Recensione Ticket to Ride: Londra, la versione mini di un grande classico

2 anni fa

7 minuti

Asmodee ci propone Ticket to Ride: Londra, il più recente flavor di uno dei giochi introduttivi per eccellenza. Val la pena considerare questa nuova edizione per un posticino nella vostra collezione? scopritelo con noi!

Chi si avvicina al mondo dei boardgames finisce bene o male per confrontarsi nel primo periodo con una serie di giochi che vengono considerati “introduttivi”, generalmente accessibili sia in termine di meccaniche che di prezzo.

Se non avete voglia di colonizzare isole ma invece preferite i treni, è probabile che abbiate sentito parlare di Ticket to Ride, che ormai ha assunto il ruolo di classico evergreen tra i più moderni giochi da tavolo.

Con le sue mille espansioni e versioni ce n’è per tutti i gusti e quindi viene da chiedersi: che cambia in questa nuova edizione? 

Beh, innanzitutto ci sono i bus

 

 

Meccaniche Ferroviarie

Il cuore di Ticket to Ride rimane pulsante ed inalterato. Abbiamo a disposizione una mappa (in questo caso una mappa semplificata del centro di Londra) dove ogni fermata è collegata alle altre da dei tratteggi colorati.

Il gioco procede fino a quando un giocatore non arriva a possedere meno di tre treni nella sua riserva.

All’inizio della partita ogni giocatore riceverà due Biglietti Destinazione che determinano quali fermate dovrà collegare con i suoi treni (o in questo caso con in suoi bus a due piani). Se ci riuscirà riceverà un bonus in punti proporzionato alla difficoltà della rotta da collegare, se invece non ci riuscirà perderà un uguale ammontare di punti. Chi non risica non rosica!

Le azioni a disposizione di ogni giocatore ogni turno sono tre:

  • Pescare – il giocatore può scegliere tra le 5 carte scoperte davanti a lui quali pescare, oppure tentare la fortuna con le carte dal mazzo. Si pescano sempre due carte, ad eccezione di quando si pesca un jolly scoperto, che in tal caso sarà l’unica carta che è possibile pescare quel turno. Da grandi poteri derivano bilanciamenti necessari.
  • Posizionare i treni – quando avremo in mano un numero di carte di un certo colore uguale per numero e colore ai trattini di un collegamento, potremo riempire la tratta coi nostri treni. Ad esempio, una tratta gialla da 4 treni potrà essere riempita solo se giocheremo dalla nostra mano 4 carte gialle. Riceveremo un numero di punti proporzionale alla lunghezza della tratta completata.
  • Pescare un nuovo Biglietto Destinazione – in caso volessimo arrischiarci per provare a guadagnare più punti, possiamo pescare nuove carte obiettivo. Attenzione: ogni carta non completata rischia di farci perdere ulteriori punti!

Il gioco procede fino a quando un giocatore non arriva a possedere meno di tre treni nella sua riserva. Si svolge un ultimo round e vengono contati i punti degli obiettivi, e chi ne avrà di più risulterà vincitore. Fin qui le regole sono identiche a Ticket to Ride tradizionale; tuttavia c’è un’aggiunta. Alcune fermate hanno un numero sopra di loro, che determina a quale Distretto appartengono.

Collegando tutte le fermate con lo stesso numero si otterrà un bonus in punti vittoria pari al numero stesso; un’aggiunta simpatica che fondamentalmente funziona come degli obiettivi comuni sempre disponibili.

 

Un gioco decisamente british

 

 

 

London Calling

Se conoscete Ticket to Ride sicuramente non siete rimasti sorpresi dalla descrizione delle regole. Questo gioco utilizza una formula ormai sperimentata e testata negli anni che ben si adatta a chi si avvicina ai giochi da tavolo per la prima volta. La vera differenza che ho trovato in TIcket to Ride: Londra rispetto al suo fratello maggiore è la durata. In media una partita di Ticket to Ride Londra non supera i 15 minuti dall’inizio della partita alla conta dei punti; e questo per me è un pregio assoluto.

Ticket to Ride: Londra risolve egregiamente i problemi del Ticket to Ride originale

Voglio mettere le cose in chiaro: ritengo che Ticket to Ride sia davvero un buon gioco, e spesso è nella rosa di consigli che do quando i miei amici meno avvezzi ai boardgame mi chiedono “vorrei comprare un gioco ma non so quale, che mi consigli?”. Il difetto che ha Ticket to Ride è che in genere per le emozioni che dà la durata è eccessiva. Si accumulano carte per turni su turni per poi farsi prendere da una frenesia da baccanale in cui tutti costruiscono le proprie linee e dopo ritornano ciclicamente all’accumulo compulsivo di carte colorate.

 

Una Londra formato ridotto per il neofita che non deve chiedere mai

 

Ticket to Ride: Londra risolve egregiamente questo problema. La partita è breve, concisa, nessuna mossa è sprecata o di troppo. Il numero limitato di autobus impone di dover cercare una strategia efficiente ed in caso il nostro avversario riesca a metterci i bastoni fra le ruote poco male: dopo una decina di minuti la partita sarà finita e si potrà passare la rivincita. Ticket to Ride: Londra è una versione rivista, snellita e condensata di un gioco che già di base è un buon prodotto andando ad insidiare a mio avviso il predominio del suo fratello maggiore.

Una nota di merito va ad inserto e materiali, che ho trovato molto pratici e di ottima qualità, con uno spazio dedicato ad ogni componente che non li fa smuovere anche se la scatola dovesse essere messa in verticale.

 

 

 

Anarchy in the UK

Proprio dai materiali però parte la mia personale lista di pecche che un po’ oscura questo titolo. La prima è la più frustrante: questo gioco non è colorblind friendly. Il mondo dei giochi da tavolo ha una percentuale di giocatori di sesso maschile non indifferente, ed un maschio su 10 soffre di una forma di daltonismo.

Se viene fatto l’impegno di distinguere i vari “semi” di colore con simboli, perchè cavolo mettere tra i colori a disposizione dei giocatori degli autobus blu e degli autobus lilla?! so che gli editori italiani in questo non hanno avuto mano e che i colori dei giocatori richiamano i colori del regno unito, ma nel 2019 trovo difficile da accettare che ci siano dei componenti che pregiudicano in parte la godibilità di un titolo per una fetta di giocatori, a maggior ragione se su altre parti della componentistica è evidente che questo genere di ragionamento è stato fatto.

 

Perchè distinguere le carte coi simboletti se poi non fai lo stesso lavoro coi bus?!

 

Un difetto frustrante di Ticket to Ride: Londra è il non essere totalmente accessibile ai daltonici.

L’altra riflessione che mi sono trovato a fare non ha a che vedere col gioco in sè, quanto più con il suo confronto coi precedenti capitoli di questa collana.

In un paragone nel vuoto, tra l’originale Ticket to Ride e la sua versione Londra probabilmente propenderei per il secondo; le meccaniche sono molto più scorrevoli e veloci ed estrae la quintessenza dell’esperienza di gioco senza snaturarla. Avendo già TIcket to Ride però, viene difficile giustificare tenere entrambi.

Il tempo di gioco più breve e la meccanica dei quartieri sono aggiunte gradite, ma non stravolgono il gioco così tanto da pensare di tenere entrambi. Uno dei due titoli lo venderei di sicuro; quale sta ai gusti personali ed a quanto si apprezzano le partite lunghe.

 

In conclusione Ticket to Ride: Londra è una boccata d’aria fresca che questa collana di giochi necessitava.

Se siete fan di Ticket to Ride troverete una versione distillata del vostro classico preferito; se non vi aveva preso Ticket to ride la prima volta vi consiglio perlomeno di dare una possibilità alla versione Londra prima di escluderlo del tutto poichè è probabile che siano stati corretti i difetti che vi avevano fatto storcere il naso la prima volta. In definitiva un ottimo gioco introduttivo che non mancherà di farvi venir voglia di un biglietto diretto per la capitale del Regno Unito!

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