Il veicolo lunare LEGO di Norton74 agile come un gatto

79
3 anni fa

L’artista LEGO® Norton74 (Andrea Lattanzio) coglie al balzo l’annuncio di ieri del set 10266 NASA Apollo 11 Lunar Lander per presentare la sua (non proprio) ultima opera, il Moon Cat, un rover lunare in pieno stile Classic Space.

Il Moon Cat, costruito quasi un anno fa e presentato solo oggi, è un laboratorio di ricerca su sei ruote con, sul tettuccio, la sola ed unica arma di difesa.

 

 

All’interno invece sono presenti computer e strumenti, utilizzati dalle due minifigure presenti,per effettuare analisi del suolo e delle rocce lunari, anch’essi in stile Classic Space.

 

 

La particolarità, molto interessante, che rende questo veicolo simile ad un gatto, sono le stampelle frontali usate come para-luci, che conferiscono al muso del rover un aspetto “felino”.

 

 

Stile impeccabile e pulito quello di Andrea che ritroviamo nuovamente su questo rover lunare dopo averlo visto ed apprezzato su altre sue due creazioni, il Mobile Research Laboratory e il B-59 Blacktron.

 

 

Il potente Bowser è il nuovo set LEGO a tema Super Mario: è alto 32cm e "spara fuoco"
Il potente Bowser è il nuovo set LEGO a tema Super Mario: è alto 32cm e "spara fuoco"
LEGO Super Mario: annunciato il Pack Personaggi - Serie 5
LEGO Super Mario: annunciato il Pack Personaggi - Serie 5
LEGO Optimus Prime: ufficiale il nuovo set in grado di trasformarsi da robot a camion
LEGO Optimus Prime: ufficiale il nuovo set in grado di trasformarsi da robot a camion
LEGO Ritorno al Futuro: presentato il set della DeLorean in uscita l'1 aprile
LEGO Ritorno al Futuro: presentato il set della DeLorean in uscita l'1 aprile
LEGO e Multiplayer.com: in esclusiva per l'Italia il martello di Thor
LEGO e Multiplayer.com: in esclusiva per l'Italia il martello di Thor
LEGO Ideas Il Mappamondo disponibile dall'1 febbraio: ecco tutti i dettagli
LEGO Ideas Il Mappamondo disponibile dall'1 febbraio: ecco tutti i dettagli
LEGO ECTO-1 10274 Creator Expert, la recensione
LEGO ECTO-1 10274 Creator Expert, la recensione