Il sorriso di Monna Lisa sotto l’analisi della neuropsicologia #LegaNerd
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Da sempre il sorriso di Monna Lisa è stato definito enigmatico, ora un team di ricercatori ha cercato di scoprire la verità sulla pittura più famosa al mondo: sorriso di felicità o di menzogna?

I ricercatori hanno interpretato come il sorriso della Gioconda risulti non spontaneo, ma al contrario un sorriso da menzognero.

Partendo dal presupposto che solitamente la felicità si esprime sul lato sinistro e applicando alcune teorie della neuropsicologia sull’emotività, i ricercatori hanno interpretato come il sorriso della Gioconda risulti non spontaneo, ma al contrario un sorriso da menzognero.

A supporto della loro interpretazione hanno condotto un sondaggio chiedendo ad un gruppo di persone di interpretare l’emozione che ne ricavavano da una sezione del sorriso di Monna Lisa.

L’esperimento è stato eseguito utilizzando la tecnica del chimeric face : è stata suddivisa a metà l’immagine della bocca del dipinto e ogni metà è stata ribaltata.

 

A: The Mona Lisa by Leonardo da Vinci (Musee du Louvre, Paris). B: The face of Mona Lisa C: Chimeric image of the left side of the Mona Lisa smile. D: Chimeric image of the right side of the Mona Lisa smile (via University of Cincinnati/St. George’s University of London)

 

I risultati hanno riportato che il 92,8% degli intervistati ha indicato che la metà sinistra del sorriso mostrava la felicità, mentre nessuno ha interpretato la parte destra come gioia.

I ricercatori hanno sottolineato che non vi è alcuna attivazione del muscolo della faccia superiore nel dipinto e ciò riflette insincerità.

Un sorriso naturale, noto come un sorriso di Duchenne, fa alzare le guance e contrarre i muscoli intorno agli occhi. Gli autori spiegano che un sorriso non Duchenne, o asimmetrico, riflette un’emozione non genuina.

Il trio di neuroscienziati, Luca Marsili dell’Università di Cincinnati Lucia Ricciardi della St. George’s University di Londra e Matteo Bologna della Sapienza Università di Roma, ha pubblicato il loro studio sulla rivista Cortex.

 

 

 

 

Spiega Ricciardi che:

Sappiamo che Leonardo era un maestro dello ‘sfumato’, la tecnica dell’ombreggiatura che viene usata per rappresentare l’espressione. Alzò deliberatamente il labbro sinistro, come per dipingere un ghigno.

 

Ricciardi afferma anche che Leonardo curvando il labbro su entrambi i lati e aggiungendo pieghe attorno agli occhi avrebbe saputo mostrare un sorriso più genuino e sincero e ha continuato dicendo:

Aveva questa conoscenza centinaia di anni prima del lavoro di Duchenne nel 1800.

Ma se Leonardo da Vinci lo avesse ritratto così perché era così che doveva risultare? E se non ci fosse nessun enigma dietro tutto questo?

Forse è meglio lasciare il tutto avvolto nel mistero, che poi è quello che rende ancora più famoso il quadro più famoso del mondo.

 

 

 

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giovedì 13 giugno 2019 - 8:46
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