Krakatoa: dopo 140 anni è ancora suo “figlio” Anak Krakatoa a spaventare

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3 anni fa

Il vulcano Anak Krakatau, “figlioletto” di un grosso enorme antico vulcano di nome Krakatoa, è in eruzione. La scorsa eruzione risale a 2 anni fa quando distrusse parte del suo edificio e provocò uno Tsunami.

Krakatoa eruttò per l’ultima volta 137 anni fa distruggendo il suo edificio vulcanico.

Adesso però è il suo “figlioletto” Anak Krakatau a destare preoccupazione nel popolo indonesiano e nel resto del mondo vista la sua esplosiva attività cominciata nella notte tra il 10 e l’11 aprile.

Prima di ieri Anak Krakatau eruttò circa 2 anni fa, distruggendo parte del suo edificio e provocando uno tsunami che uccise 439 persone.

Subito dopo l’esplosione, il popolo indonesiano, e poi quello di tutto il mondo, ha espresso tutta la sua preoccupazione attraverso Twitter, su cui attualmente impazzano foto e video della spettacolare quanto spaventosa eruzione.

Basta seguire l’hashtag #krakatoa per seguire l’evento.

Per ora non ci sono notizie di danni a persone o cose, ma l’allerta è altissima, perché il rischio sembra essere molto concreto.

A riportare alcuni dettagli dell’eruzione, il sito specializzato Volcano Discovery.

Si tratta di una grandissima eruzione magmatica, la più grande mai vista dal 2018.

Un’esplosione improvvisa ed inaspettata. Il boato ha preoccupato non poco gli abitanti del territorio anche perché, secondo un inviato di CNN Indonesia, le restrizioni al traffico causate dal Coronavirus hanno reso ancora più udibili i rumori provenienti dal vulcano.

Vulcano Discovery permette di seguire la situazione grazie a una webcam sull’isola di Anak Krakatau.

Sempre sul sito di monitoraggio Volcano Discovery si legge:

Questa sembra essere la fase eruttiva più forte dalla violenta attività magmatica seguita al parziale crollo del vulcano del 22 dicembre 2018 che aveva scatenato uno tsunami mortale responsabile della morte di centinaia di persone sulla costa occidentale di Java.

Quando eruttò il “padre” Krakatoa nel 1883 l’esplosione fu talmente forte da provocare uno tsunami alto ben 42 metri e che fu fatale per 36 mila indonesiani sprigionando un’energia 10.000 volte maggiore a quella di una bomba nucleare.

Considerando che anche l’Indonesia è attualmente alle prese con la pandemia di Covid19, l’attività di questo vulcano preoccupa ovviamente anche di più di quanto potrebbe in tempi “normali”.

Tra l’altro proprio la particolarissima situazione mondiale, che sta influenzando pesantemente la vita di 4 miliardi di persone, intasa tutti i mass media come principale notizia al punto che altre informazioni come quella dell’aumento dell’attività eruttiva complessiva di parecchi vulcani terrestri, sta passando in secondo piano.

Attualmente, come riportato da meteogiornale.it, sono diversi i vulcani in eruzione: Klyuchevskoy, Popocatépetl, Krakatau, Semeru, Shiveluch, Dukono, Reventador, Sakurajima, Sabancaya.

https://twitter.com/ISCResearch/status/1248983422418247682

Il vulcano Anak Krakatoa viene considerato un vulcano dall’evoluzione mutevole e piuttosto violenta e dalle caratteristiche pliniane, come lo è il Vesuvio in Italia.

Infine bisogna osservare che il vulcano sorge in una zolla della crosta terrestre dove il magma e i gas sono fuoriusciti nel passato con violenza inaudita, generando l’emissione di polveri che hanno ridotto la radiazione solare terrestre che hanno influenzato il meteo e quindi anche il clima del Pianeta per alcuni anni.

Di maggiore entità fu l’eruzione del Tambora, da cui si deve poi l’origine di una serie di avversità meteo estive della successiva stagione al punto da essere battezzato l’anno senza Estate.

La situazione è pertanto assolutamente da tenere monitorata.

 

 

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