Zoombombing: “è un reato, non uno scherzo”, dice un procuratore americano

7 Aprile 2020

Un procuratore americano non è molto divertito dal fenomeno del Zoombombing, i raid di troll sulle video call degli altri: “Fatelo e vi faccio bussare alla porta dai federali”

Vi abbiamo già parlato del Zoombombing, la pratica di invadere le conference call altrui su Zoom con lo scopo di sabotare riunioni, eventi o lezioni. Nelle settimane scorse erano addirittura nati diversi gruppi su Facebook e alcuni subreddit (ad oggi tutti chiusi) dedicati alla pratica.

I troll si scambiavano a vicenda le chiavi d’accesso per entrare nelle chiamate. Bastava che uno studente annoiato condividesse l’url della chiamata creata dal suo professore perché questa venisse invasa da decine di disturbatori.

Nel frattempo Zoom ha preso già alcune precauzioni per rendere pressoché impossibile il Zoombombing.

Gli hacker (sic) stanno disturbando conferenze e classi online con materiale pornografico, immagini razziste e minacce. Chi invade una teleconferenza può venire accusato di crimini statali o federali.

ha detto un procuratore del Michigan.

Quali crimini? “Disturbo di una riunione pubblica, accesso abusivo informatico, uso di un computer per commettere un crimine, crimini d’odio, frode, trasmissione di comunicazioni intimidatorie“.

Pensate che il Zoomboming sia divertente? Vedremo se lo penserete ancora quando sarete arrestati

Tutti avvisati.

 

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martedì 7 Aprile 2020 - 17:11
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