Scoperte stelle che si muovono lentamente nella Via Lattea
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Le stelle della nostra galassia appartengono a due gruppi che hanno caratteristiche differenti in termini di velocità di rotazione e di composizione chimica: è possibile che si siano creati in tempi diversi durante il processo di formazione della Via Lattea.

Lo studio condotto dall’Istituto nazionale di astrofisica grazie ai dati raccolti dalla missione Gaia dell’ESA e alle informazioni chimiche su un campione di quarantamila stelle della Sloan Digital Sky Survey (Sdss) ha rilevato che ci sono gruppi di stelle che si muovono a velocità differenti all’interno della Via Lattea.

Il disco galattico è la regione dove si raggruppano la maggior parte delle stelle e del gas di una galassia a spirale come la Via Lattea.

Le stelle della componente del disco conosciuto come Thick disk (Td) disco spesso, hanno una velocità di rotazione attorno al centro galattico di circa 180 km al secondo, quelle della nuova componente, denominata Metal weak thick disk (Mwtd), disco spesso povero di metalli, ruotano più lentamente a circa 150 km al secondo.

Inoltre le stelle appartenenti al Mwtd sono più povere di metalli e hanno maggiore energia raggiungendo distanze maggiori dal piano galattico.

Il team di ricercatori ha combinato i dati raccolti dei momenti angolari con le composizioni chimiche delle stelle determinando così il secondo gruppo di stelle del disco Mwtd e di poterlo datare come formazione più giovane rispetto al Td.

Momenti angolari simili individuano una stessa origine delle stelle: i dati mostrano che i risultati si raggruppano principalmente su due grandezze differenti.

La composizione chimica: povera di elementi pesanti ma ricca di elementi del gruppo dI magnesio e dI titanio suggeriscono una formazione antecedente al Td.

Erano più di vent’anni che si cercava di risolvere questo puzzle. Infatti si pensava che il Mwtd non fosse altro che un’estensione del disco spesso e non una popolazione indipendente con origini astrofisiche diverse.

Ha commentato Daniela Carollo ricercatrice dell’Istituto nazionale di astrofisica.

Diverse sono le ipotesi che spiegherebbero la generazione dei due dischi, da fusioni successive o fenomeni interni, e saranno testate attraverso modelli teorici e simulazioni di formazione di galassie come la Via Lattea.

I risultati sono stati pubblicati sul The Astrophysical Journal. 

 

 

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lunedì 9 dicembre 2019 - 16:03
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