Judgment: La Yakuza è acqua passata, qui si gioca dall’altra parte della barricata

98
2 anni fa

6 minuti

Chissà se già conoscete la serie Yakuza, famosissima in Giappone, ma qui da noi mai in grado di imporsi commercialmente come poi avrebbe meritato. Ce lo domandiamo proprio per capire come iniziare questa sorta di anteprima di Judgment visto che, dopo sei capitoli principali e una manciata di ottimi spin-off targati Yakuza, Sega ha deciso di sfruttare ambientazioni e asset della sua famosa epopea criminale per provare a trasformarla in qualcosa di totalmente diverso, almeno dal punto di vista narrativo.

Le novità apportate da Judgment alla classica struttura di Yakuza non vanno cercate nel suo gameplay, ma nella trama e nei suoi protagonisti.

Perché le colonne portanti di Judgment sono sempre qui: la stessa fetta di Giappone liberamente esplorabile, le stesse scazzottate estreme e naturalmente una miriade di minigiochi che poi tanto mini non sono. Le grosse novità apportate da Judgment alla classica struttura di Yakuza non vanno infatti cercate nel suo gameplay, che comunque presenta delle differenze rispetto al passato, ma nella trama e nei suoi protagonisti.

In Yakuza, il protagonista indiscusso, anche quando non lo è davvero, è sempre e solo il Drago di Dojima, ovvero Kazuma Kyriu la cui vita è strettamente legata al clan criminale Dojo; la stella di Judgment è al contrario un uomo di legge, l’ex avvocato ora investigatore privato Takayuki Yagami.

 

 

Questo nuovo eroe perde il suo primo lavoro per colpa dello stesso serial killer del quale continuerà a seguire le tracce nel suo nuovo ruolo di cane sciolto, dando il pretesto agli utenti di vivere una crime story da affrontare finalmente dalla parte della legge, cosa più unica che rara nel mondo dei videogiochi di oggi.

Questo non significa che l’azione sarà ridotta ai mini termini, tutt’altro, Judgment, esattamente come gli Yakuza, è costruito anche attorno a un convincente, immediato ma per questo non così semplice sistema di combattimento.

 

 

 

 

Takayumi Yagami ha a disposizione due diversi stili di lotta: il primo basato sulla potenza pensato per essere utilizzato contro uno o poco più nemici, mentre il secondo più veloce e di conseguenza più efficace negli schiaffi di gruppo; non mancano combo sempre più complesse, letali proiezioni e una lista di oggetti che potranno essere utilizzati per avere la meglio sugli avversari che si contrapporranno, di volta in volta, sullo schermo.

A differenza di Yakuza, in Judgment il combattimento non è sempre l’unica risposta possibile ma potranno essere evitati cercando di non farsi scoprire o tramite altre invenzioni di gameplay.

Nonostante queste somiglianze, appare subito chiaro che Judgment non possiede le stesse venature ironiche e/o grottesche della serie originaria, preferendogli tonalità ben più serie e se vogliamo coraggiose.

 

 

Questa scelta potrebbe allontanare chi cerca anche un po’ di leggerezza nei propri videogiochi, come esaltare le doti di scrittura di un team che ha costruito la propria fama proprio grazie a un’inimitabile bravura nel tessere ragnatele narrative estremamente credibili e complesse, oltre a personaggi di un’umanità difficilmente paragonabile agli altri eroi dei videogiochi.

Cambiano protagonisti e coprotagonisti, ma Kamurocho è sempre qui.

Come in tutti gli Yakuza, Judgment è totalmente ambientato in questa iconica area costruita per essere una rappresentazione virtuale estremamente credibile della reale Shinjuku, epicentro della vita notturna di Tokyo e quartiere a luci rosse tra i più popolari del mondo.

A Kamurocho, come sempre aggiornata per rispecchiare il più vicino possibile i cambiamenti avvenuti nella sua controparte, faremo la conoscenza di tanti personaggi diversi che ci permetteranno di andare avanti nella trama come di accettare quelle missioni secondarie indispensabili per dare profondità all’ambientazione.

Ed è sempre qui che dovremo sfoggiare il nostro intuito nelle nuove fasi di investigazione dove, insieme a Yagami, dovremo cercare indizi da trasformare in prove. Da quanto abbiamo avuto modo di vedere, questi segmenti sembrano piuttosto semplici e lineari, ma non escludiamo che andando avanti nell’avventura le cose possano complicarsi un bel po’, anzi lo speriamo vivamente.

 

 

Naturalmente non mancano riferimenti agli eventi narrati nei sei Yakuza principali: nonostante l’approccio più serioso, Judgment è comunque ambientato nello stesso universo creato per Kazuma Kyriu, permettendo ai fan di sentirsi subito a loro agio.

Cambiando protagonista, Judgment è costretto a inventarsi una nuova serie di passatempi più in linea con i gusti di Takayumi Yagami: spazio quindi ai flipper e a nuovi minigiochi, addio al karaoke che non sembra tanto interessare questo nuovo eroe, mentre Kyriu ne andava letteralmente pazzo, e logicamente niente più hostess bar da gestire, ma belle ragazze con le quali fare conoscenza non mancheranno.

Tornano invece le sale giochi Sega con una sempre più vasta selezione di coin-op qui emulati alla perfezione e, cosa più importante, senza tagli. Tra un Virtua Fighter e un Puyo Puyo, Fighting Vipers e Motor Raid, trovano spazio anche cabinati di fantasia come Kamuro of The Dead, uno shooter ispirato chiaramente al classico House of The Dead.

Tra le strade della città, Takayumi potrà rilassarsi con tornei di mahjong, l’indecifrabile shogi, freccette, blackjack, poker e divertenti quanto impegnative gare di droni, con tanto di occhialetti per la realtà aumentata.

Il tutto girerà sull’ultimissima versione del Dragon Engine già vista all’opera in Yakuza 6 con ottimi risultati spesso capaci di sfiorare il foto realismo.

 

 

Judgment sarà interamente tradotto in italiano.

Solitamente, parlando di Yakuza, arrivati a questo punto vi staremo parlando della consueta mancata traduzione in italiano che manca oramai da più di dieci anni, ma con questo gioco Sega si è finalmente decisa a fare le cose per bene e Judgment, tenetevi forti, sarà interamente tradotto nella nostra lingua, almeno i testi, mentre per le voci potremo scegliere se mantenere il cast originale giapponese oppure optare per le voci in inglese.

Questa è una gran bella notizia non solo per chi non conosce altre lingue oltre l’italiano, ma anche per chi non vuole perdersi nemmeno un dettaglio di una storia che si preannuncia estremamente complessa, e raccontata attraverso un numero elevatissimo di dialoghi; inoltre fa cadere l’ultima scusa di chi non ha mai avuto abbastanza coraggio per immergersi in questo straordinario universo di gioco.

Judgment appare già un prodotto decisamente solido, in grado di riprendere in mano i punti di forza di Yakuza, affiancandoli a nuove meccaniche che hanno tutte le caratteristiche per poter fare la differenza.

 

 

 

 

Judgment sarà disponibile dal 25 giuno.

 

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