Invasione di locuste: corno d’Africa in ginocchio e ora si spostano in Asia

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29 Febbraio

L’ invasione delle locuste in Africa orientale non accenna a risolversi, ma anzi si prevede un secondo arrivo in massa  e nel frattempo si spostano in Asia

Era l’inizio di febbraio quando l’ONU lanciò l’allarme per la più grande invasione di locuste nel corno d’Africa degli ultimi 100 anni.

La situazione non migliora e gli insetti si stanno spostando in Asia

Purtroppo a oggi non solo la situazione non accenna a migliorare ma gli insetti si stanno spostando a grande velocità verso l’Asia

Il fenomeno è passato forse in secondo piano a causa dell’ulteriore emergenza mondiale legata al nuovo coronavirus, ma merita altrettanta attenzione considerando che ora sono due i continenti a subirne gli effetti.

Dopo l’Africa, infatti, vere e proprie nubi distruttive di locuste si stanno muovendo verso il Medio Oriente e il continente asiatico in generale.

Per i campi si tratta di un vero e proprio flagello: le locuste hanno devastato tutti i raccolti di Somalia, Kenya, Etiopia, Sudan ed Egitto.

Negli ultimissimi giorni questi temibili insetti hanno avvolto anche i campi della penisola arabica, soprattutto quelli di Yemen, Arabia Saudita, Bahrain e fino al Pakistan, India e a ridosso della Cina.

 

 

Le immagini che arrivano dall’Arabia e dal Barhain sono spaventose: nuvole di cavallette senza fine riescono quasi ad oscurare i cieli e ad abbassare la visibilità. Gli sciami si muovono a gran velocità tanto che riescono a percorrere fino a 150 km al giorno e nel frattempo riescono a mangiare tutti i raccolti e le piantagioni che trovano sulla loro strada.

È previsto un nuovo arrivo in massa di locuste nelle prossime settimane

L’organizzazione di aiuti umanitari Mercy Corps, citata da Bbc Africa, ha previsto un secondo arrivo in massa dei parassiti nelle prossime settimane. Secondo la Fao, questa è la peggiore invasione degli ultimi 25 anni in Somalia ed Etiopia e degli ultimi 70 anni in Kenya.

La loro proliferazione esagerata potrebbe essere legata al cambiamento climatico: in particolare le inondazioni della scorsa estate potrebbero aver creato le condizioni ideali per la loro rapida diffusione.Ci prepariamo ad affrontare la più grande crisi umanitaria degli ultimi 100 anni.

Le cavallette in un solo giorno mangiano il cibo consumato da 90 milioni di persone

Il passaggio delle locuste sull’Africa avrà conseguenze drammatiche: le cavallette sono in grado di consumare il cibo che solitamente viene consumato da 90 milioni di persone in un solo giorno.

Secondo gli esperti almeno altre 10 milioni di persone, oltre quelle già con problemi di approvvigionamento, rischiano di morire di fare.

Gli abitanti del distretto settentrionale di Kitgum stanno mangiando le locuste del deserto che hanno divorato le loro coltivazioni, secondo quanto riportano i media locali. I miseri raccolti nell’area, dovuti proprio all’invasione, hanno costretto gli abitanti della zona a far diventare gli insetti delle fonti alternative di cibo. Questo è ulteriore fonte di preoccupazione dal momento che sono stati utilizzati grandissime quantità di pesticidi. Gli abitanti ne sono consapevoli quindi lavano e bollono gli insetti prima di friggerli e mangiarli.

Il numero di parassiti potrebbero crescere di 500 volte da qui a giugno

L’impatto sarà notevole anche nel continente asiatico: per esempio nell’ultima settimana le locuste hanno distrutto oltre 380mila ettari di terreni agricoli nella sola India, rischiando di compromettere l’intero raccolto annuale di grano, cumino e senape.

Gli esperti affermano che il numero di parassiti potrebbe crescere di 500 volte prima di giugno, quando finalmente il clima secco aiuterà a frenarne la diffusione.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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sabato 29 febbraio 2020 - 15:32
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