Netflix aveva speso 100 milioni di dollari per tentare di convincere l’Academy a premiare i suoi film

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12 Febbraio

Doveva essere l’anno di Netflix agli Oscar. La piattaforma poteva contare su prodotti del calibro di Marriage Story e The Irishman. Ma non solo, Netflix aveva anche speso una fortuna nella promozione dei suoi film.

Eppure, come ormai noto, le cose non sono andate bene. Anzi, si può dire che Netflix è il grande sconfitto di questa notte degli Oscar. The Irish Man di Martin Scorsese non si è portato a casa nemmeno una statuetta, mentre Marriage Story è riuscito ad assicurare un Oscar a Laura Dern, premiata come migliore attrice non protagonista, perdendo in tutte le altre categorie.

Netflix era lo studio con il maggior numero di nomination, ben 24. Ma alla fine gli Oscar sono stati soltanto due: oltre a quello per la Dern, anche il premio al documentario American Factory.

Quello che ha dell’incredibile è che Netflix aveva investito una cifra senza precedenti nella promozione dei suoi film: si parla di 70 milioni di dollari (anche se il Wall Street Journal sostiene siano almeno 100 milioni) per convincere i membri dell’Academy a votare per i suoi film. Uno studio per gli Oscar spende solitamente in media 15 milioni di dollari.

 

 

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mercoledì 12 febbraio 2020 - 10:20
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