Il restringimento della Luna potrebbe essere la causa dei Lunamoti
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La NASA, attraverso l’analisi dei dati raccolti dalle missioni Apollo, ha rilevato un certo numero di Lunamoti dovuti al restringimento della Luna. La Luna si sta restringendo mentre il suo interno si raffredda.

Il restringimento della Luna è in atto da centinaia di milioni di anni.

I dati raccolti evidenziano che la Luna si restringe provocando delle grinze sulla sua superficie. Il restringimento in atto da centinaia di milioni di anni ha già provocato un assottigliamento di 50 metri. 

La crosta superficiale della Luna è fragile, quindi si rompe quando si restringe, formando “faglie di spinta” in cui una sezione di crosta viene spinta verso l’alto.

Thomas Watters, scienziato del Center for Earth and Planetary Studies allo Smithsonian’s National Air and Space Museum a Washington, afferma che l’analisi ha dimostrato che le faglie sono attive e che continuano a produrre Lunamoti, mentre la Luna continua a raffreddarsi e a restringersi.

 

Le analisi hanno evidenziato che le scosse possono essere molto forti intorno al valore 5 della scala Richter.

I dati, di questa recente analisi, sono stati raccolti da quattro sismografi posizionati sulla superficie lunare durante le missioni Apollo, i quali, poi, sono stati sintetizzati per determinare, attraverso un algoritmo, l’origine dei Lunamoti.

Tra il 1969 ed il 1977 sono stati registrati ben 28 Lunamoti, e, alla luce dei nuovi risultati è stato possibile verificare che otto di questi hanno avuto luogo entro un raggio di 30 km. Inoltre,  sei degli otto si sono verificati quando la Luna era al suo apogeo (il punto più lontano dalla Terra nella sua orbita).

Si pensa che il movimento delle faglie sia stressato  dalla contrazione lunare e dalle maree.

Si pensa che il movimento delle faglie sia stressato quando la crosta lunare è compressa dalla contrazione lunare e dalle maree. L’apogeo è infatti il punto dove la gravità terrestre causa un picco di stress.

Altre prove di questa attività sono date dalle immagini, dettagliate, raccolte dalla navicella spaziale Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA. Lo scienziato del progetto LRO John Keller del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, ha detto:

È davvero straordinario vedere come i dati di quasi 50 anni fa e della missione LRO sono stati combinati per far avanzare la nostra comprensione della Luna.

 

La Luna non è la sola nel nostro sistema solare che, con il passare degli anni, sta assistendo al proprio restringimento. Mercurio ad esempio ha enormi faglie, molto più grandi, rispetto le sue dimensioni, di quelle della Luna e ciò indica che si è ridotto molto di più rispetto ad essa.

Queste nuove scoperte potrebbero incrinare la visione di Jeff Bezos, di un nuovo habitat per i terrestri sulla Luna?

 

 

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martedì 14 maggio 2019 - 15:45
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