Allan Hills: il meteorite che conferma una possibile abitabilità di Marte

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30 Aprile 2020

Allan Hills

Tracce di azoto nel meteorite marziano Allan Hills. Per gli scienziati la scoperta è la conferma che un tempo il pianeta rosso poteva essere abitabile.

Allan Hills (Alh) 84001 è un meteorite di provenienza marziana rinvenuto nel 1984 in una regione in Antartide, da cui prende il nome. Gli scienziati hanno individuato tracce di azoto e la cosa ancora più sorprendente è che risulta vecchio di 4 miliardi di anni: la ricerca, pubblicata su Nature Communications, confermerebbe la teoria che un tempo Marte potesse essere adatto alla vita.

Il ritrovamento di tracce di azoto si aggiunge alla lista degli elementi organici essenziali alla vita rinvenuti sul pianeta Marte. Nel tempo gli scienziati hanno avuto diverse conferme dell’antica composizione del pianeta sia dati raccolti dai rover marziani che dai meteoriti. 

I meteoriti marziani sono pezzi della superficie di Marte lanciati nello spazio a causa di meteoriti che hanno impattato la superficie e i cui frammenti sono caduti poi sulla Terra. Da questi meteoriti erano già state trovate tracce di carbonio organico, altro ingrediente fondamentale per la vita, e ora azoto.

Il team di ricercatori guidato dall’Istituto di Tecnologia di Tokio ha studiato il meteorite Allan Hills (Alh) 84001 ed è riuscito a datare l’elemento chimico a ben 4 miliardi di anni fa facendolo risalire all’era marziana Noachiana.  L’era Noachiana è la seconda delle quattro ere geologiche di Marte, caratterizzata da un’alta frequenza di impatti con meteoriti.

La tecnica sviluppata dagli scienziati ha permesso di isolare minuscoli granelli di carbonato dagli altri elementi rimuovendo possibili contaminazioni superficiali e individuando altri elementi come l’azoto.

Per fare ciò è stato utilizzato del nastro d’argento in una camera bianca per isolare i frammenti per poi trattarli con uno strumento a fasci di ioni per rimuovere eventuali contaminazioni superficiali.

Le tracce di azoto sono state rilevate grazie ad una particolare tecnica di spettroscopia, detta Exafs. Questa spettroscopia è un tipo di spettroscopia chiamata XAS che studia la variazione del coefficiente di assorbimento di una sostanza rispetto all’energia della radiazione a raggi X incidente nella regione osservata.

Dopo attenti controlli i ricercatori hanno confermato l’autenticità della provenienza marziana del materiale organico.

 

I dati raccolti e questa nuova scoperta portano alla conferma che un tempo Marte avrebbe potuto ospitare la vita grazie alla presenza di composti organici.

 

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giovedì 30 aprile 2020 - 21:13
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