Vespa Mandarinia: avvistati esemplari negli Stati Uniti

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4 Maggio

Vespa Mandarinia

L’esotico insetto Vespa Mandarinia, spesso appartenente a zone dei paesi orientali come Corea e Giappone, è stato avvistato negli Stati Uniti.

Questo 2020 sembra non allentare la presa: a sommarsi ai problemi che si stanno creando a tutta la popolazione mondiale, ora sembra aggiungersi quello della Vespa Mandarinia, avvistata in alcune zone degli Stati Uniti. Chiamato anche Calabrone Gigante Asiatico (o, in inglese, Murder Hornets, “Calabrone Killer”), questo insetto è lungo circa 5 cm, decisamente fuori scala in confronto ai suoi parenti più comuni.

La Vespa Mandarinia si può trovare di solito nei paesi orientali come Corea, Cina, Taiwan, Indocina, Nepal, India, Sri Lanka e Giappone, eppure sembra che ora alcuni di questi esemplari siano stati avvistati a Washington e in Canada. Oltre alla terrificante idea che questi insetti, di media, uccidono circa 50 persone all’anno in Giappone, sono anche molto dannose per quanto riguarda l’ecosistema delle api: si cibano infatti di esse decapitandole e portando la carcassa dai suoi figli.

 

Vespa Mandarinia

 

Nei casi meno gravi, dove la persona punta non è allergica o altro, il dolore è stato definito spesso come “un chiodo piantato nella gamba”: questo veleno infatti, che per le Vespe Mandarinie “classiche” è davvero molto doloroso, può raggiungere il livello di pericolosità di quello di un serpente nella Regina di queste vespe. Il pericolo però, vista la diffusione limitata di questa specie ad ora, non è tanto per gli esseri umani quanto per le api, insetti davvero vitali per l’ecosistema essendo impollinatori.

 

 

©Ruth Fremson/The New York Times

 

 

Chris Looney, entomologo del dipartimento dell’agricoltura di Washington, ha affermato che questo è il momento perfetto per limitare i danni: nei prossimi due anni delle trappole (che per l’occasione sono state rifatte visto che questo tipo di vespa non entrerebbe in quelle classiche) verranno sperimentate per catturare questi insetti. L’obiettivo è equipaggiarli con un chip identificativo con radio frequenza, così da risalire ai nidi.

 

 

 

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lunedì 4 maggio 2020 - 9:24
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