ZeroZeroZero, la recensione: la cocaina come un virus

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3 anni fa

4 minuti

La recensione di ZeroZeroZero: dopo Gomorra, Stefano Sollima torna a collaborare con Sky per trasformare in serie un romanzo di Roberto Saviano. Il traffico di cocaina visto come un’infezione, che non si ferma mai. Dal 14 febbraio su Sky Atlantic e on demand su Now Tv.

Nello scrivere la recensione di ZeroZeroZero, nuova serie, disponibile su Sky Atlantic dal 14 febbraio, che vede unire di nuovo le forze Stefano Sollima, Sky e Roberto Saviano, dobbiamo fare una premessa: da queste parti siamo grandi ammiratori del lavoro del regista romano. Di più: pensiamo che il suo modo di girare le scene d’azione sia unico in Italia. E perché no, nel mondo.

 

ZeroZeroZero

 

Sollima torna a raccontare una storia di Saviano con protagonisti dei criminali. Abbandonati i quartieri spagnoli, qui il respiro si amplia.

Dopo Gomorra – La serie, divenuta un successo internazionale, Sollima torna a raccontare una storia di Saviano, tratta appunto dal libro ZeroZeroZero, con protagonisti dei criminali.

Abbandonati i quartieri spagnoli, qui il respiro si amplia: dagli antichi clan calabresi, in cui c’è uno scontro generazionale tra vecchi e giovani boss, si arriva ai funzionari corrotti sudamericani, fino a un’apparentemente rispettabilissima famiglia di imprenditori americani. Il filo conduttore tra tutte queste storie e questi continenti è bianco. Come la cocaina.

 

ZeroZeroZero

 

Apparentemente impossibile da adattare per il piccolo schermo, l’intuizione geniale di ZeroZeroZero sta proprio nel mostrare il traffico di cocaina come un’infezione, un virus che contagia tutti trasversalmente, dal politico che prende mazzette sottobanco, ai ricchissimi signori della droga, fino agli spacciatori e consumatori. Un giro di soldi e di morte che non conosce sosta, non dorme mai, non si placa mai, non soddisfa mai.

 

 

Un grande cast internazionale

Oltre alla scelta dei luoghi, si va dalla Calabria all’America appunto, con incursioni anche in Messico e Africa, era fondamentale scegliere i giusti interpreti per un cast così ampio e corale: la scelta degli attori di lingua inglese è ricaduta su Gabriel Byrne, capo della famiglia Lynwood, che ha un’impresa di trasporti, gestita da Emma, una bravissima Andrea Riseborough, che è allo stesso tempo un’eccellente donna d’affari e sorella maggiore quasi materna di Chris (Dean DeHaan), lasciato fuori dai traffici illeciti di padre e sorella perché affetto, come la madre, morta prematuramente, da Corea di Huntington.

 

Gabriel Byrne in una scena della serie

A interpretare Stefano La Piana, nipote del boss Don Mino, è la rivelazione Giuseppe De Domenico.

Borghesi, istruiti e raffinati, quando Lynwood, mediatori in un affare tra Messico e Italia, si trovano a dover trattare con i La Piana, potente clan della ‘ndrangheta, capiranno di aver commesso un grande errore. A interpretare Stefano La Piana, nipote di Don Minu (Adriano Chiaramida), che non ci sta a seguire le direzioni e vuole comandare, è la rivelazione Giuseppe De Domenico: dalla faccia apparentemente pulita, è in realtà un assassino senza scrupoli, ancora più pericoloso perché istruito.

Stefano ha studiato all’estero, conosce l’inglese, indossa completi eleganti, da imprenditore, ma poi non esita a dare in pasto i propri nemici a maiali affamati. L’incarnazione dell’intelligenza della criminalità, che sa adattarsi a epoche e situazioni.

 

Dean DeHaan in una scena della serie

 

Chiude il cerchio Harold Torres, che ha il ruolo del soldato Manuel Contreras, soprannominato Vampiro: all’insaputa dei suoi compagni, l’uomo lavora in realtà per il Cartello e in questo modo può risolvere in modo “pulito” molti problemi. Un signor Wolf con il mitra in mano.

 

 

Sollima scatenato al ritmo dei Mogwai

A sottolineare, senza soffocarle, le azioni dei personaggi la musica dei Mogwai, di cui Sollima è un grande fan.

Vedere il montaggio delle scene d’azione di Stefano Sollima è un piacere: lo abbiamo detto in apertura e lo ripetiamo: in ZeroZeroZero, grazie all’alternanza di storie che si svolgono in parallelo a fusi orari diversi, con luci e colori differenti, si assiste non solo a un grande racconto per immagini, ma a una vera e propria metafora. Fotogramma per fotogramma, si ha la sensazione di avere davanti agli occhi un male che dilaga, che contagia tutto ciò che tocca, che non si può fermare.

 

ZeroZeroZero

 

A sottolineare, senza soffocarle, le azioni dei personaggi la musica dei Mogwai, di cui Sollima è un grande fan e con cui torna a collaborare (sempre dopo Gomorra): il loro accompagnamento musicale è perfetto, quasi un evolutissimo sound design.

Dopo la visione di due episodi su otto, possiamo dirlo: Stefano Sollima ha creato un’altra grande serie tv.

 

ZeroZeroZero è su Sky Atlantic e su Now TV dal 14 febbraio.

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