivono le misure che permetterebbero di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e climalteranti entro il 2050.

Potrebbero essere evitate circa 20.000 morti premature solo in California ogni anno per malattie legate all’inquinamento.

Nel loro insieme, queste azioni impedirebbero circa 20.000 morti premature nella sola California a causa di malattie legate all’inquinamento atmosferico ogni anno, contribuendo nel contempo a ridurre i cambiamenti climatici, affermano i ricercatori.

Non è necessario vivere una pandemia globale per avere aria più pulita e vite più sane.

sottolinea Yifang Zhu, professore presso la UCLA Fielding School of Public Health e autore dello studio che continua:

L’azione climatica avvantaggia direttamente le persone a livello locale e regionale creando un’aria più pulita. I benefici per la salute pubblica sono sia immediati che a lungo termine, permettendoci di risparmiare miliardi ogni anno.

Lo studio della UCLA mostra chiaramente come si possa fare, partendo dal territorio californiano. Questa ricerca è la prima ad aver creato una tabella di marcia che, grazie a politiche attente al clima, alla qualità dell’aria e attraverso la messa in campo di tecnologie già sul mercato, potrebbe rendere reale già entro il 2050 l’obiettivo emissioni zero.

Il co-autore dello studio Tony Wang, ingegnere del California Air Resources Board, ha sottolineato come

nulla di ciò che stiamo suggerendo è fantascienza.

 

Per limitare l’aumento della temperatura globale a 2° C sopra i livelli preindustriali entro il 2100, la soglia per evitare gli effetti più gravi del riscaldamento globale, il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha dichiarato che le emissioni causate dall’uomo devono essere ridotte a quasi zero e tutte quelle rimanenti dovranno essere catturate e immagazzinate.

I collaboratori dell’Istituto congiunto UCLA per la scienza e l’ingegneria del sistema terrestre regionale hanno contribuito alla modellizzazione all’avanguardia per analizzare come la qualità dell’aria ambientale cambierebbe in uno scenario di zero emissioni nette.

Quindi, i ricercatori hanno combinato il modello con dati e informazioni epidemiologici per stimare l’impatto di un’aria più pulita sulla salute pubblica.

Oltre alla constatazione che si potrebbero evitare circa 20.000 decessi prematuri ogni anno solo in California entro il 2050, il raggiungimento di zero emissioni nette potrebbe anche:

  • Ridurre i sintomi respiratori acuti in 8,4 milioni di adulti.
  • Ridurre l’esacerbazione dell’asma in 1 milione di bambini.
  • Ridurre il numero di giorni lavorativi persi di 1,4 milioni di lavoratori
  • Ridurre i ricoveri ospedalieri per problemi cardiovascolari di 4.500 persone

Siamo stati felici di vedere che quando si riducono queste emissioni, si ottengono livelli molto più elevati di benefici per la qualità dell’aria nelle comunità svantaggiate

ha detto Zhu.

Inoltre il conseguimento di zero emissioni dopo la pandemia andrebbe a beneficio dell’economia. Entro il 2050, lo studio mostra che i risparmi monetari generati dalle riduzioni dei gas a effetto serra supererebbero 109 miliardi di dollari l’anno.

Gli autori dello studio desiderano indirizzare le loro ricerche soprattutto ai politici per aiutarli a intraprendere azioni coraggiose per combattere i cambiamenti climatici sicuri che questi sforzi andranno doppiamente a beneficio diretto delle persone sia dal punto di vista della salute, sia dal punto di vista economico.

La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel nostro stato non solo rallenterà i cambiamenti climatici globali, ma soprattutto migliorerà la qualità dell’aria e proteggerà la salute delle persone nella nostra comunità locale.

conclude Bin Zhao, ex ricercatore dell’UCLA che è ora uno scienziato presso il Pacific Northwest National Laboratory.

 

 

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sabato 9 maggio 2020 - 14:58
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