Recensione Eldritch Horror: un Lovecraft che sa di Indiana Jones

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2 anni fa

8 minuti

Questa settimana facciamo il giro del mondo con Giochi Uniti, cercando di fermare l’apocalisse. Tuffatevi dentro Eldritch Horror e cercate di fermare i piani dei Grandi Antichi… se ne avrete il coraggio

I miti Lovecraftiani sono una miniera inesauribile di storie di orrore cosmico ed investigazione che grazie alla loro natura royalty free sono state adattate, reinterpretate, remixate e generalmente rivisitate in qualsiasi genere mediatico.

Fantasy Flight non fa certo eccezione e la recensione che faremo oggi è quella di Eldritch Horror, un grande classico dei boardgame a tema cthulhoide che è tornato finalmente sugli scaffali di tutta Italia grazie a Giochi Uniti. Il mondo sta per finire e solo voi potete salvarlo!

 

 

 

Trappole, tentacoli e tommy gun

Eldritch Horror è un gioco collaborativo per 1-8 persone che vi catapulterà nei panni di un gruppo di investigatori degli anni ’20 col compito di fermare l’apocalisse. Avete capito bene: la fine dei giorni è vicina, i Grandi Antichi si stanno risvegliando e solo voi (più o meno volontariamente) avete preso sulle vostre spalle il fardello di salvare il mondo.

Lo scopo principale della partita è quello di scacciare il Grande Antico che sta venendo evocato tramite rituali che si svolgono in tutto il pianeta. Per bloccare questa catastrofe i nostri eroi dovranno risolvere i Misteri, che altro non sono delle missioni collegate al Grande Antico da fermare. Risolti tre Misteri l’evocazione sarà stata fermata ed i nostri investigatori avranno vinto! Se invece il grande antico dovesse venire risvegliato, si prospettano vagonate di sberle in faccia per i nostri personaggi, spesso seguite da una fine ingloriosa a cui si unisce il resto dell’umanità.

Non sentitevi sotto pressione, eh!

Il fronte di ogni scheda personaggio contiene le sue caratteristiche, mentre sul retro possiamo scoprire che gli succede una volta ferito in maniera fatale

 

Possono essere necessarie delle prove che saranno influenzate dalle caratteristiche fisiche e mentali di ogni Investigatore

Ogni turno è diviso in tre fasi: la Fase Azioni, la Fase Incontri e la Fase Miti. Durante la Fase Azioni, ogni giocatore farà eseguire al suo Investigatore fino a due azioni. Queste  sono il modo principale tramite il quale gli Investigatori andranno ad interagire col mondo di gioco; durante questa fase, infatti, potranno viaggiare tra i diversi luoghi presenti sulla mappa, riprendere le energie, acquisire risorse ed in generale prepararsi al peggio. Il peggio, in questo caso, si personifica nelle due fasi successive.

Durante la Fase Incontri ogni Investigatore subirà gli effetti (positivi o negativi) delle investigazioni che starà svolgendo nel luogo in cui si trova attraverso le carte Incontro che vengono pescate in base al luogo dove ci si trova. Inoltre, se ci saranno mostri nella location sarà necessario affrontarli e, per il bene dell’Investigatore, sconfiggerli. Possono essere necessarie delle prove che saranno influenzate dalle caratteristiche fisiche e mentali di ogni Investigatore e che in base al loro esito potranno dare effetti positivi o negativi.

 

 

Se sarà un Grande Antico a porre fine alle avventure del nostro personaggio, il suo controllore verrà eliminato dal gioco insieme a lui

Infine, la terza fase è quella dei Miti. Durante questa fase le losche macchinazioni dei nostri nemici extradimensionali si materializzano sotto forma di portali che si aprono in giro per l’orbe terracqueo, mostri che spuntano come funghi (talvolta letteralmente) e dicerie che mettono a repentaglio l’incolumità dei nostri eroi. Finita la Fase Miti si inizierà un altro turno, continuando fino a quando i nostri personaggi riusciranno a fermare l’evocazione del Grande Antico (vincendo la partita) o fino a quando il Grande Antico verrà evocato. In caso questo succeda, per i nostri Investigatori saranno guai grossi. Infatti, un giocatore che vede il suo Investigatore sconfitto in combattimento e caduto per i troppi danni fisici o mentali potrà semplicemente continuare la partita prendendo il controllo di un nuovo Investigatore; se però sarà un Grande Antico a porre fine alle avventure del nostro personaggio, il suo controllore verrà eliminato (dal gioco) insieme a lui. Se tutti i giocatori verranno eliminati, verranno esaurite le carte Mito o se una Diceria non viene risolta, sarà game over per la nostra piccola combriccola di avventurieri. Il mondo di Lovecraft è spietato e non perdona mai.

 

 

 

Anche la morte può morire

Nel mondo dei giochi da tavolo i lavori di Lovecraft sono uno dei temi che più facilmente vengono adattati. Fantasy Flight stessa, con le serie Eldritch Horror, Arkham Horror e Le Case della Follia, di sicuro dimostra di apprezzare le opere dello scrittore statunitense. In mezzo a tutti questi prodotti ci sono domande più facili a cui rispondere ed altre a cui è più difficile.

La domanda che interessa maggiormente a chi legge una recensione di solito è

Ma allora, è un bel gioco?

e la risposta a questa domanda è secca: si, Eldritch Horror è un bel gioco. Nonostante con certi numeri di giocatori non dia proprio il meglio di sè (specie con numeri grandi, chi ha pensato fosse una buona idea dire che è giocabile tranquillamente in 8 dovrebbe riflettere bene su come vuole passare le sue giornate), è un gioco estremamente godibile, con un comparto narrativo molto avvincente che si unisce a meccaniche che ingranano facilmente e sono piuttosto facili da tenere a mente. Il manuale è molto più sottile di quanto mi aspettassi e le regole si spiegano in fretta e si imparano anche più velocemente; la durata di una partita inoltre è compresa in genere tra le 2 e le 3 ore, che significa avere partite decisamente lunghe ma mai così tanto da sforare il limite di una serata. Alcuni tocchi di flavor, come il poter rivisitare i nostri personaggi deceduti per poter prendere indizi necessari a continuare le indagini, le illustrazioni ed i trafiletti narrativi ci fanno calare in un mondo da incubo dove noi siamo l’unica speranza per salvare l’umanità.

 

 

Il manuale è molto più sottile di quanto mi aspettassi e le regole si spiegano in fretta e si imparano anche più velocemente

La domanda difficile allora è: questo è il gioco a tema Cthulhu che fa al caso vostro? La risposta qui ovviamente dipende da chi sta leggendo questo articolo. Se però vi gasate al pensiero di esplorare le giungle dell’Amazzonia, inerpicarsi tra i ghiacci dell’Antartide o sporcarsi le mani nei bassifondi di Arkham, allora avrete pane per i vostri denti. Come ne “Alle Montagne della Follia” o nel celeberrimo “Il Richiamo di Cthulhu”, ai vostri personaggi saranno richieste non solo doti da investigatore provetto ma anche di esploratore abile e capace. Il taglio narrativo delle vostre avventure insomma sarà decisamente pulp, come si può capire dalla copertina dove sono rappresentati i personaggi intenti in una sparatoria. Con un mostro tentacolare. Sopra le carrozze di un treno in corsa. Robe che Indiana Jones levati proprio.

 

Le ambientazioni sono varie e ci porteranno in tutto il pianeta, ma in generale troverete sempre brutto tempo

 

 

 

I mille volti della casualità

Eldritch Horror è un gioco che tocca vette davvero alte ma che, certe volte, per colpa di come girano le carte, semplicemente finisce per non essere all’altezza delle aspettative.

Di questo classico, tuttavia, qualche tentacolo mi è andato sicuramente di traverso. Uno degli elementi di debolezza di Eldritch Horror è, stranamente, anche uno dei suoi punti di forza. Se infatti la randomicità data dagli Eventi e dal motore di gioco è il fondamento di un’esperienza narrativa che si fa diversa ogni volta, con svolte di gameplay che finiscono per creare una storia emergente intrigante, allo stesso modo può significare che la partita finisce per essere segnata (nel bene o nel male) già dall’inizio e che quindi ne emerge un’esperienza mediocre.

Eldritch Horror è un gioco che tocca vette davvero alte ma che, certe volte, per colpa di come girano le carte, semplicemente finisce per non essere all’altezza delle aspettative e dato che stiamo parlando di un’esperienza da tavolo che comunque occupa una gran fetta di tempo è un rischio che potrebbe spaventare i neofiti, come l’assenza di un modo per mitigare l’effetto “giocatore alfa”.

Altro tallone d’Achille è la qualità dei materiali che, generalmente buona, si fa abbastanza deludente per quanto riguarda gli inserti. Capisco che alcuni giochi mi abbiano senza dubbio viziato in fatto di come sono sistemati i componenti nella scatola (+ coff coff * Fog of Love * coff coff *), ma con tre fustelle di segnalini di ogni tipo è impensabile non avere non dico degli spazi appositi ritagliati, ma perlomeno delle bustine per poterli separare. Infatti, ricollegandomi alla questione della durata di una partita, dover aggiungere la scomodità di mille segnalini tutti mescolati ad un setup già lungo di suo non lo rende un lavoro piacevole.

 

La qualità si misura in metri quadri

 

Nel complesso Eldritch Horror colpisce e rapisce come i Mi-Go, con un’esperienza decisamente al livello del maestro che finisce per essere quasi sempre un viaggio senza fiato nell’universo lovecraftiano. La scatola base ha una buona longevità anche senza le tantissime espansioni (che aspettiamo di poter provare) e permette di riempire una serata con un’avventura senza eguali. Non fatevi ingannare dalle piccole pecche: se vi piace Lovecraft, Eldritch Horror è un gioco al Richiamo del quale è impossibile resistere.

 

 

 

76
ME GUSTA
  • Meccaniche molto più immediate di quanto possa sembrare
  • Atmosfera lovecraftiana a palla
  • La randomicità degli eventi crea ogni volta una storia nuova...
FAIL
  • ...ma non sempre questa storia è interessante
  • La mancanza di un inserto o anche di qualche sacchetto rende il setup più lento del dovuto
  • Gira molto bene in 3-5 giocatori, in più persone inizia ad essere pesante
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