Fridays For Future: chi è Greta Thunberg e come è nato il suo movimento

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1 anno fa

7 minuti

Greta Thunberg, la bambina che ha sconvolto il mondo dei media assumendo il ruolo di paladina dell’ambiente, diventando personaggio dell’anno 2019 per il Time, è stata la fondatrice del movimento Fridays for Future.

Nella Giornata della Terra analizziamo uno dei movimenti che più si sono ampliati in questi anni, anche e soprattutto grazie alla rete e alla capacità della sua fondatrice di arrivare a tutti con semplicità e chiarezza. Ovviamente l’etimologia della parola è molto semplice e vuole indicare i Venerdì per il Futuro.

Sì perché tutto nacque quando l’allora sedicenne Greta Thunberg, dall’agosto del 2018 ogni venerdì, dopo le ondate di calore anomale e gli incendi scoppiati in Svezia, iniziò a manifestare di fronte al Parlamento del suo Paese con il cartello “Skolstrejk för klimatet (Sciopero scolastico per il clima).

Il 7 settembre, poco prima delle elezioni, annunciava che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata con l’accordo di Parigi.

Greta Thunberg iniziò a manifestare ogni venerdì di fronte al Parlamento Svedese per forzare il governo a tagliare le emissioni di CO2

La prima protesta di Greta Thunberg

 

Qual era lo scopo di quella protesta individuale?

Forzare il governo svedese a tagliare le emissioni di CO2 del 15% ogni anno. Ogni venerdì aumentavano le persone intorno a Greta facendo nascere anche l’hashtag #FridaysforFuture che ha permesso a differenti studenti, provenienti da tutto il mondo, di organizzarsi e di organizzare manifestazioni anche fuori Svezia. Grazie a questa determinazione, la studentessa, a dicembre dello stesso anno fu invitata alla COP24 in Polonia, dove ha tenuto un discorso che fece il giro del mondo.

Dopo il suo sit-in venne invitata a parlare nel 2018 in Polonia alla COP24 per discutere di clima

Il suo appello fu chiaro e diretto e non ebbe mezzi termini: “il pianeta sta morendo e i governi devono agire. Gli obiettivi da rispettare sono quelli fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, cercando di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C e fare i più grandi sforzi per non superare l’aumento di temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali”.
In occasione dell’ultima giornata ufficiale di lavori, il 14 dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24

Voi parlate soltanto di un’eterna crescita dell’economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […]

La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. […] L’anno 2078 celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me.

Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c’era ancora il tempo per agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi occhi. […]

Non siamo venuti qui per supplicare i leader di agire. Ci avete ignorato in passato, e ci ignorerete ancora. […] Voi avete finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo. […] Il vero potere appartiene al popolo.

 

Appena terminata la conferenza sul clima l’azione di Greta non finì e anzi cercò di ampliare il proprio messaggio sfruttando la rete e l’ormai “popolarità” che riuscì ad avere dopo l’azione in Polonia. Le parole lanciate dalla Thunberg furono semplici e dirette “chiunque sei, ovunque sei, abbiamo bisogno di te”.

Aggiunse che i leader politici (soprattutto quelli delle grandi potenze) continuano a non agire per fermare il cambiamento climatico e che il popolo deve scendere in piazza ogni venerdì davanti alla sede locale del proprio governo e mettere pressione dal basso per una maggiore azione sulle politiche climatiche.

Dopo gli appelli pubblici e i sit-in continui di Greta, giovani e studenti iniziarono a seguire i passi della svedese facendo nascere ufficialmente Fridays for Future

#FridaysForFuture era ufficialmente nato, in tutti i paesi del mondo si iniziava a manifestare sotto un unico nome, un movimento spontaneo in risposta all’azione di Greta Thunberg. Fino a 50mila persone hanno manifestato in Inghilterra e Germania, 35mila a Bruxelles, 20mila in Svizzera solo nei primi giorni post messaggio di Greta.

Il movimento ha abbracciato da subito moltissimi giovani e studenti (che si sono specchiati negli occhi di Greta) un popolo apartitico ma non apolitico con alle basi questa mission: Fu.Tu.Ro.

  • FUori dal fossile: 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 (e in Italia nel 2030), per restare entro i +1.5 gradi.
  • TUtti uniti, nessuno escluso: La transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale secondo il principio della giustizia climatica.
  • ROmpiamo il silenzio, diamo voce alla scienza che ci dice da anni qual è il problema e quali strumenti servono per risolverlo. Ora spetta alla politica il compito di agire.

FFF si era proposto come megafono per le evidenze scientifiche, già da tempo note, oltre che per le problematiche ambientali, con particolare riferimento al tema del cambiamento climatico. La divulgazione, quindi, era già da prima cuore di FFF, con il fine di accrescere la consapevolezza di tutti e tutte, attori politici compresi, sulla crisi climatica. La possibilità di fornire un’informazione accurata evitando il più possibile la diffusione di fake-news legate al clima è uno dei capisaldi delle modalità d’azione del movimento insieme agli scioperi, i presidi, i cortei, le lezioni in piazza, die-in, sit-in.

 

 

Gli attivisti di Fridays for Future oltre ai cortei e manifestazioni creano una rete di informazioni scientifiche accurate per sconfiggere le fake-news

I millennials, in base all’ultimo rapporto dell’ONU sui cambiamenti climatici, sono l’ultima generazione che può davvero fare qualcosa per il benessere del pianeta e invertire la rotta del riscaldamento globale.

Il rapporto dell’ONU sui cambiamenti climatici ha infatti messo in chiaro che si hanno ancora 11 anni di tempo per modificare il modo di produrre e di sfruttare le risorse che sta sempre più impoverendo il nostro Pianeta, ecco perché il movimento Fridays for Future è divenuto ben presto così importante in ambito politico-sociale.

Uno degli ultimi discorsi di Greta Thunberg, all’apertura del Climate Action Summit a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha dato la forza al movimento di andare ancora più avanti rispetto a questi due anni di lotte.

È tutto sbagliato. Non dovrei essere quassù. Dovrei essere tornata a scuola dall’altra parte dell’oceano. Eppure, voi tutti venite da noi giovani per la speranza. Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le vostre parole vuote!

Eppure io sono una delle fortunate. La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica! Come osate?

Da oltre 30 anni la scienza è stata chiara, cristallina: come osate continuare a guardare da un’altra parte? […] Voi ci state deludendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai.

Non vi lasceremo andare così. Proprio qui, proprio ora, tracciamo il confine. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.

 

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