Per celebrare i 30 anni dalla messa in onda dell’anime, Ryo Saeba torna in azione.City Hunter: Private Eyes vede lo sweeper di Shinjuko alle prese con un nuovo caso, ed ovviamente una bellissima cliente. Al cinema solo il 2, 3 e 4 settembre.

Era il il 1985 quando sulle pagine di Shōnen Jump veniva pubblicato il primo capitolo di City Hunter, manga scritto e disegnato da Tsukasa Hojo.

Era il il 1985 quando sulle pagine di Shōnen Jump veniva pubblicato il primo capitolo di City Hunter, manga scritto e disegnato da Tsukasa Hojo. Protagonista della storia è Ryo Saeba, un abile sweeper con una passione per le belle donne, il quale gestisce un’agenzia di investigazione insieme la sua assistente Kaori Makimura.

Visto il successo del manga l’arrivo della serie animata era inevitabile. Il primo episodio va in onda sulla tv giapponese – e pochi mesi dopo su quella italiana – nel 1987 ad opera dello studio Sunrise. Proprio per festeggiare i 30 anni dalla messa in onda dell’anime Ryo Saeba torna in azione. City Hunter: Private Eyes è il film che narra la nuova avventura dello sweeper con un debole per le belle donne. Per la gioia di tutti i fan.

La pellicola è uscita in Giappone lo scorso febbraio registrando un incasso di oltre dodici milioni di euro solo in patria, e finalmente sarà anche nei cinema italiani con un evento speciale nei giorni 2, 3 e 4 settembre grazie a Dynit e Nexo Digital.

Ryo Saeba torna in azione nel film City Hunter: Private Eyes

 

Ryo Saeba viene ingaggiato come guardia del corpo dalla modella Ai Shindo, ma il lavoro si rivelerà essere più complicato del previsto.

Nella Shinjuko di oggi Ryo Saeba viene ingaggiato come guardia del corpo dalla bellissima (e non poteva essere altrimenti) modella Ai Shindo. La ragazza si è rivolto allo sweeper perché si è accorta di essere seguita da dei criminali ma ne ignora completamente il motivo.

Quello che sembra essere un normale lavoro di protezione di un personaggio famose nei confronti di male intenzionati, si rivelerà presto essere un complotto internazionale che rischia di mettere a ferro e fuoco il quartiere di Shinjuko e l’intera città.

Oltre a questo pericolo, Ryo dovrà affrontare anche la ricomparsa di un giovane ed affascinante CEO di una potente azienda tecnologica amico di infanzia di Kaori. Un uomo disposto a tutto pur di conquistare il suo cuore e di dimostrare la supremazia della tecnologia nel mondo odierno.

 

 

 

 

Nonostante siano passati 30 anni, Ryo Saeba non è cambiato di una virgola.

Nonostante siano passati 30 anni, Ryo Saeba non è cambiato di una virgola. City Hunter: Private Eyes ha in sé tutto quello che ci si aspetta da un film con protagonista l’esuberante guardia del corpo.

Ritroviamo così tutti quegli elementi che ne hanno decretato il successo, dalla presenza di belle donne, ai tentativi di Ryo di conquistarle, il micidiale martello di kaori, le gag, i momenti tragici ed epici, le incredibili e distruttive scene d’azione ed ovviamente gli immancabili gregari come Umibozu (o Falcon, a voi la scelta), Miki, l’ispetore Saori. A cui si aggiungono tre sorelle che formano un trio compatto.

Una vicenda che si basa sulla tipica impalcatura delle avventure del protagonista. Il tutto inizia con una bella cliente che si rivolge a Ryo perché necessita di protezione. Un lavoro che si rivelerà essere molto più di quanto preventivato, poiché la ragazza risulterà essere suo malgrado la chiave che permetterebbe al villain di turno di ottenere ciò che desidera per portare a compimento i suoi piani.

Un film che per quanto sia moderno nell’aspetto ha l’anima e il cuore degli anni ’80

Un film quindi che per sia quanto moderno nell’aspetto, dalla tavola di Shinjuko che diventa un app fino all’ambientazione, ha l’anima e il cuore degli anni ’80. Un film pensato per i fan, i quali saranno più che felici di rivedere finalmente in azione Ryo Saeba e la sua infallibile 357 Magnum.

 

 

Non mancano azione, mistero, commozione e divertimento.

Una vicenda quella di City Hunter: Private Eyes in cui l’azione la fa da padrone e che si apre con un folle inseguimento per le strade di Shinjuko. Un incipit che oltre a farci capire cosa ci aspetta ci presenterà in maniera epica il protagonista e la sua fidata assistenza. Con tanto di Godzilla “sputa fuoco”.

Una storia in cui certamente il mistero non manca e capace anche di far ridere di gusto ed emozionare, ma che purtroppo risulta essere priva di colpi di scena degni di nota o di una particolare inventiva.

In fondo è un’operazione nostalgia e ciò che più conta è dare agli spettatori un’avventura in cui Ryo possa mettere in mostra tutte le sue caratteristiche e nient’altro. Un vecchio (gradito) regalo a cui è stata messa una confezione nuova.

Purtroppo la storia risulta essere priva di colpi di scena e con un villain deludente.

Inoltre il villain di turno è purtroppo molto deludente. Non solo è poco carismatico, ma le sue motivazioni riusltano deboli e non proprio credibili. Un uomo non in grado di impesierire realmente lo sweeper e assente di quella cattiveria necessaria da renderlo quantomeno un minimo credibile.

 

 

 

 

Fortunatamente la regia di Kenji Kodama non delude. Il regista riesce a portare lo spettatore nel pieno della vicenda.

Se la sceneggiatura lascia un po’ a desiderare, avendo anche la colpa di mettere troppo in secondo piano il raporto tra Ryo e Kaori e sprecare la presenza di Occhi di Gatto, fortunatamente la regia di Kenji Kodama non delude. Il regista, che ha lavorato alle prime due serie, riesce a portare lo spettatore nel pieno della vicenda, facendolo diventare testimone privilegiato degli eventi. Ecco quindi che ci si ritrova in macchina con Kaori, al bancone del bar Cat’s Eye a sorseggiare caffè o nel pieno di una scazzottata per i vicoli di Shinjuko.

Una regia dinamica, dove le scene d’azione non sono mai confusionarie, in cui non mancano ralenty o fermo immagini e la tensione è sempre percebile. Un lavoro quello di Kodama che riesce a catturare e ad enfatizzare al massimo l’atmosfera delle varie scene, in particolare quelle drammatiche e quelle in cui Ryo da prova di tutta la sua abilità.

90 minuti di City Hunter allo stato puro: sicuramente da vedere.

Ottima anche l’animazione, la quale ha ovviamente uno stile moderno che svecchia il prodotto ma riproponendo le scene d’azione con lo stile che tutti conosciamo. Movimenti fluidi, veloci e molto chiari. Svecchiamento che riguarda anche il tratto, che propone risulta essere più marcato ma che riesce a rendere in maniera adeguata il tratto di Hojo.

In conclusione City Hunter: Private Eyes farà la felicità dei fan, i quali potranno finalmente assistere ad una nuova avventura dell’ “allupato” sweeper e ritrovare tutti quegli elementi che hanno resa il manga e la serie indimenticabili. 90 minuti di City Hunter allo stato puro, capaci di intrattenere senza annoiare.

I titoli di coda ci fanno rivivere la storia di Ryo e Kaori con un collage dei momenti più significativi della serie.

Un film che dopo averci portato nel presente ci fa fare un tuffo nel passato facendoci rivivere l’interia storia dell’anime con un collage con i più significativi episodi della serie, un vero e proprio riassunto della storia di Ryo e Kaori, ovviamente sulle note della storica sigla Get Wild. Inoltre che come le pellicole odierne richiedono ha una scena extra (quindi non alzatevi prima del tempo), che fa sperare di non dover aspettare troppo per un nuovo film o special tv. Sicuramente da vedere.

 

 

City Hunter: Private Eyes sarà al cinema solo il 2, 3 e 4 settembre.

 

 

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